lunedì, giugno 25, 2007

Senza parole, Pinotto



Nella redazione di Playboy, probabilmente, avranno trovato la modella non perfetta per la foto in questione e hanno scelto di ritoccarla.
Tuttavia, hanno dimenticato una parte abbastanza visibile del corpo umano, soprattutto quando si indossa un bikini...
I lettori della rivista, a seguito dello strafalcione, si sono infuriati e pretendono, d'ora in poi, di poter vedere nelle foto ragazze reali e non corpi perfetti ritoccati al computer.
Beh, secondo alcuni punti di vista, il ritocco con i programmi di grafica alle foto non è poi così negativo.
Chiedete a qualche politico italiano l'effetto sulla sua immagine se le modifiche tramite pc venissero eliminate...

martedì, giugno 19, 2007

Ragnatele sulla Moratti

Hanno recintato le Colonne di San Lorenzo, uno dei pochi ritrovi estivi nelle nottate milanesi. Per di più, lo hanno fatto senza creare valide alternative, cercando probabilmente di ottenere un fenomeno Cocoon all'inverso ovvero che i giovani della nostra città diventino rapidamente dei sedentari ottantenni senza pretese goliardiche e con poca voglia di fare casino.
I vertici della politica milanese, però, non avevano tenuto conto di un supereroe che è venuto a salvarci. Qua sotto c'è il link del video della sua impresa...

Video Spiderman

Per reagire tutti insieme a questa decisione assurda, il 30 giugno 2007, in piazza Leonardo a Milano, zona Politecnico, dalle 22 fino a tarda notte, si organizza il Botellon.
Il Botellon è una tradizione spagnola che viene importata a Milano per cercare di riunire più persone possibile(in Spagna sono arrivati anche a 30.000) e far capire a coloro che vogliono vederci chiusi in casa che sappiamo divertirci senza spendere 30 euro per andare in discoteca.
Per cui basta poco: una bottiglia di vodka lemon, di vino o di cuba libre magari con una chitarra o uno jambè ma soprattutto con tanta voglia di far festa.
Perchè secondo me è meglio un cuba oggi(o il 30 giugno) che una Moratti domani.

lunedì, giugno 18, 2007

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni




Hopesfall: Magnetic North (Trustkill 2007)
Voto: 9



Torniamo un pochino indietro nel tempo. E’ passato quasi un lustro da quando il buon Bedo mi mise tra le mani quel gran capolavoro chiamato “The Satellite Years”. Quel disco mi ha emozionato, l’ho amato alla follia, con le orecchie e con il cuore, e tuttora gli attribuisco un gran valore sia artistico che affettivo. Due anni dopo fu partorito “A Types”, un full-lenght di discutibile qualità, vuoi per le melodie a tratti (fin troppo) ripetitive, vuoi per le linee vocali (fin troppo) pulite, vuoi per la struttura (fin troppo) scontata di alcuni brani. Il futuro degli Hopesfall sembrava così assumere i grigi contorni di una band che avrebbe avuto poco da dire e da dare a critica e fans, ma per fortuna tutto questo è stato scongiurato da “Magnetic North”. Un lavoro audace e sopraffino, profondo e grintoso. I cinque musicisti del North Carolina hanno deciso di comune accordo di togliersi di dosso ogni possibile etichetta, per andare ad esplorare più territori sonori possibili. C’è davvero di tutto. Ci sono sentori di alternative rock, grunge, metal, pop, senza però scordarsi di quel post-core emozionale da cui sono partiti e che li ha resi famosi. “Rx Contender The Pretender” dà il miglior inizio alle danze, ha la stessa nervosità che puoi trovare nei dischi dei Glassjaw, ti schiaffeggia con quelle esplosioni di rabbia che tanto ricordano “The Satellite Years”. “Swamp Kittens” sorprende per le molteplici soluzioni e per gli incantevoli bridges. Le tracce “Cubic Zirconians Are Forever” e “East of 1989; Battle Of The Bay” sono i momenti più soft di questo aeroso excursus sonoro, ma meritano particolare attenzione per le preziose ed avvolgenti trame strumentali di cui sono intessute. “Secondhand Surgery” ha quel classico ritornello che ti entra in testa e non si scolla più. Degni di nota anche i tre interludi della durata di circa un minuto ciascuno, davvero un ottimo collante che, unendo in maniera saggia le canzoni, dà ampio respiro e continuità al viaggio nel “Nord Magnetico”. L’impianto ritmico per tutta la durata del disco è da applausi a scena aperta. Mr. Jay Forrest sforna liriche intense e stavolta sembra sentirsi a proprio agio sia con le melodie che con gli impeti scream, mentre i due chitarristi Joshua Brigham e Dustin Nadler si intrecciano in arpeggi soavi e “spacey”, dilatando le atmosfere e cancellando i confini spazio-temporali. “Magnetic North” non può emulare gli antichi fasti sopraccitati, ma è comunque un disco da avere assolutamente, da assaporare in ogni suo singolo riff, in ogni singolo cambio di tempo. Chi mai può riuscire a trovare equilibrio e carisma su quel discrimine sottile che sta tra undergound e mainstream? Beh, cari amici, la risposta è una e una sola: gli Hopesfall!
Gianni

Website: www.hopesfall.com
Myspace: www.myspace.com/hopesfall

venerdì, giugno 15, 2007

Senza parole, Pinotto


Il co-autore di questo blog voleva tenerci nascosto il suo lavoro all'ippodromo.
Dopo ricerche spasmodiche e grazie all'aiuto di qualche paparazzo amico di Corona, tuttavia, siamo riusciti a scoprirlo...

