mercoledì, maggio 02, 2007

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

“Nessuno mi pettina bene come il vento”
(Alda Merini)

Sono tutti pronti. Come ogni anno, si ripete il rituale di gioia e di protesta che invade il centro di Gotham City. Le note vibrano potenti dai muri di casse che si stagliano sopra i camion e i furgoni. Vengono distribuiti flyer. Politicamente appassionati e non. Un grido si alza e investe tutta la folla: “MAY DAY, MAY DAY!”. Signore e signori, che si dia inizio alle danze. Le danze di chi ogni giorno balla, ma su di un filo di seta. Un equilibrio precario, voluto da un sistema che esige repentina flessibilità da una società che non è pronta a soddisfarne le richieste. E le persone che sono venute qui lo sanno bene. Una miriade di eterni stagisti, insegnanti, collaboratori “a progetto”, studenti preoccupati del loro futuro e così via. Questa è la nuova orda d’oro, la massa critica che raramente viene ascoltata. Ma oggi è un giorno diverso. Oggi si fanno sentire, non importa con che slogan o con quale musica. Vedo accanto all’impegno un divertimento senza freni. Mi stacco dal gruppo di amici incontrati all’inizio e abbandono la techno-trance. Mi abbandono ai mille volti sorridenti che incrocio per la strada, accompagnato solo da una birra ghiacciata. Sto camminando da solo ma è come se non lo fossi. Il vento si insinua nei capelli e nelle fenditure della camicia, dando sollievo a tratti. Il senso di comunità che pervade il mio corpo è un sentimento che raramente mi capita di provare, e oggi ne ho piene le vene. Sono parte della grossa arteria pulsante che scorre verso il Duomo. Anello di una enorme catena di solidarietà. Magnifico il carro dello Spazio Petardo, magnifica la loro oriunda canzone dedicata alla nostra Madunina. Non ho portato la macchina fotografica, ma con gli occhi sto scattando ricordi di altissima qualità. E’ bello ogni tanto incontrare Bref. Le poche volte che ci sono uscito assieme, mi sono sempre sentito a mio agio. E’ bello raccontarsi della propria vita a vicenda. Dei miei continui lassismi, del suo continuo cercare. Di Berlino, e della vita in Tedeschia. E’ bello sapere con sorpresa che suo fratello minore proprio questo giorno suona in un gruppo che volevo sentire dal vivo. Guardo i musicisti che si alternano sull’improvvisato palco e sento un leggero senso di invidia. Guardo con sorpresa la persona che è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i miei sogni. E’ bello notare che il mondo è piccolo, ma accorgersi che lo è troppo non è affatto rassicurante. Sembra che io debba sempre fare i conti con il mio tormento, fare i conti con me stesso. Perché le frasi che si pronunciano devono essere sempre frasi di circostanza? Perché non ci si riesce una volta, ad aprirsi un pochino? Mi intimorisce quando non ho risposte pronte. O quando non voglio proprio accettarle. Quando la quantità di domande vela con un drappo di velluto scuro la realtà dei fatti, proprio come la notte stende il suo manto su piazza Cairoli. Cammino verso casa, uso i piedi per non rompere la magia della giornata. Una bellissima giornata. Lupus in fabula, la modalità shuffle del mio aipod mi invita ad ascoltare la voce di Chris Martin, come volesse farmi impersonare nelle parole di quella canzone, farmi riflettere ancora un pò. O forse è solamente suggestione. Chi lo può mai sapere…
Gianni

Shiver

So I look in your direction,
But you pay me no attention, do you?
I know you don't listen to me,
'Cause you say you see straight through me, don't you?

But on and on, from the moment I wake,
'Till the moment I sleep,
I'll be there by your side,
Just you try and stop me.
I'll be waiting in line,
Just to see if you care.

Did you want me to change?
Well I changed for good.
And I want you to know,
That you'll always get your way.
I wanted to say...

Don't you shiver,
Shiver,
Sing it loud and clear,
I'll always be waiting for you.

So you know how much I need 'ya,
But you never even see me, do you?
And is this my final chance of getting you?

But on and on, from the moment I wake,
'Till the moment I sleep,
I'll be there by your side,
Just you try and stop me.
I'll be waiting in line,
Just to see if you care.

Did you want me to change?
Well I changed for good.
And I want you to know,
That you'll always get your way.
I wanted to say...

Don't you shiver,
Don't you shiver,
Sing it loud and clear,
I'll always be waiting for you.

Yeah I'll always be waiting for you,
Yeah I'll always be waiting for you,
Yeah I'll always be waiting for you,
For you,
I will always be waiting.

And it's you I see,
But you don't see me.
And it's you I hear,
So loud and so clear.
I sing it loud and clear.
And I'll always be waiting for you.

So I look in your direction,
But you pay me no attention.
And you know how much I need you,
But you never even see me.
(Coldplay)

domenica, aprile 15, 2007

Potere alla Parola...In Libertà! (sempre a cura del vostro Gianni)

“You can’t always get what you want”
(Mick Jagger, Keith Richards)


Ci risiamo- un'altra volta- la- primavera- bussa- alla mia porta- il freddo siderale- non esiste più- mentre- raccolgo energie- e medicine- per non patire- i malanni delle- cose nell’aria- ma la stagione è così- take it- or leave it- frastornato- respiro- a fatica- fazzoletto in mano- cammino- e faccio- girotondi di quartieri- per dare- senso- alla- lunghezza- della sera- alla- lancetta- che corre in- slow motion- proprio- come la- mia voglia- di affrontarmi- la mia non voglia- di moderarmi- mi avvolge- nei piaceri effimeri- intrugli liquorosi- che scaldano- la gola- assieme a ghiaccio- e coca cola- il tabacco- si colora- di verde- quel verde- che fu caro- a Re Salomone- e mentre- si forma la foschia- dando- qualche boccata- la pupilla- si dilata- e si aprono- le porte- della falsa illuminazione- la distorta- percezione- rende la mente- un labirinto- ma Dedalo- sembra non aver- progettato l’uscita- costringendomi- a vagare- divagare- errare ramingo- troppo a lungo- e cercare- nel buio- una piccola fiaccola- ma- la vita è breve- soprattutto- a Milano- e ci induce- a brusche virate- nel traffico- per portar la prua- nei mille luoghi- di nightlife- per farsi trovare- sempre- in movimento- uno statico dinamismo- del momento- che mette i brividi- ci circondiamo- di persone- procacciamo relazioni- per nascondere- il fatto che- in realtà- siamo tutti- molto soli- e non ci resta altro- per- curare- questo male- che ridere- e scherzare- bere- e dimenticare- baciare- ma senza amore- perché- il male d’amore- non è- male di miele- e le ferite d’amore- si curano- con limone e sale- ci fanno- soffrire- ci fanno dannare- ne si sa abbastanza- in merito- alla questione- e quanto darei- per gestire meglio- questi giorni- passati- a maledire- la mia timidezza- a fantasticare con dolcezza- su di un nome- a tendere l’orecchio- per carpire- quelle parole- a cercare l’ebano- di quei capelli- in ogni donna- senza neppure volerlo- diventi- il mio supplizio- la mia Waterloo- senza armistizio- ormai le conosci- quelle mie- occhiate clandestine- e perdonami- se quel che faccio- è imprigionarti in poche rime- poiché non libero il mio coraggio- ti contengo- in qualche strofa- come tu- contieni me- in questa- onirica cella- e mi costringi- a viverti- in quelle mezz’ore- solo trenta minuti- e il resto- ormai- non conta più
Gianni


30 MINUTES

There are times that I should try
To roll the dice and play with fate
Pretend this guy is not bled dry
And move the pawns before’s too late

These are times I face the willow
The hidden truth beneath my screams
That twists my head around the pillow
And slips into my inner dreams

30 drinks sipped on the moon
30 cigs burnt through the noon
30 minutes left to see you
Like there’s nothing else to do

All by my side, can’t stem your tide
I’m open wide, but wanna hide
I freeze my mind, to leave me be
But I won’t find what’s wrong with me

30 tears dropped in my beer
30 bendings set to steer
30 minutes left to love you
Like there’s nothing more to do
(Nicolò Cascinu)

venerdì, aprile 13, 2007

Bigliettopoli

Cari frequentatori/amanti di questo blog, auguratevi e sperate insieme a noi che mai possa accadere uno scandalo bigliettopoli che mai un professore arrivi a trovare quei così utili e desiderabili supporti cartacei che con tanta cura i creatori di questo spazio virtuale portano con loro in ogni sfida che l'universo accademico pone di fronte a loro perchè
se...
Bonnie e Clyde sanno rubare
Rocco Siffredi e Selen sanno trombare
Schumacher e Alonso sanno guidare
Galeazzi e Bud Spencer sanno mangiare
Carmine e Agostino Abbagnale sanno remare
Freddie Mercury e Matthew Bellamy sanno cantare
Naomi Campbell e Kate Moss sanno sfilare
Rambo e Terminator sanno sparare
De Niro e Al Pacino sanno recitare
beh....................................................
Gianni e Pinotto sanno copiare

mercoledì, aprile 11, 2007

Senza parole, Pinotto


Non bevetela!!!
Nel limone c'è una cimice, la birra è una trovata per farsi i cazzi vostri!

