martedì, luglio 24, 2007

Supereroe contro la municipale...

Già da un pò di tempo, un blog narra le gesta di Chuck Norris, popolare paladino della giustizia formato fiction americana. In questo sito vengono esaltati ironicamente tutti i possibili poteri di Chuck Norris al punto da creare un libro che ha spopolato anche negli scaffali delle librerie.
Ebbene anche noi abbiamo un eroe che vorremmmo farvi conoscere; è un pò diverso da Chuck Norris perchè i suoi poteri, seppur infiniti, sono limitati all'uso dell'autovettura, ma ora bando alle ciance lasciamo spazio a qualche testimonianza sulle possibilità del nostro eroe:
  • Se una ragazza vuole cambiare radicalmente acconciatura le basta fare la Serravalle con Ronny...
  • I limiti di velocità di 50 km/h in città e 130 km/h in autostrada, per Ronny, sono limiti nel senso che, una volta toccati dal suo tachimetro, sono il segno che si sta addormentando...
  • Se mangi in macchina di Ronny, nel momento esatto in cui lui sta frenando, hai già digerito...
  • Ronny le uniche lezioni di scuola guida che conosce sono quelle che tiene settimanalmente agli istruttori come corso di aggiornamento...
  • Una ragazza ha chiesto a Ronny di fare un weekend in liguria, si è addormentata un paio d'ore in macchina, si è svegliata di fronte alle ramblas a Barcellona...
  • Ronny non corre in macchina, semplicemente cammina, sono gli altri che hanno inventato il termine correre per stargli dietro...
  • Quando Ronny è andato a Montecarlo, nonostante il traffico e le altre macchine, ha fatto il nuovo record del circuito...
  • Se stai superando Ronny in macchina, svegliati perchè stai sognando...
  • Da bambino la Peg Perego di Ronny faceva i 120...
  • Ronny non è mai contromano, sono gli altri che non hanno capito che la freccia indica lui non il senso di marcia...
  • I "dischi" dei freni di Ronny sono nella classifica europea dei più venduti da un anno e mezzo...
  • Quando Ronny ti taglia la strada nell'asfalto si crea una falla di mezzo metro di larghezza...
  • Se Ronny si ferma in autostrada il rifornimento e il cambio dell'olio, per non fargli perdere tempo, glielo fanno in 7 secondi e 4...
  • Quando Schumacher ha gareggiato sulla pista d'atterraggio con un caccia dell'aeronautica militare, quel puntino davanti ad entrambi era la Clio di Ronny...
  • Se arrivi con l'aereo da Linate o Malpensa e Ronny ti deve venire a prendere dall'altra parte della città, basta che gli fai uno squillo quando ritiri la valigia, poi lo trovi fuori che fuma una sigaretta...
  • Quando Ronny viene fotografato dall'autovelox non gli spediscono la multa a casa, i poliziotti la stampano in grande e se la appendono come poster in camera...

martedì, luglio 17, 2007

Vota il più ubriaco...

A destra, nei link, si può votare quale tra questi fantastici soggetti fosse più ubriaco alla festa di venerdì sera.
Io non sapevo chi premiare così ho messo le foto di tutti e lascio a voi la decisione sull'Oscar "non mi reggo in piedi" 2007...
P.S.: probabilmente la prima volta si apre il sondaggio di youkuki che è il "grande servizio" che fornisce il sondaggio, dalla seconda volta si può votare!




Foto 1
Foto 2
Foto 3
Foto 4
Foto 5

venerdì, luglio 13, 2007

Discorso...discorso...discorso...

"Perché, in generale, si sfugge la solitudine? Perché pochi si trovano in buona compagnia seco".
(Carlo Dossi)