martedì, giugno 12, 2007

Marketting





Marketting, ovvero un termine che denota la prostituzione nelle interviste di mercato. Nessuna attività al giorno d'oggi si avvicina alla marchetta quanto l'intervista di gruppo su marche o prodotti di consumo. E come nel caso del lavoro di strada l'intervistato deve essere disponibile su tutto e pronto a qualunque cosa.
In che senso?Beh nel mio in questi casi:
Non usi il cellulare preferisci il telefono di casa, chiami solo col cellulare, mangi caramelle, mangi gelati, mangi le merendine mulino bianco che sono il tuo dolce preferito, compri la Gazzetta tutti i giorni con gli inserti utili ed economici da 9 euri e 90, non usi i mezzi Atm perchè sono sporchi per questo hai comprato lo scooter, hai l'abbonamento ai mezzi perchè sono comodi ed efficienti, bevi birra e ne conosci quasi tutte le marche, fai sport tutti i giorni conduci una vita sana e consumi Gatorade, ti piace così tanto che te ne fanno provare 8 tipi diversi alle 8 e 15 di mattina roba da correre la Stramilano a gattoni, pur essendo un ragazzo usi collanine, anelli al pollice, braccialetti che cambi ogni giorno, quando entri nei negozi di abbigliamento noti solo la Puma, per questa volta, altre volte noti solo Nike, Adidas o Le Coq Sportif...
Insomma, in pieno stile marchetta, la finzione svolge il ruolo della protagonista.
Il tutto per ben 10 euri di buoni benzina all'ora, a volte mi viene il dubbio che, fingere per fingere, varebbe la pena comprare una bella tuta da benzinaio, aspettare il primo pirla che fa 20 euro di benza alla macchina e scappare coi soldi.
Almeno, così, i ruoli che dovrei recitare sono solo 2, ladro e centometrista; le altre 100 personalità diverse che ti richiedono nelle interviste, potrei lasciarle a casa.

martedì, giugno 05, 2007

Numeri di un viaggio epico, Rock im Park 2007

10. I protagonisti dell'Odissea moderna.

9. Quelli che avevano i documenti giusti per varcare il confine svizzero. Quello rimanente vi starete chiedendo?Beh chiedete a Ronny...

8. di sera ovvero l'orario di chiusura del valico del San Gottardo che ci ha regalato una bella escursione in montagna in piena notte...

7. Le lettere che compongono il commento comune a seguito della multa presa in Austria nel viaggio d'andata dell'ammontare di 120 euri!!!A voi l'interpretazione del commento...

6. Sono le consonanti e le vocali che creano la parola magica Toi Toi, quell'oggetto mistico horror trash fetish che comparirà nei miei incubi per i prossimi tre mesi...

5. Le persone che avrebbero dovuto dormire nella tenda/bungalow di Ronny se un grandissimo figlio di troia, che spero sia finito di testa in un Toi Toi, non gliela avesse rubata...

4. Incredibile ma vero, le ore che sono state necessarie per trovare l'auto parcheggiata 4 giorni prima. Ore passate tra circonvallazioni norimberghese, sciure che non sapevano l'inglese, benzinai bastardi che davano informazioni sbagliate ma soprattutto tanto tanto asfalto percorso in quel labirinto di merda che risponde al nome di Nurberg...

3. Se la memoria non mi inganna sono i concerti visti a gruppo unito e cioè Muse, Smashing Pumpkins e Slayer; non a caso il nostro soprannome è diventato Lost im Park...

2. L'ora del mattino in cui i nostri eroi hanno raggiunto la loro città di provenienza...

1. Uno cinque zero ovvero 150. Il magico numero di salviette contenute in una scatola acquistata per soli 49 cents al supermarket. Questi oggetti dai poteri soprannaturali per molti hanno sostituito la doccia per l'intera durata della vacanza...

0. le canzoni che Nicolò non sapeva a memoria, momenti di panico quando sia Matthew Bellamy che Billy Corgan stavano per fare figure tragiche scordandosi parti dei loro testi ma per loro fortuna è bastato osservare il labiale del nostro musiconniscente per salvare la faccia...

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

Don’t you know that we can never die? We are stars…
(Billy Corgan)

Sono tornato da poco dalla festosa Germania e mi servirebbero cent’anni di riposo, per poter recuperare tutte le energie spese. Di stelle ne abbiamo viste molte in questi giorni. Quelle che stanno in cielo, quelle che stanno su di un palco e per i fans hanno più autorità di qualsiasi primo ministro del pianeta, quelle che ho visto brillare negli occhi emozionati di persone come me, che si perdono nelle strofe dei loro eroi, e ne fanno preziosi focolai di riflessioni e pensieri. Ho scoperto che partecipare ad un festival di questa portata richiede molta più preparazione di quella che si pensa di avere all’inizio. Preparazione “spirituale”, non solo fisica. Bisogna saper vivere ogni singolo secondo ed assorbire tutta questa energia come una spugna, per non lasciarla più andare, per poterla portare tutta a casa. Ho notato che i miei soci di viaggio si sono rivelati i migliori soci di viaggio che io potessi avere, ma su questo avevo veramente pochi dubbi a riguardo. Ho capito che il popolo tedesco si può meritare l’oscar per il miglior devasto organizzato sulla faccia della terra. E questo popolo ama la musica, lo vedi dalle mille bocche che si aprono all’inizio di ogni ritornello, lo vedi dalle quasi centomila persone accorse in questo grande parco. 3 giorni sono tanti, troppi e troppo intensi per poterli descrivere tutti, e sinceramente ci sono momenti che in parte preferisco rimangano solo nel mio teschio e nel mio cuore. Ho piccoli frammenti però che vorrei dividere e condividere, piccoli scatti del primissimo giorno, il più intenso.
Gianni