martedì, aprile 03, 2007

Il Paese del Malefico, Pinotto

In Italia, ciclicamente, avvengono scandali di portata nazionale, quelli che, in pratica, coinvolgono ogni tipo di giornale da Novella 2000 a Milano Finanza. I mass media fanno da cassa di risonanza e il gioco è fatto, opinione pubblica distratta sul 90% delle notizie per tutto il tempo in cui le “sconvolgi società” news non inizieranno la loro fase calante. Ci sarebbero da scrivere pagine e pagine sulle bolle di sapone in cui finiscono certi eventi ma, qui, vorrei soffermarmi su un altro risvolto di questo fenomeno: il malefico. Ogni scandalo ne ha uno, talvolta supportato da qualche figura minore. Più che iniziare con Tangentopoli, che ormai è lontana 15 anni, e all’epoca ne avevo solo 9, vorrei usare i casi più recenti di calciopoli e vallettopoli.
I media italiani sono incredibilmente fulminei nella ricerca del mostro e nell’accanimento terapeutico sul personaggio in questione. Sembra che abbiano sempre una lente del microscopio davanti agli occhi quando analizzano i fatti, la quale consente loro di vivisezionare un personaggio che impedisce di avere una visione generale.
Prendiamo il caso dello scandalo nel calcio, credo che tutta l’Italia fosse d’accordo sulla tesi che Moggi rappresentasse una figura corrotta e pronta a tutto pur di raggiungere il proprio scopo, ma, la domanda a cui personalmente e vanamente avrei voluto ricevere risposta era:”Come ha fatto un ex ferroviere a infilarsi in un sistema limpido e apparentemente composto da personaggi incorruttibili?” Beh, perché questo è il nocciolo della questione; Carraro, presidente della Federazione ha perso il posto ma senza aver subito danni economici e d’immagine dalla questione; Galliani, presidente della Lega Calcio, ha dovuto attendere solo 6 mesi per poter tornare in pista e ora è anche consulente di Lega. Colpirne 1 per salvarne 100.
Si può dire che un sentiero simile a quello di moggiopoli lo stia percorrendo il nuovo scandalo che ha come soggetti principali Fabrizio Corona e Lele Mora. Il secondo, in tempi non sospetti, era addirittura venerato come il manager delle star; c’era la coda per essere rappresentati da lui. Ora, grazie alla bufera in corso, per i media, il re mida e il suo collega sono passati fulmineamente al lato oscuro della forza.
E’ possibile che ai mezzi di comunicazione e alla gente interessi di più chi abbia proposto le ragazze e non chi abbia accettato di prendersele. Siamo tutti d’accordo, come nel caso di Moggi, che i due soggetti debbano finire nelle mani della giustizia ma è possibile che in un paese che si dichiara civile non ci sia lo straccio di un giornalista disposto a cercare la vera parte marcia del sistema televisivo e dello spettacolo più in generale? Sui giornali e in tv si assiste costantemente alla stessa pantomima: Corona piange, Corona fa festa con i carcerati, Corona confessa, Lele Mora non parla, Lele Mora abbandonato dai suoi assistiti etc.
In Italia, a volte,sembra di essere tornati al Medioevo, di fronte ad uno scossone che solleva qualche crepa del contesto sociale si sceglie di fare una sana caccia a streghe e stregoni per poter seppellire nuovamente il problema.

lunedì, aprile 02, 2007

Roberto Luzzhol


Questo è un omaggio ad un grande soggetto ma soprattutto al grande artista che ha creato questo capolavoro...
Grande Luzzhol

domenica, marzo 18, 2007

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)


“Misteri ha l'amore e il primo invaghimento non è certo il minore”.


(Sören Kierkegaard)


Mi sono sempre chiesto da dove possa provenire questa forte indole masochista che per tutti questi anni è stata la notevole sfumatura del mio modo di essere. Enigma della sfinge posto da sempre e mai risolto. Guardo le persone che mi hanno generato, e le trovo diametralmente opposte a me. I miei compagni di vita, alcuni tra l’altro nati sotto lo stesso segno del Cancro, non tendono a farsi così male come il sottoscritto. Non sono una donna, ma paradossalmente ho nel DNA la loro incredibile capacità di farsi problemi e complicarsi la vita con uno schiocco di dita. Questo mi succede spesso nelle banali situazioni quotidiane, nel mio iter educativo ancora in corso, ma soprattutto nelle relazioni interpersonali. Parafrasando le parole di una mia amica, soffro ancora di quella strana malattia che si potrebbe definire “sindrome da pulmino della gara di sci”. Se avete mai preso lezioni di sci nella vita, avrete sicuramente notato il classico bambino dal broncio chilometrico, con il moccio al naso e le lacrime in tasca, che si lamenta ed infine rifiuta di salire sull’autobus carico di pischellini e diretto alla famigerata “gara di fine corso”. Beh, quel bambino poteva benissimo essere l’ennesimo Nicolò. Io ero proprio quel bambino. Insicuro, dubbioso, poco incline alla competizione, di poche parole ma con mille pensieri in testa. Quello che nella foto di gruppo veniva sempre con la faccia incazzata. Quello rachitico che mangiava pochissimo. Quello che alle elementari si distaccava dal chiacchiericcio sterile delle “pause-merenda”, e preferiva ascoltarsi i Pantera o gli Iron Maiden a tutto volume, oppure si concedeva ad impossibili turbe mentali riguardanti la vita in generale. Sono passati molti anni ormai, di cose ne sono successe a palate e non posso negare che ci siano stati dei forti cambiamenti riguardo la mia ars operandi con il mondo circostante. Ho guadagnato la sicurezza necessaria per potermi defilare dalla categoria “soggetti alienati ad alto rischio di emarginazione terrestre”. Mi sono decentemente irrobustito e, nonostante sia diventato erbivoro da non molto, continuo lo stesso a mangiare come un cinghialetto sardo. Sono diventato molto meno schivo nei rapporti con le persone. Anzi, a volte mi meraviglio di quanto, aiutato anche dalla solita “alzatina di gomito”, possa diventare uno splendido esemplare di animale sociale da battaglia. A questo punto mi potreste chiedere: “Ma allora dove cazzo vuoi arrivare?”. Obiezione accolta e risposta repentina…il gentil sesso. Si, proprio così, l’ancora malsano rapporto che ostinatamente continuo ad avere con le donne. Con questo non voglio giustificare la mia sollecita propensione all’onanismo, ma neppure tirare in ballo la mia (per fortuna) discreta attività sessuale. Il problema è molto più articolato. Punto uno: ogni dannatissima volta che mi interesso di una ragazza in particolare, il cervello va in overload di inferenze anomale. La suddetta malcapitata viene posta sopra un fottuto piedistallo, e quando scopro che lei non corrisponde ai miei processi inferenziali (leggasi “pippe mentali”), viene maldestramente abbandonata e cancellata dall’elenco di possibili nuove conoscenze e/o relazioni con parvenza di stabilità (questa non può che essere la chiara spiegazione al mio randagismo sentimentale che dura da ormai più di due anni). Punto due: sono dolcemente romantico ma pericolosamente lunatico, e le fanciulle sembrano non gradire affatto questo mio secondo “adorabile” difetto. Punto tre: non so gestire i cosiddetti “infatuamenti”. Premetto che di infatuamenti improvvisi non ne ho avuti tanti, ma mi permetto di sfociare nell’attualità, dato che ne ho avuto uno recentemente. C’è una graziosa donzella in università che da un mesetto circa inciampa regolarmente nei miei sogni, soprattutto in quelli ad occhi aperti. Ogni volta che la vedo, sento lo stomaco muoversi, la saliva azzerarsi ed il cuore accelerare i battiti. E’ banale quanto volete ma, credetemi, è la pura verità, e robe così mi capitano raramente. Qualche settimana fa mi sono lanciato nella coraggiosa idea di scriverle un biglietto e lasciarlo sul suo banco: una carineria, numero di cellulare, firma e niente di più. Sarà stato da me interpretato male il messaggio di risposta (un tiepido ringraziamento, inviato da un numero che non era suo), sarà la mia mancanza di palle nel prenderla in disparte, quando lei è con i suoi amici, e di parlarle, ma sta di fatto che non sono ancora uscito allo scoperto. Forse dò troppa importanza alla legge di Gumperson (per chi non la ricordasse…” La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità”), ma non sono nemmeno riuscito a presentarmi. Mi sento un idiota, anche perché l’unico momento in cui potevo giocarmela con facilità (ovvero io, il mio migliore amico e lei SOLI in fila alle macchinette del caffè) sono rimasto in un tremendo ed imbarazzante silenzio. Mi è bastato guardare furtivo quei grandi occhi chiari, teneramente arrossati dalla ganja, per farmi ripiombare nel Nicolò di allora, tenebroso scolaretto di 10 anni innamorato della più bella della classe, che si congelava dall’emozione quando doveva interagire con lei (Margherita, se stai leggendo queste righe e per caso ti ricordassi di me…ti prego di farti viva!). Come alcuni di voi sanno, il gambling non mi garba e le mie carte molte volte le gioco male. Non so come andrà a finire la storia. Forse la conoscerò e finirà tutto nel “punto uno” sopraccitato, oppure lei si riconoscerà nel “punto due”, o forse non riuscirò mai a conoscerla. Tuttavia mi rassicura il fatto di non essere l’unica persona al mondo ad affrontare queste situazioni. Di non essere l’unico che lancia il sasso e poi nasconde la mano. Come qualcuno osava dire, l’incoerenza è la dignità dell’uomo. Coraggio e timidezza, verità e bugia, sono in fondo due facce della stessa medaglia, giusto?
Gianni


Ciò che ho scritto di noi


Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
(Nazim Hikmet)

giovedì, marzo 15, 2007

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni



Bayside: The Walking Wounded (Victory Records/Venus 2007)
Voto: 10


Li avevamo lasciati con le voci rotte dall’emozione e le chitarre “unplugged” poggiate sulle ginocchia. Chitarre che andavano a formare, con i loro malinconici accordi, un disco dal vivo che sprigionava decibel di dolore e pathos. “Acoustic” rappresentava il modo migliore per dire addio all’amico John “Beatz” Holoan (batterista della band tragicamente scomparso in un incidente con il loro tour van), e in un certo senso lasciava aperte le porte ad un eventuale riunione per riprendere il corso della loro breve carriera. Ebbene, il malessere ed il coraggio, nonchè la volontà unita alla rabbia ed alla determinazione, hanno portato il gruppo di Long Island ad un grandioso ritorno. Il disco in questione ha inizialmente spiazzato il sottoscritto, abituato all’ incredibile immediatezza dei loro precedenti lavori. “The Walking Wounded” è un disco raffinato, maturo, poliedrico, ricco di momenti molto intensi. Ce ne si accorge immediatamente ascoltando la opening track, con il suo rock energico che non disdegna di abbracciare sentori folk e si adorna di poderosi guitar solo, come mai non se ne erano sentiti dai nostri beniamini. Se alcune tracce possiedono ancora il marchio di fabbrica Bayside, ovvero quell’attitudine diretta che li ha resi famosi (ascoltare “Dear Your Holiness” e ”Thankfully” per credere), altre prendono sentieri non privi di soluzioni ricercate e sempre coadiuvate dalla giusta carica emozionale (“They’re Not Horses, They’re Unicorns” e la deliziosa “A Rite Of Passage” su tutte). Come sempre il valore aggiunto della band, ça va sans dire, è rappresentato dalla voce ma soprattutto dai testi di Anthony Ranieri. Parole in cui ci si potrebbe ritrovare ognuno di noi, grazie ad una complessa semplicità semantica che accappona la pelle e lascia senza fiato. Non è cosa facile descrivere e mettere su sei corde in poco meno di 45 minuti l’universo problematico di un venticinquenne, la spersonalizzazione delle nostre vite, la dolce crudeltà delle donne di cui ci innamoriamo, la precarietà di un mondo che ci fa vivere sul filo del rasoio (“Carry on, with the guise of a sheep in a storm”), le ebbre notti che ci accarezzano di sogni per qualche ora, le proprie debolezze e la tremenda fatica nel doverle sempre dissimulare (“You could play all day and tell your friends that everything's alright. The truth is that your heart collapsed two years ago tonight”). I Bayside sono uno dei pochi gruppi che riescono a farlo e suonarlo, senza nessuna etichetta e con un sound talmente particolare da fare gola a tutta la schiera di “fake bands” progettate a tavolino, piene nel conto corrente ma vuote nell’anima.
Ad avercene di gruppi così…
Gianni