Già. A parte il fatto che io sia il cattivo compagno di me stesso (ma questo è risaputo)…chi al mondo potrebbe disdegnare un compleanno in compagnia di amici e conoscenti? Manca qualche ora e la lancetta dell’orologio segnerà l’inesorabile inizio del mio primo quarto di secolo. Anticipare il cosiddetto discorso può sembrare squallido e poco personale. Tuttavia ho deciso di scrivervi qualcosa sul mio blog per due motivi. In primo luogo, e lo sapete, certe cose mi imbarazzano alquanto e finirei per dire le solite barbose e routinarie frasi di circostanza. In secondo luogo, dopo la mezzanotte, la mia capacità di formulare periodi di senso compiuto sarà seriamente messa in discussione dalla rattazziana leggerezza dei cocktail che ingurgiterò. Detto questo, posso incominciare a ringraziarvi, partendo dalle due splendide creature che mi hanno dato la vita. Grazie Papà, scommetto che sei orgoglioso e fiero di me anche quando combino le peggio stronzate o ti faccio imbestialire con le mie cupe scenate. Non riuscirò mai a ricambiare tutto il tuo affetto e la tua dedizione nei miei confronti, spero mi perdonerai per questo. Grazie Mamma, grazie per tutto. Per non aver abortito (i Vandals insegnano, eheheh!) il giorno in cui hai scoperto che qualcosa ti stava nascendo dentro, per il coraggio e l’altruismo che hai avuto nei miei confronti nonostante la situazione e la tua giovane età. Grazie per l’ammirevole forza con cui affronti le carezze e gli schiaffi di questa vita, sei un punto di riferimento che non potrei mai sostituire. Grazie nonna Odilla, a settantadue anni è difficile essere bellissimi e affascinanti, ma tu lo sei ancora. Il tempo con te si ferma, e si incazza di brutto perchè non riesce a toglierti nulla. La tua energia è inesauribile così come la tua saggezza, ed io sono un nipote molto fortunato, forse troppo. Grazie ai miei fratelli Alice e Matteo. Grazie per la pazienza con cui sopportate e supportate questo fratellone che dimora sulle nuvole, così fragile e complicato e a volte difficile da comprendere. Grazie Camilla, grazie per le tue coccole, date sempre nei momenti in cui ne ho più bisogno. A volte mi stupisce la tua dolcezza e le attenzioni che mi riservi, sono pregi rari se si considera la generale indifferenza e personalità dei felini. Ma tu per fortuna non sei un gatto qualunque. Grazie alla famiglia che ho perso lungo il cammino. Grazie ai miei nonni. Gina, scusa per essere stato un nipote assente e per non aver potuto coltivare un rapporto migliore. Mario, purtroppo non ho avuto il tempo di conoscerti, ma sono sicuro che eri una persona fantastica. Bruno, quando te ne sei andato hai lasciato un vuoto enorme in tutti noi. Se penso a tutto quello che hai fatto per me, fino alle ultime forze che ti rimanevano, non posso che essere onorato di avere avuto accanto una persona così squisita. Un pensiero speciale va alla mia Carlotta, grazie per essermi stata sempre fedele e aver camminato al mio fianco per diciassette anni. Troppo pochi per il cane stupendo che eri. Un giorno ci rincontreremo, ed il solo pensiero mi rende pazzo di gioia. Grazie ai miei amici veri, che oramai fanno parte della mia famiglia. Grazie alla mia Vale aka Wompa, una vera e propria sorella. Il bene che ti voglio è troppo grande per