Stelle

La gente di solito
per vedere le stelle
per vederle brillare
fa molta strada
si accampa dove può restare
vada come vada
il resto non è importante
perché se guardi le stelle
di forma piccola o gigante
le senti sulla pelle
che sian piccole o sian grosse
ti senti come loro
supernova e nane rosse
o come il sole fatto d’oro
trovi in esse la tua guida
e vivi nelle loro parole
ti prepari ad ogni sfida
prendi i soci della vita
i compagni di avventura
se la strada tua è in salita
loro tolgon la paura
ci si mette in riva al lago
si preparano le tende
scendon lacrime dal cielo
ma il coraggio non si perde
ci si avvia nel firmamento
tra la pioggia e la fanghiglia
poi si coglie in un momento
tra stupore e meraviglia
la bellezza delle note
vie che mai saranno vuote
quanta gente attorno e poi
quante stelle innanzi a noi
sono belle come dei
quanta gioia nel viavai
tante teste senza guai
che rifuggono la morte
grazie a un manico e sei corde
e le gocce vengon rotte
abbracciate dalla notte
si ritorna nelle tane
con il canto delle rane
ci si stanca nel cammino
chiudo gli occhi
è già mattino
con i segni sulla pelle
di una notte tra le stelle
(Nicolò Cascinu)

domenica, maggio 20, 2007

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni



Club Dogo: Vile Denaro (Virgin 2007)
Voto: 8


18 Maggio. il Cerbero meneghino ritorna con prepotenza sulla scena e ancora una volta lascia il segno, a dispetto della critica, dei detrattori e di tutti quei fan che storcevano il naso rispetto al loro passaggio su major. I cambiamenti li si possono notare ed analizzare, ma la Virgin non ha avuto alcun tipo di influenza in questi, se non a livello di distribuzione e promozione. La prima cosa che balza subito all’orecchio sono i beat (curati come sempre dal bravo Don Joe), diversi rispetto a quelli a cui ci hanno abituato nei lavori precedenti. La ricerca si sposta verso vibrazioni più recenti, che strizzano l’occhio alle sonorità oltreoceano (“M-I Bastard” ne è esempio lampante). I due poeti della strada Jake la Furia e Guè Pequeno sono sempre taglienti come rasoi. Ottimi gli intrecci, ottimo il loro flow. Per quanto riguarda i testi, possiamo dire che girano quasi tutti attorno al concept dell’album, il denaro, il sole nero attorno a cui gira la società. Le parole scorrono veloci e le rime dipingono la vera Milano, quella che sta dietro alla facciata di perbenismo e moralità, quella corrotta e invasa da nouveaux riches, quella dei Club Privè gonfi di prostitute, Vip e cocaina. C’è spazio per la politica ( magnifica la dedica alla Lega Nord di “Spaghetti Western”), per argomenti più soft (“Tornerò Da Re” oppure "Ora Che Ci Penso”), ma anche per momenti più introspettivi (“La Chiave” o “Dolce Paranoia”). Per tirare le somme di quanto detto, “Vile Denaro” rappresenta un buon ritorno, che non ha tradito le aspettative di chi li ha sempre seguiti (ogni riferimento ad altri rapper è tutt’altro che casuale!) ed ha le carte in regola per attirare molti più proseliti per tutto lo stivale. Onore al Dogo!
Gianni

Myspace: www.myspace.com/clubdogo

venerdì, maggio 18, 2007

Proporzioni

Per tutto il periodo in cui ho preparato l’esame di Sondaggi ho cercato di comprendere al meglio possibile il significato della parola proporzione. Poi, a conferma della tesi che quando si cerca qualcosa non la si trova ed essa ricompare solo quando non si ha più l’affanno della ricerca, qualche giorno fa, ad esame sostenuto da un pezzo, nel libro di Giancarlo De Cataldo, Nero come il cuore, ho trovato un esempio perfetto che potesse farmi comprendere a pieno il vocabolo:

Se noi potessimo ridurre la popolazione del mondo intero in un villaggio di 100 persone mantenendo le proporzioni di tutti i popoli esistenti al mondo, il villaggio sarebbe così composto:
ci sarebbero:
57 Asiatici
21 Europei
14 Americani(Nord, Centro e Sud America)
8 Africani
52 sarebbero donne
48 uomini
70 sarebbero non bianchi
30 sarebbero bianchi
70 sarebbero non cristiani
30 cristiani
89 sarebbero eterosessuali
11 sarebbero omosessuali
6 persone possiederebbero il 59 per cento della ricchezza del mondo intero e tutte e 6 sarebbero statunitensi
80 vivrebbero in case senza abitabilità
70 sarebbero analfabeti
50 soffrirebbero di malnutrizione
1 starebbe per morire
1 starebbe per nascere
1 possiederebbe un computer
1(sì, solo 1) avrebbe la laurea.
Se si considera il mondo da questa prospettiva, il bisogno di accettazione, comprensione ed educazione diventa evidente. Prendere in considerazione anche questo.
Se vi siete svegliati questa mattina con più salute che malattia siete più fortunati del milione di persone che non v
edranno la prossima settimana.
Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine dell’imprigionamento, l’agonia della tortura, i morsi della fame, siete più avanti di 500 milioni di abitanti di questo mondo. Se potete andare in chiesa senza la paura di essere minacciati, torturati o uccisi, siete più fortunati di 3 miliardi di persone di questo mondo. Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la testa e un posto per dormire siete più ricchi del 75 per cento degli abitanti del mondo. Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli da qualche parte siete fra l’8 per cento delle persone più benestanti al mondo. Se i vostri genitori sono ancora vivi e ancora sposati siete delle persone veramente rare.
Se avete ricevuto questo messaggio, consideratelo come una doppia benedizione, perché qualcuno ha pensato a voi e perché non siete fra i due miliardi di persone che non sanno leggere.