Myspace: www.myspace.com/bayside

mercoledì, marzo 14, 2007

Senza parole, Pinotto

Qualche giorno fa, a Memphis nel Tennessee, è stata arrestata una ragazza di 25 anni dopo che, i poliziotti, l'hanno fermata mentre era alla guida in stato di ubriachezza. La cosa particolare della faccenda?
Beh, che la ragazza in questione non entrava nella foto segnaletica...





lunedì, marzo 12, 2007

Notizie dal mondo, Pinotto

  1. Per la scarsa coesione all'interno del governo sul problema dei Dico si può dire che la maggioranza non sia proprio un'Unione di fatto.
  2. Si cerca la coesione tra i due schieramenti per arrivare ad una nuova legge elettorale; non perdetevi la prossima puntata di Wresling Smackdown in cui Calderoli e il Ministro Chiti si confronteranno per trovare la soluzione migliore per il Paese.
  3. Caldo record in Italia nel mese di marzo, molti fanno notare come il pianeta stia cambiando e l'uomo non riesca a mutare i propri comportamenti per arginare il problema. A tal proposito grande iniziativa di Media Shopping, un ramo delle aziende della famiglia Berlusconi; tu porti le tue chiavi della casa in montagna ormai obsoleta e loro con sole 300 agili rate da 2000 euro ti rottamano anche gli sci dandoti in cambio una comoda casa al mare a Gabes in Tunisia e c'è compreso anche un ventilatore ottimo per combattere l'afa e il caldo torrido...Giorgio Mastrota e Patrizia Rossetti saranno i tuoi prossimi vicini di casa...
  4. Dopo essere scappato dalla trasmissione Anno Zero di Santoro, il Ministro della Giustizia Mastella si è scagliato contro il conduttore accusato di conduzione faziosa. Il Ministro, data la disoccupazione momentaneo del personaggio ha proposto come sostituto alla guida del programma il Cardinale Ruini.
  5. Arrestato a Milano Fabrizio Corona, il manager dei fotografi dei vip. Il marito di Nina Moric non è rimasto sorpreso più di tanto, anzi, per arrotondare un pò sull'evento ha chiesto se può vendere le foto segnaletiche a novella 3000...
  6. Pamela Anderson, in un'intervista, ha dichiarato che dopo il film Borat sogna un futuro da comica; immediate le reazioni di alcuni suoi colleghi vip: Paris Hilton vorrebbe recitare nei Promessi Sposi come monaca di Monza, Rocco Siffredi essere il protagonista della nuova serie di Don Matteo, Jesse McCartney sogna un prosieguo di carriera seguendo le orme di Bob Dylan...
  7. Ronaldo dice di aver trovato al Milan l'ambiente degli anni passati all'Inter; cioè, lui fa dei gol della madonna...la squadra le prende!
  8. Valentino Rossi ha spiegato il motivo del legame, tramite sponsor, con la Fiat, grazie anche all'amicizia con Lapo Elkann:"Lapo è stato l'unico ad aiutarmi a tirare una riga sulla sconfitta dell'anno scorso."

lunedì, marzo 05, 2007

Potere alla Parola...In Libertà! (sempre a cura del vostro Gianni)

“La detta città di Firenze è molto ben popolata, e generativa per la buona aria; i cittadini bene costumati, e le donne molto belle e adorne; i casamenti bellissimi, pieni di molte bisognevoli arti, oltre all'altre città d'Italia. Per la quale cosa molti di lontani paesi la vengono ad vedere, ma non per necessità, ma per bontà de' mestieri e arti, e per bellezza e ornamento della città”
(Dino Compagni)


Come non- dare sfogo- al nirvana della cornea- alla passione olfattiva- al bisogno di toccare- la storia con le dita- e camminarci sopra- certe magie sono realtà- con forma di città- che è una vergogna- non avere- visto fino- al quasi- venticinquesimo- anno di età- e distano solo- poche centinaia di chilometri- dalla- Gotham City- dove nessun eroe- la può salvare- mentre io- ho deciso di salvarmi- fermare il tempo- anche se per poche- manciate di ore- con soci- di viaggio- genuini- vivere ogni minuto- come un- orgasmo di serenità- ognuno lontano- dai suoi casini- ridere di gusto- sulla tragedia postmoderna- dell’ansia- che soffoca- ma stavolta ci evita- perché- le paranoie- le sciacquiamo- tutte in Arno- date in pasto a topi- scambiati per castori- dalle amiche francesi- pas comme ça- je suis- dèsolè- il ponte vecchio- non ha più lucchetti- ma le promesse- aleggiano per la stradina- amor vincit omnia- la grande malattia- maledizione- per memoria epicurea- da cui- cerco di fuggire- illudersi terrorizza- bere Chianti- cancella- la timidezza- ti rende poliglotta- la verità- stands right- on the tongue- of the drunk man- ma- come non invaghirsi- di fianchi provocanti- venuti dal Nebraska- o chissadove- la libido a stelle- e striscie- pelli liscie- come i marmi- degli Uffizi- e curiositas- di chi è nato- da poco- e non gode- della città che è- tutto- un museo- il mondo- la invidia- Florencia querida- terra- di studenti- che ci accolgono- in ospitali residenze- la Susi dottoressa- dà inizio alle danze- fatte di alcool- e Fabrizio De Andrè- la contentezza- scolpita- di sguardi- dipinti di buonumore- musica magica- quando l’hascisc ti coccola- e non fai a tempo- a pensare- che già- sei in piazza- Santa Croce- a passeggiare- sotto l’eclissi totale- di luna- quando il buio- nasconde- al nostro pianeta- i candidi- oceani di regolite- e si gioca- a fare ronde di bar- parlare- davanti al Duomo- tornare- in monovolume- vedere- in multicolore- ridacchiare- violentati- dall’erba di Calabria- dormire- sui tavoli- con l’odore- di festa- addosso e attorno- per poi- ricomporre- i frames della notte- e scappare a Fiesole- beltà argillosa- amorevolmente soleggiata- rubare qualche ricordo- con pixel digitali- perdersi con lo sguardo- tra la selva- di ulivi- e dire arrivederci- a questa terra profumata- arrivederci- jamais adieu- perché dire addio- è follia- puro nonsense.
Gianni

giovedì, febbraio 22, 2007

Senza parole, Pinotto


Al giorno d'oggi il traffico ha costretto l'uomo a scegliere mezzi alternativi ma credo che questo tipo abbia decisamente esagerato...

venerdì, febbraio 09, 2007

Come erano...Pinotto

Tutti siamo partiti spermatozoi e tutti quelli che leggeranno quanto c'è scritto qua ce l'hanno fatta, perchè ognuno di noi è arrivato primo, almeno una volta, come diceva la pubblicità di una nota marca di orologi...
Ebbene, grazie a una medium, che abbiamo pagato fior di soldi, siamo riusciti a farci dire come ce l'hanno fatta ad approdare in questo fantastico(per loro) pianeta, alcuni personaggi, e ora vi riporteremo la loro lotta per l'esistenza contro migliaia di "nemici"...
  1. Silvio Berlusconi ha riunito tutti in un comizio di spermatozoi e urlava:"Più ovaie per tutti""Seguitemi ve le darò io"e con tutti dietro è entrato per primo e al momento di far passare anche gli altri gli ha agitato un bel dito medio con la solita frase"Sono io il numero uno"...
  2. I capi ultras ce l'hanno fatta in un modo diverso. Hanno preso metà degli spermatozoi e li hanno indottrinati a dovere:"Loro ci odiano, dobbiamo difendere il nostro spazio i nostri stendardi, la nostra terra dagli stranieri" e mentre la violenza imperversava con migliaia di spermatozoi morti e globuli rossi e bianchi feriti loro si sono tuffati dentro e ce l'hanno fatta...
  3. Paris Hilton è arrivata ma all'inizio non trovava un modo per spuntarla sugli altri. Non aveva le forze e altri erano più veloci di lei così ha gridato"la dò a tutti". Così quando erano belli e che sfiniti camminando piano piano è approdata a destinazione...
  4. George W.Bush ha parlato alla folla di spermatozoi affermando con sicurezza: "là dentro ci sono armi di distruzione di massa ne ho la certezza e ci sono le prove", "devo andare io a controllare" e l'ha spuntata sugli altri. Per nostra sfortuna le armi di distruzione di massa non c'erano...
  5. Aldo Biscardi già con un ciuffetto rosso sbraitava dicendo, con marcato accento abruzzese:"Non accaballatevi""Uno alla bolta per favore"ma non riuscendo ad ottenere nulla, metre la discussione degenerava con mille voci contemporaneamente lui si buttava e li fregava. Non è ancora chiaro però se Moggi abbia chiamato gli organi interni per convincere gli altri a fare i finti distratti...
  6. Lapo vestito da spermatozoa con tacchi e reggicalze urlava con rrr moscia"Rrraga ho orrrganizzato un parrty da paurrra là in fondo". E mentre tutti si dirigevano dalla parte opposta lui con la velocità di una Bravo(nuova) li ha fottuti. Anche se qua, per la medium ,non è ancora chiaro se lui abbia preferito fotterli o farsi fottere...
  7. Gigi D'Alessio ha organizzato un concerto enorme portando tutti gli altri spermatozoi a sentirlo, ma mentre cantava in napoletano, si è accorto che nessuno capiva una mazza e che la gente iniziava a tirargli dietro di tutto, così per correre e scappare via, è arrivato primo e ora ce lo dobbiamo sorbire noi...
  8. Maria De Filippi ha creato un mini studio televisivo, in cui dentro ci stavano tutti e ha iniziato a parlare agli altri: "Siamo tutti Amici vero?" " Beh, allora, a questo punto dividiamoci tutti in Uomini e Donne!" "E tu?" gli ha urlato la platea. Non sapendo dare una risposta hanno iniziato a incazzarsi "Vattene ibrido" e spingendola da una parte all'altra l'hanno fatta nascere...col dubbio...
  9. Pippo Inzaghi ce l'ha fatta così: alla partenza uno spermatozoo avversario l'ha sfiorato con la violenza di una piuma ma lui ha fatto 3 carpiati con salto mortale ed è finito proprio dentro. Peccato, perchè s'è anche dimenticato di battere il rigore che gli avevano dato...
  10. Dolce & Gabbana sono nati nello stesso modo: tutti gli altri "concorrenti" li hanno guardati e all'unisono si sono espressi"No,no, andate pure prima voi che noi davanti non vogliamo starci!!"e sono nati. Solo che il chirurgo, appena dopo averli estratti, non riusciva a capire perchè parte del cordone ombelicale di uno si trovava già dentro l'altro...