poterlo svilire in poche battute sul pc, mi basta che tu lo capisca con i miei abbracci, i miei sorrisi, i miei sguardi, le mie parole ma anche i miei silenzi. Michele, forse non te l’ho mai detto quanto sia stato importante quel giorno di settembre del novantatrè (o forse novantaquattro), quando mi hai parlato per la prima volta. Tra le file dei banchi, così scriccioli e timidi, me lo ricordo ancora come se fosse ieri. Quello è stato l’inizio di una amicizia vera, che ha superato distanze, incomprensioni, sbalzi di umore e periodi altalenanti, ma che continua più forte di prima, e spero per te sia lo stesso. Giorgio, non posso non dimenticare tutto, e non voglio proprio farlo. Certo, le cose sono cambiate ed è inutile negarlo, ma continuo a volerti tanto bene. Quando mi chiedesti di parlare senza peli sulla lingua, beh io l’ho fatto, anche se ora non te ne accorgi. La mia preoccupazione non scaturisce dall’orgoglio, ma dal mio volerti bene, e voglio che tu lo capisca. Ringrazio di cuore il mio socio di blog, di università e di vita Marco aka Pinotto. Grazie per avermi permesso di conoscerti più a fondo, sei un amico meraviglioso, ma questo lo sanno tutti e forse è scontato dirtelo. Sei l’unica persona di mia conoscenza che riesce a sdrammatizzare con simpatia e intelligenza anche le situazioni più “pese”, non cambiare mai perché i tuoi pregi sono rari come diamanti puri. Grazie al mio “orsacchiotto” Ronny. Sei un pazzo scatenato, e a volte mi fai veramente incazzare come una vipera che sbava veleno dai canini, ma sappi che sei e sarai sempre importantissimo per me e ti reputerò un amico con la A maiuscola, nonostante i nostri piccoli screzi. Un pensierino particolare a Roby aka Topoplotter, che mi sta inconsciamente regalando un sogno. Ai miei “negri” Pippo, Guaro, Costa e Bedo. Alle altre mie amiche, nessuna esclusa, ma ad una in particolare (vediamo se capisci!). A Francesca aka Belle, al lato di lei che prima non conoscevo e ho piacevolmente conosciuto quest’anno, e al suo incazzarsi che tanto mi eccita (yak yak!!). Ad Ale, che mi insegna moltissime cose ancora adesso, nonostante non sia più un suo alunno tra i banchi del liceo. Grazie a tutti quelli che, volontariamente o meno, mi hanno fatto riflettere su quello che mangiavo fino a sette mesi fa, e mi hanno spinto ad adottare una dieta alimentare meno crudele. Perchè odiare o fregarsene è facile, ma per amare ci vuole sempre molto coraggio e un pizzico di sacrificio. Un sentito grazie alle persone che per ingenuità e/o ignoranza e/o cattiveria pura mi hanno fatto soffrire in questi ultimi anni. Sappiate che le vostre pugnalate mi hanno reso più forte e più consapevole di prima. Le vostre mancanze di rispetto e umanità mi piegheranno pure, ma non riusciranno mai a spezzarmi. Dovrei ringraziare altre persone, altri amici, altri legami forti che ho stretto in questi ultimi anni, ma ci impiegherei una vita e soprattutto vi annoierei a morte. Il mio grazie ve lo dirò a voce stasera, tra le risate ed i bicchieri, tra i baci sulle guance e le pacche sulle spalle. Ognuno di voi è un piccolo tassello che va a formare il mosaico detto Nicolò. Senza di voi non sarei quello che sono, senza di voi sono nulla. Grazie a tutti quanti, grazie davvero. So proud of you…
Gianni