mercoledì, maggio 16, 2007

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. Pinotto

Questo titolo è una citazione di Daniel Pennac e mi sembrava, nella forma, il modo sicuramente migliore di chiamare una rubrica in cui parlerò di libri ma allo stesso tempo, nel contenuto, una scelta forse eccessiva perchè,il modo in cui tratterò l'argomento, è molto più semplicistico di quanto il titolo voglia far credere.
Maggio
  • Premio "Correre alla Feltrinelli a comprarlo": Amsterdam di Ian McEwan.
  • Premio "Correre alla Feltrinelli a minacciare la cassiera per farsi ridare i soldi": Amnesie di un viaggiatore involontario di David Madsen.
  • Premio "Libro tutto d'un fiato. Se lo inizi scordati di fare altro": Jackfly di Nicola Scambia.
  • Premio "L' ho iniziato entusiasta l'ho finito a stento": Anversa di Roberto Bolano.

mercoledì, maggio 09, 2007

Finale Coppa Italia

La Roma ha ospitato l'Inter per la finale di Coppa Italia e ha trovato un modo molto particolare per dirle: Inter... Campione d'Italia.

venerdì, maggio 04, 2007

Notizie dal mondo, Pinotto

  1. Bush ha posto il veto al ritiro delle truppe dall’Iraq deciso da Camera e Senato per aprile 2008 con queste parole: «Fissare una scadenza per il ritiro è fissare una scadenza per il fallimento e ciò sarebbe irresponsabile». «I Membri della Camera dei rappresentanti e del Senato hanno adottato un progetto di legge che fa prevalere le opinioni dei politici sul giudizio dei nostri comandanti militari. Così, qualche minuto fa, ho opposto il mio veto». Com’è che faceva la canzone:”Pinocchio ma dove vai?Pinocchio che cosa fai?Pinocchio la fantasia è solo una bugia!”…Burattino. Per favore qualcuno spezzi i fili e tolga questa marionetta dalla testa della più potente nazione del pianeta.
  2. Il presidente del consiglio, Romano Prodi, ha detto di averci ripensato, rispetto a dieci anni fa ,e di essere ora favorevole alle quote rosa che migliorerebbero la posizione delle donne. Il suo portavoce Siriana ha aggiunto che è necessario pensare anche alle quote rosa-azzurre per non scordarsi dei trans…
  3. La Chiesa è seccata perchè i comici portano attacchi terroristici nei suoi confronti, ma io mi chiedo: la Chiesa può farsi i cazzi nostri tutto l’anno e noi non si può obiettare nulla. Ora che qualcuno ha provato a dire qualcosa a lei, subito gli si dà del terrorista. A me, dall’atteggiamento, più che la Cupola del Vaticano mi sembra la cupola di una città qualche regione più a sud…
  4. La Franzoni si lamenta che è stata condannata, Taormina si lamenta che non è più il suo avvocatoe non l'ha potuta difendere ma ci dovremmo lamentare noi. Una volta i bambini c’avevano il mago Zurlì in tv tutto il pomeriggio, ora c’è la Franzoni. Secondo me queste nuove generazioni non cresceranno mica tanto bene…
  5. Mario Giordano, direttore di Studio aperto e giornalista de Il Giornale ha pubblicato con la casa editrice Mondadori un libro: “Senti chi parla. Viaggio nell'Italia che predica bene e razzola male”, son rimasto delusissimo dal volume; vista l’eterogeneità dei suoi datori di lavoro(uno in realtà) pensavo fosse un’autobiografia.
  6. I telegiornali hanno mostrato numerosi servizi sul ritorno alle foto seminuda di Elisabetta Canalis sul mensile Max dopo 5 anni, io però, in questo lasso di tempo, devo essermi perso i numeri in cui si era rivestita…
  7. Claudia Gerini dal palco del concerto del primo maggio ha detto: "Scaricare musica è illegale, è un danno agli artisti" e "Se scaricate film nessuno va più al cinema". Poteva continuare dicendo: non trombate se no rischiate di fare figli, non andate allo stadio se no rischiate di essere menati e non scrivere bigliettini che magari li scambiano per pizzini e vi fate ingiustamente 30 anni di galera.
  8. Berlusconi, dopo la semifinale col Manchester e il raggiungimento della finale contro il Liverpool(Reds è il soprannome in Inghilterra per il colore di maglia), ha lasciato una dichiarazione:”Cazzo per un'analisi effettuata dai miei sondaggisti di fiducia secondo un calcolo di probabilità, con i "rossi" in qualunque campo, porca troia, mi consenta, non dovrei più perdere".

mercoledì, maggio 02, 2007

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

“Nessuno mi pettina bene come il vento”
(Alda Merini)