sabato, febbraio 03, 2007

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni



Idlewild: Make Another World (Sanctuary/Edel 2006)
Voto: 8


Sospiro di sollievo. Questa la mia reazione al primo ascolto del cd in esame. Gli Idlewild sono sempre stati una band poco incline alla costanza nel produrre dischi di impatto, e questo lo hanno dimostrato nel precedente e mal riuscito “Warning/Promises”. Per ritornare alla grinta di “100 Broken Windows” e bissare la qualità compositiva di “The Remote Part” (uno dei lavori a mio avviso più rappresentativi dell’indierock made in Uk), quasi si doveva sperare in un miracolo. Ebbene, il “miracolo” è avvenuto, magari sotto la forma di cambio di label, dell’ ingresso di un nuovo bassista o di un più auspicabile rinsavimento artistico. Sta di fatto che “Make Another World” è proprio un buon disco, e si lascia ascoltare piacevolmente dalla prima all’ultima traccia. L’introduzione è affidata alle belle melodie di stampo R.E.M. di “In competition for the worst time” ma il vero momento catchy arriva con “No emotion”, merito di quel charleston ruffiano e paraculo (da sempre bandiera del brit rock) che mette subito voglia di ballare. Si alternano in maniera equilibrata momenti soft (interessante l’inserimento dei fiati in “Future works”) ad altri più decisi e schitarrati (il singolo “If it takes you home” ricorda molto l’energia del primo disco), tutti tenuti in collegamento dall’ottima performance del cantante Roody Woomble. Che altro dire? Gli sforzi fatti dai 5 di Edimburgo per rimediare alle pochezze del disco precedente risultano del tutto apprezzabili alle mie orecchie. Per quanto mi riguarda, si possono considerare assolti da tutti i peccati.
Gianni

Website: www.idlewild.co.uk
Myspace: www.myspace.com/idlewild

venerdì, gennaio 26, 2007

Contratti all'italiana, Pinotto

Qua di seguito riporterò una storia che sembra una barzelletta ma è tutto vero non preoccupatevi. Bisogna premettere che il proprietario di Mediaset e quello del Milan, squadra coinvolta nello scandalo intercettazioni attraverso un collaboratore stipendiato, sono la stessa persona.
(Il testo è preso in parte da Kataweb ma modificato in alcune parte con delle parentesi…)
Mediaset ha depositato un atto di citazione presso il Tribunale di Milano contro la Lega Calcio nel quale chiede la riduzione del prezzo dei diritti in chiaro del campionato di calcio di Serie A in seguito allo scandalo 'Calciopoli'(e il Milan?gli 8 punti di penalizzazione?Meani e le chiamate per i guardalinee?lo stesso presidente?tutto dimenticato?).
Mediaset, si legge in una nota, ''è stata costretta alle vie legali dall'atteggiamento della Lega Calcio che non ha mai dato concreto seguito alle richieste di modificare consensualmente il contratto in essere, concluso prima di Calciopoli(che bastardi quelli della Lega sono nella cacca fino al collo perché il calcio va a rotoli noi gli chiediamo uno sconto e sti poveracci non ce lo concedono neanche…)
L'azienda continuerà ad onorare i contratti in corso.(che culo) ''Nonostante i dati di fatto esposti, Mediaset non vuole penalizzare il mondo del calcio(grazie mille,davvero…), soprattutto le squadre e le serie minori a cui vengono redistribuiti i ricavi dei diritti in chiaro(che benefattori, 26 gennaio San Mediaset…). Pertanto, invece di sospendere i pagamenti come sarebbe naturale in questi casi(ma naturale a casa tua, i contratti nei paesi civili si rispettano!!), Mediaset continuerà ad onorare l'impegno finanziario previsto dal contratto, a dimostrazione della propria correttezza(correttezza io direi anche gentilezza quasi santità…) e totale buona fede(perché solo buona fede e non ottima?). Ovviamente, il pagamento sarà effettuato con riserva in attesa della decisione del giudice'(ah è qua che si capisce che siamo in Italia...).
Da questa storia ho tratto un insegnamento importante: io copio tutti gli esami all’università, mi laureo e poi faccio causa all’ateneo dicendo che si ottengono lauree con niente ed essendo svalutata la mia, rivoglio parte dei soldi delle rette pagate.

mercoledì, gennaio 24, 2007

Cosa so fare? Pinotto

Qualcuno( che leggendo queste righe si riconoscerà immediatamente) qualche giorno fa all’università si poneva, parlando, una domanda retorica:”Ma io cosa so fare?” con annessa risposta:”Nulla”. Tutto questo ha spremuto la mia materia grigia per un po’ di giorni, non troppo però, altrimenti il mio cervello non avrebbe sicuramente retto l’impatto. In questo periodo sto leggendo un libro su Howard Marks alias Mr Nice, uno degli spacciatori più famosi del XX secolo. Quando penso a cosa faceva lui alla nostra età mi rendo conto che l’illuminazione può arrivare in qualsiasi momento. A poco più di vent’anni studiava fisica ad Oxford con il sogno di poter insegnare una volta terminato il percorso accademico. Gli è bastato un giorno per capire la sua reale indole e le sue abilità. Certo, non tutti possiamo iniziare a spacciare droga inviataci per via aerea da Pakistan, Libano e Afghanistan ma è un discreto esempio per spiegare che l’università non insegna ancora tutto. O, per lo meno, non è ciò che ti serve per capire quello che vuole veramente fare e diventare nella vita. Per chi è così bravo da saperlo già offre spesso delle buone basi, ma questi “illuminati” in giovane età sono sempre meno e io, chiaramente, per chi mi conosce, non detengo la tessera onoraria del club.
Tuttavia, nei giorni di riflessione sull’argomento, ho pensato ad alcune cose che so fare e ho cercato di riunirle in 5 punti senza naturalmente un ordine di importanza:
1. Sono uno Stuntman professionista ma senza lavoro e retribuzione: mi sono rotto 5 volte le braccia in 10 anni, tutto questo giocando a calcio, andando sui roller, facendo ginnastica, correndo in piscina; ho fatto un incidente incredibile in macchina a 13 anni con mia madre dove per fortuna ci ha lasciato le penne solo il nostro vecchio Pandino e ultimo, ma non ultimo nel mio curriculum, sono stato travolto mentre ero in bicicletta da una tipa in moto che andava a 70 km all’ora…e anche qui per fortuna ho portato a casa la pelle…sono pronto per mission impossible 4
2. Sono un fenomeno a tirare fuori i fogli protocollo dalla camicia durante gli esami scritti e colui che divide il blog con me può testimoniarlo…
3. Sono un mago nello sbocco creativo post sbronza: credo di aver battezzato e poi di aver dovuto pulire tutti i posti di casa escluso il più congruo all’atto cioè il water…
4. Sono uno degli uomini più veloci al mondo a mangiare la pizza di Spizzico e qua Jacopo, il mio socio di soste all’autogrill pre stadio, può confermare!Se un domani qualcuno dovesse infamare la figura di Spizzico dicendo “ah non è un fast food si mangia troppo lenti”chiamano me che mangio 4 pezzi di pizza in 3 minuti e gli risollevo la fidelizzazione del cliente…
5. Last but not least sono un mostro a trasformare un discorso serio in una cazzata e sfortunatamente mi rendo conto che anche con questo elenco ce l’ho fatta…ero partito così seriamente nell’incipit del post. Comunque come esempio ne porterò un altro: ero ad un colloquio per il telemarketing, in un sottocantina con 20 persona sfruttate chiuse in due stanzini se così possiamo definirli, quando la tipa mi chiede:”tu cosa fai oltre che studiare?”e io le rispondo:”scrivo per un giornale”stando vago per non specificare;così lei si fa più incalzante e dice:”ma un giornaletto universitario?di voi studenti?” “No”dico io”esce in edicola” pausa guardando la sua faccia un po’ preoccupata, per poi continuare:”ma non si preoccupi non scriverò nulla di tutto quello che ho visto qua dentro.” Dopo mi hanno preso al volo ora sono il loro amministratore delegato e vicepresidente…eh eh…mi spiace non aver fatto in tempo a spiegare alla signora che essendo questa una delle mie 5 abilità dovevo sfruttarla e che poi, soprattutto, scrivo per un giornale che sì esce in tutta Italia ma è ciò che ci sia di più distante dal giornalismo d’inchiesta nel nostro Paese…

lunedì, gennaio 22, 2007

Potere alla Parola...In Libertà! (sempre a cura del vostro Gianni)

Parola Potente e Libera- che spezza le catene della sintassi- impeto marinettiano di stiloso nichilismo- come Marco Philopat- ma non per questo- costretto a sanguinare- quando quello che si vuole dire- è frutto- di una mente poco stabile- ma che funziona ed elabora senza fine- come senza fine sono le radici- di pensieri che prendono linfa- dalle serate di una Milano- amata a tal punto che la si disprezza- un disprezzo che si compra il sabato sera- ma in saldo- scontato dalla banalità del bene- che ogni tanto gioca a fare il male- facce note- il locale quasi- allegria a tratti- persone a cui voglio bene- mista ad indifferenza- quando vedo quella faccia- ci sono sorrisi che mi salvano- dagli occhi falsi- ma resisto- odi profanum vulgus et arceo- grazie Mrs. Beauregarde- e i latinismi che hai copiato- del resto- ubi minor maior cessat- viva gli antichi romani e la loro libera interpretazione- me ne vado- stasera- omnia serviliter pro Nicolò- dopo dibattiti serrati- sulle mie nuove abitudini alimentari- perché il mio è anche fuggire dal dolore- il dolore di altre vite- perché il mio rifiutare violenza e morte- non vuol dire- per forza mortificarsi- perché si può resistere a tutto- anche alle tentazioni- Oscar Wilde- vai a fare in culo- te e i tuoi finti dandy doriangraydistaminchia- vi è qualcosa che manca- tremendamente manca- l’aipod nelle trombe di eustachio- grande inibitore di turbe- psichiche semplici- semplificate in codici binari- compressi in gigabait- che liberano da mali- del torpore della metro- dai fantasmi che la occupano- i vagoni ne sono pieni- zeppi da spavento- la gola è secca- solteros segundos de oscuridad- I cannot fucking stand it- when they’re around- voglio Justin Pierre- l’eroe degli sconfitti- il mio romantico eroe- e le sue fiabe- da disperata inettitudine- attendo- con impazienza- sue nuove elucubrazioni- in formato emmepitrè- non ho Justin Pierre nelle orecchie- mi tocca cantarlo- da solo- per via Pagano- cercando- la stella polare in un lampione- le costellazioni nei fari- di macchine che sfiorano- i panettoni di cemento diventati- denti rotti di un gigante- viziato- e- vizioso- le note- dall’ugola prendono il ritmo dei passi- serrati- ma dalla costanza di un metronomo- pathos che dilania la trachea- con una piuma- intinta- in un calamaio di rimorsi- che si dissolvono- quando raggiungo una seconda casa- serena nonostante- il traffico- di anime- infarcite di propulsione all’autodistuzione- Apu è come mia madre- ma mi ha sempre- allattato col whisky- la mamma è- sempre la mamma- anche se cingalese- e aggiunge cola- per lenire l’amarezza- solari presenze- adorabile diversivo- sorriso conseguenza di sorrisi- sento dolcezza- a pochi centimetri da me- i tuoi raggi- hanno- qualche nuvoletta- ma stai tranquilla- verranno soffiate via- te lo dice- uno che attende sempre- ventate di speranza- sfiorare i capelli- accarezzare il cuore- e goderne- per quanto essi siano sottili- per quanto- esse siano flebili- troppo esili- a volte- è sempre tardi- quando vuoi che non lo sia- ma la notte- ti stringe- nella morsa del silenzio- e dei pensieri- che mi accompagnano- finchè- dalle chiavi- alla maniglia- al rubinetto- al comodino- le mani- portano alle orecchie- il metallo- dell’aipod- e la pedissequa litania- libera Orfeo- as the curtain- closes on- another day- Amen.