lunedì, luglio 09, 2007

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

“It’s no surprise to me I am my own worst enemy…”
(Lit)

Sono a casa, ma purtroppo non è casa mia. Le macerie stanno ancora occludendo la via a quel piccolo pancino di cemento che mi fa da incubatrice da ventidue anni circa, e non vedo l’ora di ritornare a riempire quella stanza di odori, musica, noia e rabbia. Dormo su un divano. Alloggio in un loculo che non è (e non sento) mio. Non sono in vacanza, ma è come se lo fossi, dato che non mi sto sbattendo a sufficienza riguardo i miei impegni, riguardo ai patti che feci con me stesso, ovviamente e come al solito mai mantenuti. Mi si taccia di infelicità, la mia genitrice in primis. Va bene, mi ha creato lei. Non per questo però deve aver la presunzione di conoscere ogni cosa della mia vita. Ma soprattutto…cosa cazzo ne sa lei della mia infelicità? E della mia felicità, ne vogliamo parlare? Milioni di cervelli per migliaia di anni hanno provato a darne spiegazioni, e ad un tratto, mater in fabula, arriva lei e mi concettualizza gli stati d’umore, teorizza il mio spleen e millanta antidoti per il veleno che da mesi mi infetta il corpo e l’anima. Non posso darle ragione, ma nemmeno darle torto. In fondo neppure io mi conosco così bene. Neanche il sottoscritto riesce a trovare uno straccio di spiegazione alla sua condizione. E mi stupirebbe alquanto il fatto che potessi riuscire a farlo un giorno. Torno con la mente nel lontano anno duemila, e vedo una discussione sulla felicità con il mio allora professore di filosofia aka Michele Diegoli. Quelle battute scambiate con appassionata vis verbale in orario extrascolastico mi si sono tatuate sui recettori neuronali, e le porterò orgogliosamente con me fino all’ultimo bip sull’ encefalogramma. Ricordo gli spunti buonisti di Seneca, ricordo gli aforismi da orgasmo pseudo-luterano di Russel. Ricordo quella gran frase di Albert Einstein, ancora vivida nella mia mente (“Se vuoi una vita felice, devi dedicarla a un obiettivo, non a delle persone o a delle cose”). Ricordo il cinismo di Schopenhauer, che diceva tramite la bocca di Mike: “La sola felicità è quella di non nascere”. Il mio precettore era, da buon cristiano cultore della vita, di visione diametralmente opposta. Io invece mi trovavo più d’accordo con il buon Arthur. E lo sono ancora adesso. Perché in fondo la felicità terrena equivale a (troppo) pochi attimi della nostra esistenza. La felicità spirituale extraterrena forse è una beffa colossale (ma questo lo scopriremo solo chiudendo gli occhi per sempre). Perché in fondo “la felicità ti sfiora appena, e poi se ne va” aka Gianluca Grignani non è poi così stupido come sembra. La felicità di ognuno di noi si realizza e si consolida sulla infelicità di altre persone aka Turgenev batte Seneca cinque a zero. La mia felicità non potrà mai soprassedere la mia tremenda inettitudine aka Nicolò Cascinu batte Zeno Cosini cinque a zero (ma ai tempi supplementari). I molti “boh” e i troppi “non lo so” scandiscono le mie giornate come tanti sassolini che scendono vorticosamente lungo una clessidra di alabastro dannatamente piccola. Una bottiglia di Malvasia di discreta annata giace vuota accanto al mio laptop, in quanto stasera si è gentilmente offerta a divenire vittima sacrificale della mia avidità. Forse mi aiuterà ad allontanare la malsana voglia di vedere programmi o film inutili alla televisione. Forse mi servirà da lucchetto per chiudere le porte ai demoni che mi fanno visita durante la notte. Oggi uno stupido e impossibile messaggio sul MioSpazio mi ha reso felice per un decimo di secondo. Magari è proprio questo il segreto della felicità costante, essere totalmente ingenui e credere nell’impossibile, come da piccoli si crede alle favole. Il fatto è che sono cresciuto troppo velocemente. Il mio Babbo Natale è diventato un vecchiaccio annoiato. La mia principessa è stata divorata viva dal drago, ed io sono rimasto un rospo cinico e troppo spesso ignorato. Sembrerà banale, ma le uniche cose in cui credo ora sono le cozzaglie di sillabe, vocali e consonanti proposte dai miei piccoli eroi in carne ed ossa. E’ in loro che bramo la mia salvezza. E’ in loro che ritrovo la condizione mia e di molti altri. Ci trovo umanità, pregio che difficilmente si trova in giro ultimamente. Ad esempio, un canuto cantautore con la erre moscia ed il vizio dell’alcol può essere molto più affascinante di una Bella (ma) Addormentata nel Bosco, non trovate?
Gianni



Canzone Quasi D’Amore


Non starò più a cercare parole che non trovo
per dirti cose vecchie con il vestito nuovo,
per raccontarti il vuoto che, al solito, ho di dentro
e partorire il topo vivendo sui ricordi, giocando coi miei giorni, col tempo...

O forse vuoi che dica che ho i capelli più corti
o che per le mie navi son quasi chiusi i porti;
io parlo sempre tanto, ma non ho ancora fedi,
non voglio menar vanto di me o della mia vita costretta come dita dei piedi...

Queste cose le sai perchè siam tutti uguali
e moriamo ogni giorno dei medesimi mali,
perchè siam tutti soli ed è nostro destino
tentare goffi voli d' azione o di parola,
volando come vola il tacchino...

Non posso farci niente e tu puoi fare meno,
sono vecchio d' orgoglio, mi commuove il tuo seno
e di questa parola io quasi mi vergogno,
ma c'è una vita sola, non ne sprechiamo niente in tributi alla gente o al sogno...

Le sere sono uguali, ma ogni sera è diversa
e quasi non ti accorgi dell' energia dispersa
a ricercare i visi che ti han dimenticato
vestendo abiti lisi, buoni ad ogni evenienza, inseguendo la scienza o il peccato...

Tutto questo lo sai e sai dove comincia
la grazia o il tedio a morte del vivere in provincia
perchè siam tutti uguali, siamo cattivi e buoni
e abbiam gli stessi mali, siamo vigliacchi e fieri,
saggi, falsi, sinceri... coglioni!

Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata?
Ti dono, se vorrai, questa noia già usata:
tienila in mia memoria, ma non è un capitale,
ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale...