Sono tutti pronti. Come ogni anno, si ripete il rituale di gioia e di protesta che invade il centro di Gotham City. Le note vibrano potenti dai muri di casse che si stagliano sopra i camion e i furgoni. Vengono distribuiti flyer. Politicamente appassionati e non. Un grido si alza e investe tutta la folla: “MAY DAY, MAY DAY!”. Signore e signori, che si dia inizio alle danze. Le danze di chi ogni giorno balla, ma su di un filo di seta. Un equilibrio precario, voluto da un sistema che esige repentina flessibilità da una società che non è pronta a soddisfarne le richieste. E le persone che sono venute qui lo sanno bene. Una miriade di eterni stagisti, insegnanti, collaboratori “a progetto”, studenti preoccupati del loro futuro e così via. Questa è la nuova orda d’oro, la massa critica che raramente viene ascoltata. Ma oggi è un giorno diverso. Oggi si fanno sentire, non importa con che slogan o con quale musica. Vedo accanto all’impegno un divertimento senza freni. Mi stacco dal gruppo di amici incontrati all’inizio e abbandono la techno-trance. Mi abbandono ai mille volti sorridenti che incrocio per la strada, accompagnato solo da una birra ghiacciata. Sto camminando da solo ma è come se non lo fossi. Il vento si insinua nei capelli e nelle fenditure della camicia, dando sollievo a tratti. Il senso di comunità che pervade il mio corpo è un sentimento che raramente mi capita di provare, e oggi ne ho piene le vene. Sono parte della grossa arteria pulsante che scorre verso il Duomo. Anello di una enorme catena di solidarietà. Magnifico il carro dello Spazio Petardo, magnifica la loro oriunda canzone dedicata alla nostra Madunina. Non ho portato la macchina fotografica, ma con gli occhi sto scattando ricordi di altissima qualità. E’ bello ogni tanto incontrare Bref. Le poche volte che ci sono uscito assieme, mi sono sempre sentito a mio agio. E’ bello raccontarsi della propria vita a vicenda. Dei miei continui lassismi, del suo continuo cercare. Di Berlino, e della vita in Tedeschia. E’ bello sapere con sorpresa che suo fratello minore proprio questo giorno suona in un gruppo che volevo sentire dal vivo. Guardo i musicisti che si alternano sull’improvvisato palco e sento un leggero senso di invidia. Guardo con sorpresa la persona che è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i miei sogni. E’ bello notare che il mondo è piccolo, ma accorgersi che lo è troppo non è affatto rassicurante. Sembra che io debba sempre fare i conti con il mio tormento, fare i conti con me stesso. Perché le frasi che si pronunciano devono essere sempre frasi di circostanza? Perché non ci si riesce una volta, ad aprirsi un pochino? Mi intimorisce quando non ho risposte pronte. O quando non voglio proprio accettarle. Quando la quantità di domande vela con un drappo di velluto scuro la realtà dei fatti, proprio come la notte stende il suo manto su piazza Cairoli. Cammino verso casa, uso i piedi per non rompere la magia della giornata. Una bellissima giornata. Lupus in fabula, la modalità shuffle del mio aipod mi invita ad ascoltare la voce di Chris Martin, come volesse farmi impersonare nelle parole di quella canzone, farmi riflettere ancora un pò. O forse è solamente suggestione. Chi lo può mai sapere…
Gianni

Shiver

So I look in your direction,
But you pay me no attention, do you?
I know you don't listen to me,
'Cause you say you see straight through me, don't you?

But on and on, from the moment I wake,
'Till the moment I sleep,
I'll be there by your side,
Just you try and stop me.
I'll be waiting in line,
Just to see if you care.

Did you want me to change?
Well I changed for good.
And I want you to know,
That you'll always get your way.
I wanted to say...

Don't you shiver,
Shiver,
Sing it loud and clear,
I'll always be waiting for you.

So you know how much I need 'ya,
But you never even see me, do you?
And is this my final chance of getting you?

But on and on, from the moment I wake,
'Till the moment I sleep,
I'll be there by your side,
Just you try and stop me.
I'll be waiting in line,
Just to see if you care.

Did you want me to change?
Well I changed for good.
And I want you to know,
That you'll always get your way.
I wanted to say...

Don't you shiver,
Don't you shiver,
Sing it loud and clear,
I'll always be waiting for you.

Yeah I'll always be waiting for you,
Yeah I'll always be waiting for you,
Yeah I'll always be waiting for you,
For you,
I will always be waiting.

And it's you I see,
But you don't see me.
And it's you I hear,
So loud and so clear.
I sing it loud and clear.
And I'll always be waiting for you.

So I look in your direction,
But you pay me no attention.
And you know how much I need you,
But you never even see me.
(Coldplay)

domenica, aprile 15, 2007

Potere alla Parola...In Libertà! (sempre a cura del vostro Gianni)

“You can’t always get what you want”
(Mick Jagger, Keith Richards)