Gianni

lunedì, gennaio 15, 2007

Basta poco che ce vò...

Non ci siamo mai occupati di adozioni a distanza, per cui prima di proporre a tutti coloro che conosciamo una cosa così importante, ci siamo documentati a fondo per poter trovare l'associazione che ci ispirasse più fiducia e a cui attraverso il suo sito www.aleimar.it ne potesse ispirare a voi per poter aderire.
Ora una serie di risposte che speriamo soddisfino tutti i vostri dubbi:

Che cos’è l’adozione a distanza?
L’adozione a distanza è per noi la completa assunzione di responsabilità di un bambino, con l'aiuto di famiglie che vivono sul posto, che hanno la stessa lingua e la stessa cultura del piccolo che vogliamo aiutare e alle quali deleghiamo il nostro amore, attraverso l'aiuto economico e l'assistenza di una equipe di esperti. L'adozione a distanza per noi è vera e completa perché i bambini vivono nei nostri centri o in famiglie che seguiamo personalmente, non solo sotto l'aspetto economico, ma anche nell'accompagnamento del bimbo per quanto riguarda le sue esigenze affettive, educative, scolastiche, sanitarie ... umane.
Con quale criterio vengono individuati i minori da sostenere?
I minori vengono individuati dai referenti locali che operano sul posto e che conoscono nei particolari la situazione del bambino e della sua famiglia. Il minore viene poi inserito nei programmi dell’adozione a distanza dell’Aleimar in base agli accordi definiti per ogni progetto.
Chi sono i referenti locali?
Possono essere religiosi o laici del posto o esterni che spesso hanno gia avviato da tempo la loro attività caritatevole in quella zona, e in cui la nostra associazione si inserisce.
Come viene utilizzato il contributo?
Il contributo è interamente devoluto al progetto dove è accolto il bambino o la bambina, tratteniamo solo le spese di gestione (vedi la domanda relativa). Il Gruppo sostiene con il lavoro volontario le spese di gestione (commercio, recupero usato, lavoro di fatica come traslochi e fiere, mercatini ecc.), in funzione di questa attività il risultato non sempre copre tutte le spese: nel 2004 a fronte di offerte per 1000, donati ai bambini 1040, cioè abbiamo donato con il volontariato più del totale delle spese gestionali, nel 2005 a fronte di 1000 donati 895 (10,5 % di spese gestionali), per il 2006 il bilancio prevede di dover trattenere il 9%, ma…ci stiamo dando da fare per abbattere tale cifra. Il contributo va al progetto nel quale sono inseriti i bambini. Ogni aspetto viene gestito al meglio: famiglia, scuola, casa, avviamento al lavoro, operazioni mediche, uscita dal progetto per matrimonio o ritorno all’autonomia. Ognuno riceve secondo le necessità. Qualcuno può ricevere di più di un altro, così come in ogni famiglia i genitori gestiscono le spese per i figli secondo l’occorrente e non con una cifra uguale per ogni figlio.
Il bambino che io sostengo sarà sempre lo stesso?
Generalmente si, ma può succedere che il bambino assegnato venga sostituito per i seguenti motivi:
- La situazione famigliare del bambino migliora e non sono più necessari aiuti da parte nostra.
- Il bambino cresce e diventa autonomo trovando un lavoro e/o costruendosi una propria famiglia.
- Non c’è collaborazione da parte della famiglia.
- La famiglia si trasferisce in altro luogo.
- Il progetto in cui è inserito il bambino viene chiuso.
In tutti questi casi, verrà segnalata la situazione e chiusura, assegnando un nuovo bambino
Perchè abbiamo pensato all'adozione a distanza?
Perchè secondo noi è il modo più diretto ed efficace per poter aiutare le persone che sono in difficoltà.
Quanto serve?
Per ogni bambino la quota minima è di 120 euro all'anno. Abbiamo pensato che il numero giusto è quello di dieci persone a bambino, per arrivare a donare 12 euro ciascuno all'anno.
Quanto pesano dodici euro in un anno ad un ragazzo/a della nostra età?
3 pacchetti di sigarette, 2 aperitivi, 1 ingresso in discoteca.
Quanto pesano alla persona a cui li doniamo?
Probabilmente, tutti i chili che metterà su da quando lo adotteremo e gli permetteremo di mangiare qualcosa in più oltre ad avere la possibilità di studiare come noi.
Altri particolari?
Aleimar come associazione assicura anche la possibilità di andare a trovare il bambino adottato nel Paese in cui vive, mentre è raro il caso in cui quest’ultimo riesca a venire in Italia, i casi più frequenti sono quelli relativi a problemi gravi di Salute. Vengono spedite varie notizie e tutti coloro che parteciperanno verranno costantemente aggiornati.
Cosa dovete fare?
Se siete interessati scrivete nome e cognome nei commenti. Oltre a questo c'è da scegliere il Paese in cui adottare. Aleimar ha dei progetti in questi Paesi:
BENIN
BRASILE
COLOMBIA
CROAZIA
INDIA
ITALIA
KENYA
LIBANO
REP. DEM. del CONGO
TERRA SANTA
ZAMBIA
Noi speriamo di avervi spiegato il necessario...ora tocca a VOI!!!

domenica, dicembre 31, 2006

Buon Anno Raga!!!



Auguriamo a tutti i nostri fedeli lettori un felice anno nuovo. Che questo 2007 porti a tutti voi un una ventata fresca di novità, che riempia d'amore e serenità le vostre giornate, spazzi via paranoie e tutta la falsità che ci circonda e ci tarpa le ali.
Con immenso affetto,
i vostri Gianni e Pinotto.

domenica, dicembre 24, 2006

Buon Natale

Buon Natale a tutti da Gianni e Pinotto!!!
Se volete un Natale migliore cliccate sui link qua sotto e due folletti entreranno magicamente nelle vostre case...


http://www.elfyourself.com/?userid=f59aba13db2659b5ee665c5G06122402
http://www.elfyourself.com/?userid=5733538240c867c1954cd14G06122304

giovedì, dicembre 21, 2006

Forse non sapevate che...

Ogni anno in Cina milioni di cani e gatti vengono uccisi per la loro pelliccia. La domanda maggiore per gli "articoli" prodotti in quel paese di merda proviene dagli Stati Uniti ma soprattutto dall'Europa. Perchè avviene questo? Semplicemente per il fatto che in Cina, oltre che un costo della manodopera irrisorio, NON ESISTE ALCUNA REGOLAMENTAZIONE riguardo i diritti degli animali (non parlo dei diritti umani sennò potrei scrivere 1000 pagine sugli orrori perpetrati dal regime di Pechino). Questo porta alla massimizzazione dell' utilità e del profitto per le grandi aziende dalle quali poi compriamo i nostri abiti, spesso ignorando da dove provengano i materiali con cui sono fatti. Trent Reznor, geniale cantante dei Nine Inch Nails nonchè attivista PETA da anni, ha prestato il nome e la faccia per rispondere a questi dubbi, mostrando e narrando il nuovo e scioccante reportage sul commercio delle pelliccie in Cina. Cliccate sul video che compare nel nostro sidebar per rinfrescarvi le idee sul tipo di "manodopera" usata per fare i nostri bei cappotti, ma soprattutto spargete il verbo in giro. Questo potrebbe già essere un piccolo passo per far riflettere le persone che vi stanno attorno sugli acquisti socialmente responsabili.
Take action and stop the massacre now!!
Gianni

Ps: sul sito www.peta.org trovrete una urgente e-mail campaign da spedire al governo cinese per impedire il massacro di altri cinquecentomila cani e gatti. Se avete cinque minuti di tempo (non fate i furbi, so che li avete!) fate sentire la vostra voce in questo modo.

martedì, dicembre 19, 2006

Il Sud America da Costa a Costa!



L’isola dei famosi? Gli fa una sega…
Robinson Crusoe? Un viziato di merda…
Di chi stiamo parlando? Ma di Costa naturalmente!! Per cosa sta Costa? Beh non è difficile…
Cazzo
Ora
Sti
Tamarri peruviani m’
Ammazzano
Colui che non ha paura a surfare negli tsunami di Puerto Escondido (vedi foto sopra), che non teme rivali in quanto a sfide estreme, colui che ha dato la merda a Johnny Knoxville e Bam Margera, l’uomo che “se non è pericoloso non lo faccio”, ha deciso di abbandonarci per emulare le imprese di Ernesto Guevara (meglio conosciuto come il “Che”) quando era un giovane studente.
Il nostro Indiana Jones è partito alla conquista del Sud America e il viaggio durerà parecchio per cui ha deciso di creare un blog (con l’aiuto del suo fido Gianni) per tranquillizzare gli amici sulle sue condizioni di salute, anche perché in Brasile potrebbe voler “stravolgere” la propria esistenza e Vladimir Costura chi lo riconoscerebbe in aeroporto? Almeno con le foto che pubblicherà vedremo ogni tappa del viaggio e tutte le sue trasformazioni…
Se volete sapere tutto sul gaucho de noartri basta clikkare sul link Kosta!!
Un abbraccio e good luck a tutti i viaggiatori,
dai vostri Gianni e Pinotto.

domenica, dicembre 17, 2006

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

“Spesso è necessario riflettere sul perché siamo allegri; ma sappiamo sempre perché siamo tristi”
(Karl Kraus)