D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni
e pago la mia casa, pago le mie illusioni,
fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi,
aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare,
bere, leggere, amare... grattarsi!
(Francesco Guccini)

martedì, luglio 03, 2007

Le canne a 15 anni no... le anfetamine nell'infanzia....certo!!!

Il testo che riporto qui sotto è preso integralmente da www.prontoconsumatore.it e rappresenta una delle notizie più scioccanti che ho letto in tutto questo periodo. Per certi versi, somiglia alla trama di uno di quei film di fantascienza americani che, appena trovi in tv, inizi uno zapping conpulsivo pur di evitarli.
Tuttavia, in questo caso, è tutto vero; sono fatti accaduti realmente e la conclusione che viene spontanea appena letto e avendo osservato con attenzione gli effetti collaterali è:"ma come cazzo si fa a proibire la cannabis e permettere tutta questa roba?".
Io consiglio ai venditori di marijuana di unirsi e creare una enorme multinazionale con dei lobbisti con le palle. Dopo questo cambiamento, sicuramente, nei supermercati la troveremo al posto dell'aspirina.
L'evento raccapricciante, tra l'altro, parte da una malattia molto rara nei bambini...tenetevi forte...la "sindrome da iperattività"; che uno dice, vabbeh, ce l'ha mio nonno di 90 anni che si tromba la donna delle pulizie e la badante, magari mezza pillola una tantum per calmarlo gliela dò.
Invece no, questi geni della medicina l'hanno riscontrata nei bambini. Ne avranno come minimo beccati dieci a giocare a pallone in cortile e avranno sentenziato: qua serve un farmaco potentissimo per calmare questi scalmanati.
Ma sì, poi chissenefrega se dopo averglielo somministrato gli viene tachicardia, depressione, dolori al petto,convulsioni... per citarne solo qualcuno a caso...



Il Tar respinge il ricorso di “Giù le mani dai bambini”: Ritalin in commercio

Il Ritalin, discusso farmaco per bambini a base anfetaminica, sarà disponibile in commercio, così come deliberato dal Ministero della Salute. Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta dell'associazione “Giù le mani dai bambini” di sospendere il provvedimento con il quale il Ministero ha approvato l'immissione in commercio del farmaco.
Il Ritalin, farmaco per bambini a base anfetaminica al centro di mille polemiche, sarà disponibile in commercio, così come deliberato dal Ministero della Salute. Il Tar del Lazio ha infatti respinto la richiesta dell'associazione ”Giù le mani dai bambini” di sospendere il provvedimento di immissione in commercio del farmaco.

Il Ritalin è al centro di innumerevoli polemiche in quanto la sua molecola appartiene al gruppo delle anfetamine, sostanze universalmente riconosciute come droghe pericolose anche per gli adulti (e infatti illegali). Dall’introduzione del Ritalin, sono stati documentati ben 160 casi di morte da assunzione del farmaco, 2993 casi di reazioni avverse anche gravi e centinaia di migliaia di casi di dipendenza in tutto assimilabile a quella da anfetamine. Alcuni studi hanno anche ipotizzato un forte potenziale cancerogeno della sostanza. Si capisce quindi l’alzata di scudi di associazioni e operatori del settore, che non è stata tuttavia sufficiente a bloccare l’introduzione in Italia del farmaco. Se i sostenitori del Ritalin sostengono che in Italia la somministrazione del farmaco sarà controllata e non selvaggia come negli Usa, i suoi oppositori, oltre a ribattere sulla evidente pericolosità della sostanza, esprimono anche forti dubbi sull’effettiva esistenza dell’ADHD, la patologia che il Ritalin dovrebbe curare.

I bambini dalla sindrome ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ovvero “sindrome da iperattività”) sono iperattivi, deconcentrati, assumono comportamenti che il genitore fa difficoltà a gestire. Occorre però prestare attenzione al fatto che non si tratta di una malattia in senso stretto ma di una serie di comportamenti che sono etichettati come sindrome da iperattività. In sintesi, l’ADHD è un disturbo psichiatrico caratterizzato da deficit di attenzione, impulsività e iperattività. Secondo i ricercatori il disturbo può avere una causa genetica, anche se tale tesi è smentita dal fatto che ad oggi non è stato individuato alcun fenotipo per l'ADHD. In molti casi si registra una remissione spontanea dei sintomi con l’avanzare dell'età del soggetto, anche in pazienti non sottoposti a terapia. Secondo altri ricercatori, semplicemente, la sindrome da iperattività non è una malattia.