Ci risiamo- un'altra volta- la- primavera- bussa- alla mia porta- il freddo siderale- non esiste più- mentre- raccolgo energie- e medicine- per non patire- i malanni delle- cose nell’aria- ma la stagione è così- take it- or leave it- frastornato- respiro- a fatica- fazzoletto in mano- cammino- e faccio- girotondi di quartieri- per dare- senso- alla- lunghezza- della sera- alla- lancetta- che corre in- slow motion- proprio- come la- mia voglia- di affrontarmi- la mia non voglia- di moderarmi- mi avvolge- nei piaceri effimeri- intrugli liquorosi- che scaldano- la gola- assieme a ghiaccio- e coca cola- il tabacco- si colora- di verde- quel verde- che fu caro- a Re Salomone- e mentre- si forma la foschia- dando- qualche boccata- la pupilla- si dilata- e si aprono- le porte- della falsa illuminazione- la distorta- percezione- rende la mente- un labirinto- ma Dedalo- sembra non aver- progettato l’uscita- costringendomi- a vagare- divagare- errare ramingo- troppo a lungo- e cercare- nel buio- una piccola fiaccola- ma- la vita è breve- soprattutto- a Milano- e ci induce- a brusche virate- nel traffico- per portar la prua- nei mille luoghi- di nightlife- per farsi trovare- sempre- in movimento- uno statico dinamismo- del momento- che mette i brividi- ci circondiamo- di persone- procacciamo relazioni- per nascondere- il fatto che- in realtà- siamo tutti- molto soli- e non ci resta altro- per- curare- questo male- che ridere- e scherzare- bere- e dimenticare- baciare- ma senza amore- perché- il male d’amore- non è- male di miele- e le ferite d’amore- si curano- con limone e sale- ci fanno- soffrire- ci fanno dannare- ne si sa abbastanza- in merito- alla questione- e quanto darei- per gestire meglio- questi giorni- passati- a maledire- la mia timidezza- a fantasticare con dolcezza- su di un nome- a tendere l’orecchio- per carpire- quelle parole- a cercare l’ebano- di quei capelli- in ogni donna- senza neppure volerlo- diventi- il mio supplizio- la mia Waterloo- senza armistizio- ormai le conosci- quelle mie- occhiate clandestine- e perdonami- se quel che faccio- è imprigionarti in poche rime- poiché non libero il mio coraggio- ti contengo- in qualche strofa- come tu- contieni me- in questa- onirica cella- e mi costringi- a viverti- in quelle mezz’ore- solo trenta minuti- e il resto- ormai- non conta più
Gianni


30 MINUTES

There are times that I should try
To roll the dice and play with fate
Pretend this guy is not bled dry
And move the pawns before’s too late

These are times I face the willow
The hidden truth beneath my screams
That twists my head around the pillow
And slips into my inner dreams

30 drinks sipped on the moon
30 cigs burnt through the noon
30 minutes left to see you
Like there’s nothing else to do

All by my side, can’t stem your tide
I’m open wide, but wanna hide
I freeze my mind, to leave me be
But I won’t find what’s wrong with me

30 tears dropped in my beer
30 bendings set to steer
30 minutes left to love you
Like there’s nothing more to do
(Nicolò Cascinu)

venerdì, aprile 13, 2007

Bigliettopoli

Cari frequentatori/amanti di questo blog, auguratevi e sperate insieme a noi che mai possa accadere uno scandalo bigliettopoli che mai un professore arrivi a trovare quei così utili e desiderabili supporti cartacei che con tanta cura i creatori di questo spazio virtuale portano con loro in ogni sfida che l'universo accademico pone di fronte a loro perchè
se...
Bonnie e Clyde sanno rubare
Rocco Siffredi e Selen sanno trombare
Schumacher e Alonso sanno guidare
Galeazzi e Bud Spencer sanno mangiare
Carmine e Agostino Abbagnale sanno remare
Freddie Mercury e Matthew Bellamy sanno cantare
Naomi Campbell e Kate Moss sanno sfilare
Rambo e Terminator sanno sparare
De Niro e Al Pacino sanno recitare
beh....................................................
Gianni e Pinotto sanno copiare

mercoledì, aprile 11, 2007

Senza parole, Pinotto


Non bevetela!!!
Nel limone c'è una cimice, la birra è una trovata per farsi i cazzi vostri!

martedì, aprile 03, 2007

Il Paese del Malefico, Pinotto

In Italia, ciclicamente, avvengono scandali di portata nazionale, quelli che, in pratica, coinvolgono ogni tipo di giornale da Novella 2000 a Milano Finanza. I mass media fanno da cassa di risonanza e il gioco è fatto, opinione pubblica distratta sul 90% delle notizie per tutto il tempo in cui le “sconvolgi società” news non inizieranno la loro fase calante. Ci sarebbero da scrivere pagine e pagine sulle bolle di sapone in cui finiscono certi eventi ma, qui, vorrei soffermarmi su un altro risvolto di questo fenomeno: il malefico. Ogni scandalo ne ha uno, talvolta supportato da qualche figura minore. Più che iniziare con Tangentopoli, che ormai è lontana 15 anni, e all’epoca ne avevo solo 9, vorrei usare i casi più recenti di calciopoli e vallettopoli.
I media italiani sono incredibilmente fulminei nella ricerca del mostro e nell’accanimento terapeutico sul personaggio in questione. Sembra che abbiano sempre una lente del microscopio davanti agli occhi quando analizzano i fatti, la quale consente loro di vivisezionare un personaggio che impedisce di avere una visione generale.
Prendiamo il caso dello scandalo nel calcio, credo che tutta l’Italia fosse d’accordo sulla tesi che Moggi rappresentasse una figura corrotta e pronta a tutto pur di raggiungere il proprio scopo, ma, la domanda a cui personalmente e vanamente avrei voluto ricevere risposta era:”Come ha fatto un ex ferroviere a infilarsi in un sistema limpido e apparentemente composto da personaggi incorruttibili?” Beh, perché questo è il nocciolo della questione; Carraro, presidente della Federazione ha perso il posto ma senza aver subito danni economici e d’immagine dalla questione; Galliani, presidente della Lega Calcio, ha dovuto attendere solo 6 mesi per poter tornare in pista e ora è anche consulente di Lega. Colpirne 1 per salvarne 100.
Si può dire che un sentiero simile a quello di moggiopoli lo stia percorrendo il nuovo scandalo che ha come soggetti principali Fabrizio Corona e Lele Mora. Il secondo, in tempi non sospetti, era addirittura venerato come il manager delle star; c’era la coda per essere rappresentati da lui. Ora, grazie alla bufera in corso, per i media, il re mida e il suo collega sono passati fulmineamente al lato oscuro della forza.
E’ possibile che ai mezzi di comunicazione e alla gente interessi di più chi abbia proposto le ragazze e non chi abbia accettato di prendersele. Siamo tutti d’accordo, come nel caso di Moggi, che i due soggetti debbano finire nelle mani della giustizia ma è possibile che in un paese che si dichiara civile non ci sia lo straccio di un giornalista disposto a cercare la vera parte marcia del sistema televisivo e dello spettacolo più in generale? Sui giornali e in tv si assiste costantemente alla stessa pantomima: Corona piange, Corona fa festa con i carcerati, Corona confessa, Lele Mora non parla, Lele Mora abbandonato dai suoi assistiti etc.
In Italia, a volte,sembra di essere tornati al Medioevo, di fronte ad uno scossone che solleva qualche crepa del contesto sociale si sceglie di fare una sana caccia a streghe e stregoni per poter seppellire nuovamente il problema.