Il mio quasi silenzio su queste pagine forse può essere stato sintomatico, segno di molte lotte che ora sto combattendo dentro. Mi sono promesso di scrivere di me il meno possibile su questo spazio, ma ancora una volta la promessa non è stata mantenuta. Questo perché credo ci siano ancora delle flebili occasioni per tentare una inutile catarsi.
Cosa ho portato indietro al mio ritorno? Una dose di esperienza in più, molti buoni propositi di impegno e la insicura certezza di ritornare in un luogo ormai di passaggio. Cosa mi ha accolto ad un mese dal mio arrivo? Una città che non sento più mia. Un luogo che più non mi appartiene. Ogni giorno che passo qui a Milano lo sento come un giorno in più che mi è stato tolto, trascurato nei suoi lunghi minuti, perso tra i clacson e le falsità. Vivo il presente con il corpo ingabbiato in questa prigione di nebbia, ma vivo il futuro con la testa sintonizzata su altre limpide frequenze. Quasi tutte le mie alcove una volta magiche e salvifiche sono divenute non-luoghi, ambienti asettici senza più valore né calore. I non-luoghi che una volta snobbavo si sono rivelati spazi prediletti per le mie riflessioni. Il natale mi sta uccidendo. Cammino per le strade affollate e mi sento solo, borbottando come un corvo che gracchia addosso ai passanti la sua noia di vivere. Da alcune persone a me vicine ho trovato il sostegno e l’affetto di sempre, da altre ho trovato un po’ di falsità e atteggiamenti insoliti. Rinegoziare il significato di alcune relazioni è un processo che ti lacera più di una pugnalata nel cuore, ma è una cosa inevitabile per la propria sopravvivenza e prima o poi mi toccherà farlo. E’ anche doloroso trovarsi nella malsana situazione di dare la propria carne ad una persona e l’anima ad un’altra. Una cosa che non doveva succedere, perlomeno non avrebbe dovuto continuare, ma sta continuando. Leggo le tue lettere elettroniche e col naso cerco invano un sentore di te, pur sapendo che i carteggi telematici sono inodori e freddi, tanto gelidi quanto la brina che vela le auto addormentate sui marciapiedi. Guardo la tua foto, e mi accorgo che lo scintillio dei tuoi occhi è solo un fiammifero con cui mi sto lentamente dando fuoco. A volte vorrei assopirmi per poi non risvegliarmi più, vorrei l’oblio per dimenticare tutto questo. Non torturarmi con le solite note disancorate dalle casse dello stereo, le solite splendide parole che mi appannano la ragione…”because turning to you is like falling in love when you’re ten”.
Gianni


Tedio invernale


Ma ci fu dunque un giorno
Su questa terra il sole?
Ci fur rose e viole,
Luce, sorriso, ardor?

Ma ci fu dunque un giorno
La dolce giovinezza,
La gloria e la bellezza,
Fede, virtude, amor?

Ciò forse avvenne a i tempi
D'Omero e di Valmichi,
Ma quei son tempi antichi,
Il sole or non è piú.

E questa ov'io m'avvolgo
Nebbia di verno immondo
È il cenere d'un mondo
Che forse un giorno fu.
(Giosuè Carducci)

venerdì, dicembre 15, 2006

Quanto vali per Gianni e Pinotto?

Ebbene si, anche noi ci siamo fatti prendere dalla mania dei test, e ne abbiamo fatto uno apposta per voi cari pochi ma fedeli lettori.
Che dire di altro..just enjoy!
I vostri Gianni e Pinotto

Clicca qui per iniziare il test

sabato, dicembre 09, 2006

Tutta colpa nostra...Pinotto

Vi ricordate il brillante inizio di carriera politica del nostro amico Giorgio?
Ecco, tutto volato al vento. La convention, con cui voleva convincerci a votarlo, è finita male per la sua immagine di candidato.
Iniziamo dalla location: dei comunisti nel suo staff gli hanno teso un tranello e il posto non era dei più felici per un delfino di Forza Italia.
La sua faccia, visto il locale ostile, raffigurava subito la delusione:

Anche se un'idea del traditore era già insita nella sua mente:

Ci sono persone che hanno finito tutto il cibo:

Altre che non hanno capito molto del suo programma:

Ma la cosa che gli ha dato più sui nervi è che gli si sono imbucati personaggi dai gusti sessuali ambigui, cito una sua espressione della serata:"quei culattoni che usufruiranno dei Pacs":


Alla fine è bastato un bagno di birra a dicembre per farlo tornare in sè:

Non si ricorda assolutamente quali fossero i suoi piani per il futuro e noi da bravi amici glieli abbiamo taciuti fino ad una sua domanda:
"Ok ho festeggiato la laurea ma mi ricordo volevo svolgere una professione proficua e di contatto con le persone".
Al che abbiamo preso di corsa l'auto e l'abbiamo lasciato sulla statale paullese con una minigonna zebrata e un reggiseno pieno di payette, ma questa è un'altra storia...

martedì, dicembre 05, 2006

Indovina Chi?

Ora vi racconterò una storia, al termine ci sarà una domanda e voi dovrete indovinare qualcosa…
Alexander Litvinenko, ex colonnello del Kgb rifugiato a Londra, è morto qualche giorno fa dopo tre settimane di agonia non solo fisica, tra accuse di avvelenamento rivolte al Cremlino e illazioni dei servizi segreti di Mosca arrivati a dire che era tutta una simulazione per danneggiare Putin
Per Mosca è stupido anche solo ipotizzare che ci sia il Cremlino dietro l'eliminazione del 43enne ex agente dell'Fsb, nemico giurato di Vladimir Putin.
L'ex spia russa aveva chiesto asilo in Gran Bretagna nel 2000 affermando di essere perseguitato in patria e aveva poi ottenuto la cittadinanza britannica. L'uomo, che stava indagando sull'assassinio della Politkovskaya, si è sentito male dopo una serie di incontri avuto il primo novembre. I medici non sono riusciti a capire la natura dell'avvelenamento.
Litvinenko era stato avvelenato mentre indagava sull'omicidio della giornalista Anna Politkovskaya.
(Le fonti delle notizie qui sopra riportate sono corriere.it e repubblica.it).
Anna Politkovskaya è stata uccisa più di un mese fa. Lei non stava indagando su nessuno tuttavia, essendo una giornalista, ha scritto un libro.
Il titolo mi sembra il modo più eloquente per spiegare in modo conciso lo scopo dello scritto: “La Russia di Putin”.
Qui sotto voglio riportare,raggruppati in vari argomenti salienti, alcuni pezzi del libro per farvi avere un’idea completa della storia e poter racimolare tutti gli indizi.
Anna Politkovskaya, La Russia di Putin:

Esercito: Un esercito dove la mano destra non sa quel che fa la sinistra, e dove per rintracciare il comandante della divisione Taman si rivolge la domanda per iscritto a genitori che abitano in capo al mondo piuttosto che telefonare poco distante, al Quartier Generale di Chankala.
In Russia l’esercito- uno dei pilastri istituzionali dello Stato- continua a essere un campo di concentramento per i giovani che finiscono dietro il suo filo spinato. Un luogo in cui il primo metodo educativo è quello di “stanarli e ammazzarli fin nel cesso”(il primo slogan che il presidente Putin ha usato per scandire la sua lotta con i nemici all’interno della Russia).

Ivanov e il ministero della Difesa: Sergej Ivanov- attuale ministro della Difesa e amico carissimo del presidente Putin sin dai tempi in cui questi lavorava per il Kgb/Fsb di Sanpietroburgo-docet. Ogni settimana Ivanov compare in televisione e trasmette i bollettini di guerra del presidente con un tono che ricorda quello di Goebbels nei cinegiornali della seconda guerra mondiale. Ivanov afferma che nessuno ci “metterà in ginocchio davanti ai terroristi” e che la guerra in Cecenia andrà avanti sino alla “vittoria finale”…
Mai una parola, però, sulle sorti di coloro- soldati e ufficiali- che garantiscono a lui e al presidente la possibilità di non “inginocchiarsi davanti ai terroristi”. La linea politica attuale è prettamente neosovietica: non uomini, ma ingranaggi costretti a realizzare incondizionatamente gli azzardi politici di chi ha preso il potere. Ingranaggi senza alcun diritto, nemmeno quello a una morte dignitosa.

Fsb(il nuovo Kgb): Che cosa succede a chi finisce nelle mani dell’FSB?Non della Ceka del ’37, quella di Solzenicyn, del Gulag e di tanti libri tremendi, ma quella attuale, foraggiata dai contribuenti?
Ultimamente in Russia se ne parla molto e i timori crescono. Nessuno ne sa niente, ma tutti la temono come un tempo. E come un tempo solo di rado qualcosa trapela.

Occidentali: Gli “occidentali”- così in Russia chiamano europei e americani- hanno una tale passione per Putin, lo amano a tal punto, da temere di pronunciarsi contro di lui.

Croce Rossa: Va detto che la Croce Rossa è spesso impossibilitata a svolgere le funzioni previste in quanto le autorità russe le hanno revocato il diritto di visita ai detenuti.

Irruzione nel teatro: Jaroslav Fadeev, ragazzino moscovita, è il primo della lista che riporta i nomi delle vittime dell’irruzione. Come è noto, la versione ufficiale dei fatti è la seguente: i quattro ostaggi morti per ferite d’arma da fuoco sono stati uccisi dai terroristi, in quanto le forze speciali dell’FSB- i colleghi di Putin- che hanno preso d’assalto il teatro non possono essersi sbagliate e non possono aver ucciso dei civili.
Ma i fatti sono fatti. Jaroslav ha una pallottola in testa però non rientra nei “quattro uccisi dai terroristi”. Jaroslav è il quinto.
Ma c’è di più. Quando Irina ha confidato le sue intuizioni, i suoi dubbi, le sue perplessità ad alcuni giornalisti, è stata subito convocata in procura. Il giudice inquirente era molto risentito:”Perché vuole sollevare un polverone?”le ha detto senza mezzi termini. “Lo sa o non lo sa che non può avercela una pallottola in corpo?”. Dopo di che ha fatto del suo meglio per spaventare la povera Irina, già prostrata di suo:”O scrive subito una dichiarazione in cui smentisce di aver detto alcunchè ai giornalisti, così che possiamo denunciarli per calunnie ai danni dei nostri reparti speciali, oppure riapriamo la tomba di suo figlio senza la sua autorizzazione e facciamo una bella perizia postuma!

Caccia al ceceno: ”Questa nuova ondata di razzismo di Stato ufficialmente noto come operazione Turbine” continua Svetlana Alekseevna “è stata varata subito dopo l’irruzione al teatro Dubrovka. E’ una caccia al ceceno. Li stanno sbattendo fuori di casa e dal lavoro, soprattutto. Si rivalgono su un’intera popolazione per i crimini di singoli individui. Il metodo più in uso è di screditarli come popolo costruendo dei casi giudiziari fasulli, rifilando loro droga o armi. Si fanno persino beffe di loro: giocano al “poliziotto buono” e lasciano scegliere il capo d’accusa alle vittime.
Val la pena ricordare una vecchia storia del secolo scorso. Iniziata più o meno allo stesso modo ma finita diversamente. Un Paese europeo viene occupato dai nazisti e agli ebrei viene ordinato di cucirsi una stella gialla affinchè possano essere identificati. Tutti quanti, allora – ebrei e non- si cuciono sulla giacca una stella gialla. Per salvare gli ebrei. E per salvare se stessi dal diventare nazisti. Lo fa persino il re. A mosca, oggi, accade l’inverso. Quando le alte sfere hanno ordinato l’attacco contro i ceceni che ci vivono accanto, non solo non ci siamo cuciti una stella gialla sulla giacca, ma abbiamo sparato dei razzi di segnalazione per farli trovare più facilmente.

Putin: Ho parlato con la gente che andava a votare e che tornava dopo aver sbrigato la procedura. Erano apatici. Del tutto indiferenti al rito della rielezioni di Putin. Vogliono che lo rieleggiamo?Amen, mi hanno detto in molti.
A renderlo possibile,però- e va detto-, non sono state solo la nostra negligenza, l’apatia e la stanchezza seguite a tante- troppe- rivoluzioni. Il processo è stato accompagnato a da un coro di osanna in Occidente. In primo luogo da Silvio Berlusconi, che di Putin si è invaghito e che è il suo paladino in Europa. Ma anche di Blair, Schoeder e Chirac, senza dimenticare Bush junior oltreoceano.
Il nostro ex KGBista non ha trovato inciampi sul suo cammino. Né in Occidente, né in un’opposizione seria all’interno del Paese. Per tutta la sua cosiddetta campagna elettorale- dal 7 dicembre del 2003 al 14 marzo 2004- Putin si è fatto beffe del suo elettorato. In primo luogo perché si è rifiutato di discutere alcunchè con chiunque. Non ha mai ritenuto opportuno fornire spiegazioni riguardo a qualsiasi punto del suo programma pe r i quattro anni precedenti. Ha mostrato disprezzo non solo per i rappresentanti dell’opposizione, ma per l’opposizione in quanto tale. Non ha fatto promesse. Non ha fatto appelli.

Perché ce l’ha con Putin
: Perché ce l’ho tanto con Putin? Perché il tempo passa. Quest’estate saranno sei anni che la guerra cecena è iniziata affichè Putin potesse diventare presidente. E non se ne vede la fine. All’epoca i bimbi shahid non erano ancora nati, ma dal 1999 a oggi tutte le stragi di bambini- tra le bombe e le pulizie etniche- sono rimaste impunite: i carnefici non sono mai finiti sul banco degli imputat. Putin non l’ha mai preteso, sebbene abbia fama di “amico di tutti i bimbi”. In Cecenia i militari continuano a comptortarsi com’è stato loro permesso da che la guerra è iniziata:pensano di essere in un poligono di tiro senza nessuno intorno, bambini compresi.
Questa strage di innocenti non ha scosso il Paese. Nessuna televisone ha mostrato le immagini dei cinque piccoli ceceni uccisi. Il ministro della Difesa non si è dimesso seduta stante. Non ha lasciato il suo posto nemmeno il comandante dell’Aeronautica militare. E’ rimasto tutto com’era. Il comandante in capo non ha indirizzato una sola parola di conforto o di condoglianze a quel padre rimasto solo. Il mondo continua a ribollire attorno a noi. In Iraq sono stati ammazzati degli ostaggi. Popoli e nazioni hannoi chiesto a chi li governa e alle organizzazioni internazionali di ritirare le truppe per salvare la vita di quanti stanno facendo il loro dovere. Da noi niente. La morte di quei bambini assurti a martiri non solo non ci ha spinti a chiedere di ritirare le truppe, ma nemmeno a iniziare un dibattito su quanto sta accandendo in Cecenia con l’intento di aprire una strada al dialogo, alla pacificazione, alla smilitarizzazione e a tutto ciò che consegue alla fine di un conflitto.
Perché ce l’ho tanto con Putin? Per tutto questo.

Qua finiscono i dati e le testimonianze della giornalista, ora:
Indovina Chi li ha uccisi?

venerdì, dicembre 01, 2006

Dopo la laurea...Pinotto


Ieri, come molti di voi sapranno, si è laureato Giorgio.
La notizia che sto per darvi in anteprima è ciò che Giorgio ha deciso di fare nel suo immediato futuro. Con stupore di molti(quasi tutti) il neo laureato ha deciso di scendere in campo e di candidarsi per Forza Italia come dimostra la foto allegata al post.
Con grande sofferenza, ma dovendo rispettare un'amicizia decennale, riporto dopo una sua pressante richiesta il suo programma in punti:
  1. Ritorno ferreo al proibizionismo con pene pesantissime per chi fosse colto in flagrante a bere alcolici( 3 anni per un Cuba Libre ma soprattutto, si legge nel volantino, 5 anni per un Long Island).
  2. Obbligo tassativo a praticare attività sportiva con il candidato che si presenterà lui stesso ogni mattina alle sette alla montagnetta di San Siro e procederà a ritmo sostenuto per un'ora. A tutti coloro che mancheranno per più di un giorno verrà ritirata l'automobile che verrà restituita dopo 100 giorni di presenza consecutiva.
  3. Rivoluzione totale dei limiti di velocità in città e sulle strade statali. In città il limite verrà portato a 30 km/h mentre sulle strade extraurbane a 80 km/h. Chi supererà le sopracitate velocità anche solo di 1 km/h perderà la patente senza poterla più riacquisire.
  4. Blocco totale dello scambio di turisti del nostro paese con Olanda e Belgio che il candidato definisce "un paese di cannaioli", il primo e "un paese di ubriaconi di birra" il secondo.
  5. Istituzione di esami per magistratura all'interno del partito in modo che le toghe rosse possano rapidamente diminuire. Il candidato avendo ricevuto la laurea proprio ieri potrà occuparsi degli esaminati per accertare il loro grado di fedeltà al partito ancor prima della preparazione.
  6. Chiusura di tutti i locali per il "mondo gay" che il candidato definisce "inferiori".Confisca totale dei beni per chi verrà colto in atteggiamenti affettuosi con persone dello stesso sesso.
  7. Abolizione delle minigonne, dei reggicalze e di tutto l'abbigliamento femminile che potrebbe indurre in tentazione.
  8. Blocco su alcuni generi musicali quali pop, rock, punk, metal, dance, house, techno, jazz, blues, hip hop, r'n'b, rap, classica con riscoperta della musica popolare napoletana portata a genere musicale nazionale.
  9. Distruzione totale di tutti i centri sociali che verranno sostituiti da grandi negozi di D&G, Armani, Versace, Prada, Louis Vuitton, Cavalli etc.

La laurea magistrale fa molto male ed è per questo che la teniamo il più possibile lontana da Noi.

P.S.:Il candidato ha già un uomo di fiducia personale a cui rivolgersi per eventuali dubbi:la foto è riportata qui sotto:

lunedì, novembre 27, 2006

Senza parole, Pinotto


Come diceva il buon vecchio parroco:"Diventate ciechi".
Sul sito www.masturbateforpeace.com, però, sono convinti di aver trovato una giusta causa.

sabato, novembre 25, 2006

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni



Dufresne: Atlantic (V2 2006)
Voto: 8

C'è una bellissima sorpresa che balza subito all'orecchio quando si ha tra le mani questo cd per la prima volta e lo si comincia ad ascoltare: Atlantic è un ottimo prodotto, ed è italiano al 100%! Si, avete capito bene. Questa band viene da Vicenza ed è pronta a conquistare proseliti in tutto lo stivale e non solo. Dominik, Zeno, Ciube, Luca ed Ale irrompono in una scena indiscutbilmente sterile (per quanto riguarda screamo core ed affini) e lo fanno con un lavoro ben strutturato, condito da una buona tecnica strumentale e da un giusto mix di aggressività e melodia. Con il supporto alla produzione di David Lenci (One Dimensional Man) e Darian Rundall (Penniwise, Suicidal Tendencies), questo disco presenta tutto quello che ci si può aspettare da un full-lenght di genere. Potenti muri sonori, riff granitici e chitarre stop'n'go, cantato a metà tra lo screamo e il melodico, il tutto tenuto in piedi da un tappeto ritmico nervoso e frenetico quanto basta. Quello che rende i Dufresne ancora più accattivanti sono i testi cantati in italiano (che tanto ricordano le alternanze hard/soft stile Linea77) e l'accompagnamento della tastiera che riempie il sound in maniera impeccabile. Difficile rimanere indifferenti di fronte ai cambi di tempo di “Baba Yaga” o “Fashion Kills Romance”, difficile rimanere fermi quando si hanno nelle orecchie canzoni come "Nexiest Luces" o "Readymade Complaints", come è difficile non restare compiaciuti di fronte ad un gruppo ingegnoso che ha saputo giocare le proprie carte al momento giusto.
Complimenti vivissimi e, almeno per una volta, onore al tricolore!!!
Gianni

Website: www.dufresne.it

giovedì, novembre 23, 2006

Febbre a 90’, calcio e vita secondo me, Pinotto.



George Best se n’è andato un anno fa. Approfitto di questa pur triste ricorrenza per scrivere un po’ di lui.
Ho un quadro, appeso sul muro di camera mia, comprato al mercato di Camden Town che lo ritrae con la solita maglia rossa del Manchester United, con i capelli lunghi e con il sorriso strafottente che aveva a vent’anni.
E’ proprio da una posa come quella che sembra uscire la sua espressione più nota: «Ho speso gran parte dei miei soldi per donne, alcol e automobili. Il resto l'ho sperperato.» E’ lo stesso periodo in cui Pelè esclamava: "George Best e' il più grande giocatore del Mondo"(1966)
Ci sono parti della vita di questo incredibile personaggio a cui i media non si sono mai interessati sono l’infanzia e l’adolescenza. Ancora non faceva strage di Miss Mondo e non creava linee di abbigliamento col suo cospicuo patrimonio. Queste fasi della sua esistenza si possono conoscere bene solo leggendo la sua autobiografia “The Best”. Qua ne riporto alcuni brani che mi sono rimasti particolarmente impressi.
Non c’entrano nulla col calcio giocato, non parlano dei suoi primi dribbling ma di un bambino/ragazzo che, come molti nel secondo dopoguerra, non aveva nulla, ma che a differenza degli altri, nel resto della sua esistenza, ha scelto di prendersi tutto.

“Quando iniziai a frequentare la Nettlefield Primari School, che si trovava vicina alla casa dei nonni Withers, a mezzogiorno schizzavo a casa a farmi una fetta di pane tostato e una tazza di tè, e cinque minuti dopo ero già nel cortile della scuola a prendere a calci il pallone. E dopo la scuola era lo stesso. Il pane i miei lo tostavano da un lato solo perché usavano un fornelletto elettrico e appena un lato era pronto lo spegnevano per risparmiare corrente. Anni dopo la signora Fullaway, che mi ospitava in casa sua quando stavo al Manchester United, un giorno mi rivolse uno sguardo preoccupato.
“Il burro te lo spalmo sul lato giusto, vero?” mi chiese.”Quello tostato”.”