lunedì, aprile 02, 2007

Roberto Luzzhol


Questo è un omaggio ad un grande soggetto ma soprattutto al grande artista che ha creato questo capolavoro...
Grande Luzzhol

domenica, marzo 18, 2007

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)


“Misteri ha l'amore e il primo invaghimento non è certo il minore”.


(Sören Kierkegaard)


Mi sono sempre chiesto da dove possa provenire questa forte indole masochista che per tutti questi anni è stata la notevole sfumatura del mio modo di essere. Enigma della sfinge posto da sempre e mai risolto. Guardo le persone che mi hanno generato, e le trovo diametralmente opposte a me. I miei compagni di vita, alcuni tra l’altro nati sotto lo stesso segno del Cancro, non tendono a farsi così male come il sottoscritto. Non sono una donna, ma paradossalmente ho nel DNA la loro incredibile capacità di farsi problemi e complicarsi la vita con uno schiocco di dita. Questo mi succede spesso nelle banali situazioni quotidiane, nel mio iter educativo ancora in corso, ma soprattutto nelle relazioni interpersonali. Parafrasando le parole di una mia amica, soffro ancora di quella strana malattia che si potrebbe definire “sindrome da pulmino della gara di sci”. Se avete mai preso lezioni di sci nella vita, avrete sicuramente notato il classico bambino dal broncio chilometrico, con il moccio al naso e le lacrime in tasca, che si lamenta ed infine rifiuta di salire sull’autobus carico di pischellini e diretto alla famigerata “gara di fine corso”. Beh, quel bambino poteva benissimo essere l’ennesimo Nicolò. Io ero proprio quel bambino. Insicuro, dubbioso, poco incline alla competizione, di poche parole ma con mille pensieri in testa. Quello che nella foto di gruppo veniva sempre con la faccia incazzata. Quello rachitico che mangiava pochissimo. Quello che alle elementari si distaccava dal chiacchiericcio sterile delle “pause-merenda”, e preferiva ascoltarsi i Pantera o gli Iron Maiden a tutto volume, oppure si concedeva ad impossibili turbe mentali riguardanti la vita in generale. Sono passati molti anni ormai, di cose ne sono successe a palate e non posso negare che ci siano stati dei forti cambiamenti riguardo la mia ars operandi con il mondo circostante. Ho guadagnato la sicurezza necessaria per potermi defilare dalla categoria “soggetti alienati ad alto rischio di emarginazione terrestre”. Mi sono decentemente irrobustito e, nonostante sia diventato erbivoro da non molto, continuo lo stesso a mangiare come un cinghialetto sardo. Sono diventato molto meno schivo nei rapporti con le persone. Anzi, a volte mi meraviglio di quanto, aiutato anche dalla solita “alzatina di gomito”, possa diventare uno splendido esemplare di animale sociale da battaglia. A questo punto mi potreste chiedere: “Ma allora dove cazzo vuoi arrivare?”. Obiezione accolta e risposta repentina…il gentil sesso. Si, proprio così, l’ancora malsano rapporto che ostinatamente continuo ad avere con le donne. Con questo non voglio giustificare la mia sollecita propensione all’onanismo, ma neppure tirare in ballo la mia (per fortuna) discreta attività sessuale. Il problema è molto più articolato. Punto uno: ogni dannatissima volta che mi interesso di una ragazza in particolare, il cervello va in overload di inferenze anomale. La suddetta malcapitata viene posta sopra un fottuto piedistallo, e quando scopro che lei non corrisponde ai miei processi inferenziali (leggasi “pippe mentali”), viene maldestramente abbandonata e cancellata dall’elenco di possibili nuove conoscenze e/o relazioni con parvenza di stabilità (questa non può che essere la chiara spiegazione al mio randagismo sentimentale che dura da ormai più di due anni). Punto due: sono dolcemente romantico ma pericolosamente lunatico, e le fanciulle sembrano non gradire affatto questo mio secondo “adorabile” difetto. Punto tre: non so gestire i cosiddetti “infatuamenti”. Premetto che di infatuamenti improvvisi non ne ho avuti tanti, ma mi permetto di sfociare nell’attualità, dato che ne ho avuto uno recentemente. C’è una graziosa donzella in università che da un mesetto circa inciampa regolarmente nei miei sogni, soprattutto in quelli ad occhi aperti. Ogni volta che la vedo, sento lo stomaco muoversi, la saliva azzerarsi ed il cuore accelerare i battiti. E’ banale quanto volete ma, credetemi, è la pura verità, e robe così mi capitano raramente. Qualche settimana fa mi sono lanciato nella coraggiosa idea di scriverle un biglietto e lasciarlo sul suo banco: una carineria, numero di cellulare, firma e niente di più. Sarà stato da me interpretato male il messaggio di risposta (un tiepido ringraziamento, inviato da un numero che non era suo), sarà la mia mancanza di palle nel prenderla in disparte, quando lei è con i suoi amici, e di parlarle, ma sta di fatto che non sono ancora uscito allo scoperto. Forse dò troppa importanza alla legge di Gumperson (per chi non la ricordasse…” La probabilità che qualcosa accada è inversamente proporzionale alla sua desiderabilità”), ma non sono nemmeno riuscito a presentarmi. Mi sento un idiota, anche perché l’unico momento in cui potevo giocarmela con facilità (ovvero io, il mio migliore amico e lei SOLI in fila alle macchinette del caffè) sono rimasto in un tremendo ed imbarazzante silenzio. Mi è bastato guardare furtivo quei grandi occhi chiari, teneramente arrossati dalla ganja, per farmi ripiombare nel Nicolò di allora, tenebroso scolaretto di 10 anni innamorato della più bella della classe, che si congelava dall’emozione quando doveva interagire con lei (Margherita, se stai leggendo queste righe e per caso ti ricordassi di me…ti prego di farti viva!). Come alcuni di voi sanno, il gambling non mi garba e le mie carte molte volte le gioco male. Non so come andrà a finire la storia. Forse la conoscerò e finirà tutto nel “punto uno” sopraccitato, oppure lei si riconoscerà nel “punto due”, o forse non riuscirò mai a conoscerla. Tuttavia mi rassicura il fatto di non essere l’unica persona al mondo ad affrontare queste situazioni. Di non essere l’unico che lancia il sasso e poi nasconde la mano. Come qualcuno osava dire, l’incoerenza è la dignità dell’uomo. Coraggio e timidezza, verità e bugia, sono in fondo due facce della stessa medaglia, giusto?
Gianni