“In famiglia non avevamo un televisore, per cui quando sapevo che c’era una partita iniziavo a prendere a pallonate il muro della casa del vicino una decina di minuti prima del fischio d’inizio. Il vicino era un tizio che si chiamava Harrison e naturalmente non poteva fare a meno di sentire le mie pallonate e sapeva che ero un patito di calcio. Mi lasciava col fiato sospeso fino a poco prima dell’inizio dell’incontro, poi apriva la porta e mi diceva tranquillamente, come se l’idea fosse stata sua:”Ti andrebbe di venire dentro a vedere la partita con me?” Io schizzavo in casa sua come una pallina da flipper e alla partita successiva dei Wolves rimettevamo in scena la stessa commedia.”

“Ero abbastanza timido quando c’erano in giro delle donne, ma ce n’era una che era ritenuta una specie di nave scuola per cui pensai che fosse lei quella con cui provarci. Ma nonostante la sua reputazione pareva io fossi l’unico che non riuscisse a farsela e, credetemi, non certo per mancanza di determinazione.
Così alla fine iniziai a uscire con un’altra ragazza di nome Liz, che era molto più carina ma che non te la faceva vedere nemmeno da lontano. E anche questa volta non certo perché io non ci provassi. Forse fu proprio da lì che iniziai a desiderare tutto ciò che non potevo avere. Io e Liz comunque restammo insieme per un po’ e ci dedicammo con grande entusiasmo a pomiciate e pratiche affini nelle ultime file del cinema o nascosti dietro le rastrelliere per le biciclette dell’oratorio.”

Senza parole, Pinotto

Questa foto proviene dal sito www.scegligesu.com e dopo averla vista beh non si può che restare senza parole!!

giovedì, novembre 16, 2006

Leaving the Windy City

Iniziare a fare i bagagli e’ sempre triste, e non c’e’ nessun metodo efficace per alleviare questo tremendo magone. Croce e delizia del mio carattere: mi affeziono in modo eccessivo ai luoghi e alle persone. E ora ne sento le pesanti conseguenze. Saro’ senza dubbio contento di rivedere le persone che mi vogliono bene, ma non posso dimenticare il mio entusiasmante pezzo di vita qui nel cuore del Midwest. Questa citta’ ho imparato a conoscerla, amarla ed apprezzarla in ogni suo piccolo lato. E mi manchera’ da morire. Mi manchera’ il “Loop” pulsante di fretta nella rush hour. L’odore di cioccolato sputato fuori dalla fabbrica di State Street. Il famigerato autobus 22 e la Blue Line, su cui ci avro’ passato minimo un quarto delle mie giornate lavorative. Mi manchera’ Lincoln Park, il mio quartiere pieno di sushi bars e vita notturna a non finire. Il vento freddissimo che ti gela qualsiasi parte del corpo e del cervello. Chipotle e i favolosi burritos che il mio amico Valerio cucinava con ispanica diligenza. Le bevute di whisky e i terribili day after del sabato mattina. Mi mancheranno un sacco tutti coloro che mi hanno affiancato in questo breve viaggio. Julie e Patrik, mi avete trattato come un figlio e non so mai come potro’ ringraziarvi. Alicia, Sadie, Dan, Lois e Albert, avete trasformato il mio dovere in piacere, grazie per la vostra pazienza, sara’ dura senza di voi. Steve, con la tua saggezza e generosita’ d’animo mi hai insegnato che gli americani non sono tutti uguali, sono sicuro che la nostra amicizia durera’ nonostante I chilometri che ci separeranno. Richard from London, grazie a te ho capito che non faro’ mai piu’ gare di birra con gli inglesi, non c’e’ competizione. I’ll fuckin’ miss ya Jason from Seattle, you know you’re my buddy! Miss ya too Aaron, anche se mi hai fatto girare le balle piu’ di una volta. Micaela e Julia, siete state le mie migliori amiche e non vedo l’ora di riveder i vostri bei musi ma in Italia, sperando mi veniate a trovare presto. Mi mancherai molto Kristin, forse piu’ di tutti. Ogni volta che ti vedevo davo fuori di matto. Splendida come un tango di Carlos Gardel, crudele come le Idi di Marzo. Mi mancherai, anche se non ti sei comportata molto bene questi ultimi giorni. Mi pento di averti lasciato quei messaggi in segreteria, ma sinceramente non mi pento di non avere battuto un ferro che era ormai tiepido. Preferisco ricordarti come un piccolo incidente di percorso, dato che mi sono accidentalmente invaghito di te. Sapevo a cosa sarei andato incontro, ma non e’ stata colpa mia. Mi e’ successo esattamente nel periodo in cui credevo di poter controllare le mie emozioni. Mi sbagliavo di grosso. Sei stata comunque “l’errore piu’ geniale in cui cadere”, come dice il buon Manuel Agnelli. Non so pianificarmi la vita come fai tu, ma e’ probabile che il mio sia solo un arrivederci e non un addio. Forse dovrai realizzare il fatto che un giorno potremmo rivederci, e che potrei davvero lottare per averti con tutte le mie forze. E se sogno un pochino ad occhi aperti posso cambiare la realta’, posso vedermi quel martedi’ sera al Congress Theatre insieme a te, a sussurrare tra i tuoi capelli d’oro tutte queste cose senza paura, abbracciarti e stringerti tanto forte da farti capire quanto mi saresti mancata...proprio nel momento in cui Tim McIlrath dei Rise Against avrebbe intonato la canzone che, casualmente, conoscevi anche tu.
Gianni


Swing Life Away

Am I loud and clear, or am I breaking up?
Am I still your charm, or am I just bad luck?
Are we getting closer, or are we just getting more lost?

I'll show you mine if you show me yours first
Let's compare scars, I'll tell you whose is worse
Let's unwrite these pages and replace them with our own words

We live on front porches and swing life away,
We get by just fine here on minimum wage
If love is a labor I'll slave till the end,
I won't cross these streets until you hold my hand

I've been here so long, I think that it's time to move
The winter's so cold, summer's over too soon
Let's pack our bags and settle down where palm trees grow

I've got some friends, some that I hardly know
But we've had some times, I wouldn't trade for the world
We chase these days down with talks of the places that we will go

We live on front porches and swing life away,
We get by just fine here on minimum wage
If love is a labor I'll slave till the end,
I won't cross these streets until you hold my hand....until you hold my hand

I'll show you mine if you show me yours first
Let's compare scars, I'll tell you whose is worse
Let's unwrite these pages and replace them with our own words

We live on front porches and swing life away,
We get by just fine here on minimum wage
If love is a labor I'll slave till the end,
I won't cross these streets until you hold my hand
(Rise Against)

mercoledì, novembre 08, 2006

Chronicles from the Windy City

Anche se il tema principale qui a Chicago sembra essere il divorzio via-fax di Britney Spears (quasi una breaking news che ha sconvolto il mondo), vorrei azzardare un personale commento sulla situazione Midterm Elections 2006. Il popolo americano ha deciso per il rinnovo del Congresso e lo ha fatto in maniera abbastanza responsabile, considerando il menefreghismo imperante che dimora in tutto il Paese. Il popolo americano questa volta ha presentato il conto all’amministrazione Bush, una lunga lista di motivi che urlano scontento e frustrazione per il malgoverno repubblicano. Ha regalato al partito democratico la cosiddetta “House”, ed il sogno di avere sotto controllo anche il senato (stiamo ancora aspettando gli ultimi risultati). Bush e’ stato sconfitto in diversi frangenti, cio’ vuol dire che potrebbe o levarsi dale scatole o cambiare linea politica, cosa molto probabile dato il fiato “moderato” sul collo. Molti americani, con mia grande sorpresa, questa volta hanno capito tutto. First of all, questa guerra in Iraq ha portato solo morte, ha distrutto un altro paese ed ha gettato gli USA in un clima di totale insicurezza. In secondo luogo e’ stata svelata, e non solo per merito di Michael Moore, la fitta rete di sozzi intrighi e inciuci tra Bush, Cheney e i molti gruppi di interesse, i quali fornivano un immenso bacino di voti in cambio di leggi e permessi a dir poco scandalosi. Last but not least, lo zoccolo duro dei Neoconservatori ha pagato caro il polverone di impeachments che ha investito i suoi uomini di punta. Gia’, e’ tanto facile predicare saldi valori morali quando poi si razzola nella perversione sessuale (per non dire altro). Tanto semplice nascondersi dando la colpa alla bottiglia o allo stress. E questo la gente lo sa. Ha semplicemente reagito a queste cose con l’unico strumento a disposizione: il proprio voto. Prima di chiudere, lasciatemi brevemente chiosare su due elementi estremamente negativi. Primo elemento: il sistema di votazione. Possibile che in un paese dove la tecnologia e’ tanto avanzata, ci trovi a constatare che le uniche macchine funzionanti nei seggi non sono le macchine per il voto elettronico ma bensi’ i distributori di caramelle e affini? Incredibile ma vero. Secondo elemento: la comunicazione politica. In questi giorni mi e’ capitato di assistere solamente a pubblicita’ elettorali negative e catastrofiche, nelle quali l’unico scopo era denigrare l’avversario o spaventare gli elettori sulle conseguenze dell’elezione di quest’ultimo. Come possono scegliere gli elettori se non si presenta loro almeno uno straccio di programma? Come si puo’ arrivare al buon senso e al dialogo in mezzo a tanto odio? Saro’ pure un tradizionalista ma, cari miei, preferisco ancora votare qualcuno che nei suoi messaggi intenda costruire qualcosa invece che distruggere.
Gianni.

Ps: ricevo ora notizia flash che Rumsfeld si e’dimesso. Allora qualcosina sta cambiando per davvero…

Senza parole, Pinotto



A volte le immagini valgono più di mille parole...

venerdì, novembre 03, 2006

Verde, arancione,...

Ciao Jacopo,
credo che tu
sia la persona giusta
per aiutarmi a ricordare
un colore:
il colore della Ferrari,
il colore del Profondo di Dario Argento,
il colore del cartellino dell'arbitro quando ti sbatte fuori,
il colore del sugo sulla pasta,
il colore, insieme al nero, del libro di Stendhal,
il colore che in un film sta tra il bianco e il verdone,
il colore delle gote quando provi vergogna,
il colore del Moulin di Parigi,
il colore che è meglio non avere addosso vicino al toro in una corrida,
il colore del comunismo,
il colore del famoso gruppo inglese Simply...
il colore della terra su cui si gioca a tennis,
il colore che... di sera fa sperare bel tempo,
il colore di quel semaforo di merda che ci ha fotografato l'altra sera, ho fatto appena in tempo a girarmi e a chiudere gli occhi perchè, almeno quelli, volevo che non uscissero...
rossi!!!