Ciò che ho scritto di noi


Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
(Nazim Hikmet)

giovedì, marzo 15, 2007

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni



Bayside: The Walking Wounded (Victory Records/Venus 2007)
Voto: 10


Li avevamo lasciati con le voci rotte dall’emozione e le chitarre “unplugged” poggiate sulle ginocchia. Chitarre che andavano a formare, con i loro malinconici accordi, un disco dal vivo che sprigionava decibel di dolore e pathos. “Acoustic” rappresentava il modo migliore per dire addio all’amico John “Beatz” Holoan (batterista della band tragicamente scomparso in un incidente con il loro tour van), e in un certo senso lasciava aperte le porte ad un eventuale riunione per riprendere il corso della loro breve carriera. Ebbene, il malessere ed il coraggio, nonchè la volontà unita alla rabbia ed alla determinazione, hanno portato il gruppo di Long Island ad un grandioso ritorno. Il disco in questione ha inizialmente spiazzato il sottoscritto, abituato all’ incredibile immediatezza dei loro precedenti lavori. “The Walking Wounded” è un disco raffinato, maturo, poliedrico, ricco di momenti molto intensi. Ce ne si accorge immediatamente ascoltando la opening track, con il suo rock energico che non disdegna di abbracciare sentori folk e si adorna di poderosi guitar solo, come mai non se ne erano sentiti dai nostri beniamini. Se alcune tracce possiedono ancora il marchio di fabbrica Bayside, ovvero quell’attitudine diretta che li ha resi famosi (ascoltare “Dear Your Holiness” e ”Thankfully” per credere), altre prendono sentieri non privi di soluzioni ricercate e sempre coadiuvate dalla giusta carica emozionale (“They’re Not Horses, They’re Unicorns” e la deliziosa “A Rite Of Passage” su tutte). Come sempre il valore aggiunto della band, ça va sans dire, è rappresentato dalla voce ma soprattutto dai testi di Anthony Ranieri. Parole in cui ci si potrebbe ritrovare ognuno di noi, grazie ad una complessa semplicità semantica che accappona la pelle e lascia senza fiato. Non è cosa facile descrivere e mettere su sei corde in poco meno di 45 minuti l’universo problematico di un venticinquenne, la spersonalizzazione delle nostre vite, la dolce crudeltà delle donne di cui ci innamoriamo, la precarietà di un mondo che ci fa vivere sul filo del rasoio (“Carry on, with the guise of a sheep in a storm”), le ebbre notti che ci accarezzano di sogni per qualche ora, le proprie debolezze e la tremenda fatica nel doverle sempre dissimulare (“You could play all day and tell your friends that everything's alright. The truth is that your heart collapsed two years ago tonight”). I Bayside sono uno dei pochi gruppi che riescono a farlo e suonarlo, senza nessuna etichetta e con un sound talmente particolare da fare gola a tutta la schiera di “fake bands” progettate a tavolino, piene nel conto corrente ma vuote nell’anima.
Ad avercene di gruppi così…
Gianni

Myspace: www.myspace.com/bayside