Secondo il dottor Fred Baughman, neurologo infantile e membro dell'American Academy of Neurology, “la psichiatria biologica in quarant’anni non ha mai confermato l'esistenza di anomalie, "squilibri chimici" o disturbi "neurologici", "biologici" o "genetici" in una sola delle sue diagnosi o delle condizioni di cui afferma l'esistenza”. Tale tesi è sostenuta anche da una parte significativa della comunità scientifica italiana: la professoressa Emilia Costa (prima Cattedra di Psichiatria dell'Università "La Sapienza" di Roma) afferma infatti che la diagnosi di ADHD è inconsistente, e non giustifica il trattamento farmacologico.

Trattamento che avverrebbe in questo caso con un farmaco che presenta impressionanti effetti collaterali; lo psichiatria Peter Breggin riferisce infatti i seguenti effetti collaterali da Ritalin:

Funzioni Cardiovascolari: Palpitazioni - Tachicardia - Ipertensione - Aritmia cardiaca - Dolori al petto - Arresto cardiaco

Funzione cerebrali e mentali: Mania, psicosi, allucinazioni - Agitazione, ansia, nervosismo - Insonnia - Irritabilità, ostilità, aggressione - Depressione, ipersensibilità emozionale, pianto facile, introversione - Riflessi ridotti - Confusione - Perdita di spontaneità emozionale - Convulsioni - Comparsa di tic nervosi

Funzioni gastrointestinali: Anoressia – Nausea e vomito - Mal di stomaco, crampi - Bocca arida - Costipazione, diarrea

Funzioni endocrine e metaboliche: Disfunzione della ghiandola pituitaria, alterazione della produzione dell'ormone della crescita e della prolattina - Perdita di peso - Arresto o ritardo della crescita

Altre funzioni: Visione sfumata - Mal di testa - Insonnia - Depressione - Iperattività e irritabilità - Peggioramento dei sintomi caratteristici dell' ADHD - Ridotta capacità di comunicare e socializzare - Aumento del gioco solitario e diminuzione del periodo complessivo di gioco - Tendenza ad essere socialmente inibito, passivo e sottomesso - Piattezza emozionale.

lunedì, giugno 25, 2007

Senza parole, Pinotto



Nella redazione di Playboy, probabilmente, avranno trovato la modella non perfetta per la foto in questione e hanno scelto di ritoccarla.
Tuttavia, hanno dimenticato una parte abbastanza visibile del corpo umano, soprattutto quando si indossa un bikini...
I lettori della rivista, a seguito dello strafalcione, si sono infuriati e pretendono, d'ora in poi, di poter vedere nelle foto ragazze reali e non corpi perfetti ritoccati al computer.
Beh, secondo alcuni punti di vista, il ritocco con i programmi di grafica alle foto non è poi così negativo.
Chiedete a qualche politico italiano l'effetto sulla sua immagine se le modifiche tramite pc venissero eliminate...

martedì, giugno 19, 2007

Ragnatele sulla Moratti

Hanno recintato le Colonne di San Lorenzo, uno dei pochi ritrovi estivi nelle nottate milanesi. Per di più, lo hanno fatto senza creare valide alternative, cercando probabilmente di ottenere un fenomeno Cocoon all'inverso ovvero che i giovani della nostra città diventino rapidamente dei sedentari ottantenni senza pretese goliardiche e con poca voglia di fare casino.
I vertici della politica milanese, però, non avevano tenuto conto di un supereroe che è venuto a salvarci. Qua sotto c'è il link del video della sua impresa...

Video Spiderman

Per reagire tutti insieme a questa decisione assurda, il 30 giugno 2007, in piazza Leonardo a Milano, zona Politecnico, dalle 22 fino a tarda notte, si organizza il Botellon.
Il Botellon è una tradizione spagnola che viene importata a Milano per cercare di riunire più persone possibile(in Spagna sono arrivati anche a 30.000) e far capire a coloro che vogliono vederci chiusi in casa che sappiamo divertirci senza spendere 30 euro per andare in discoteca.
Per cui basta poco: una bottiglia di vodka lemon, di vino o di cuba libre magari con una chitarra o uno jambè ma soprattutto con tanta voglia di far festa.
Perchè secondo me è meglio un cuba oggi(o il 30 giugno) che una Moratti domani.

lunedì, giugno 18, 2007

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni




Hopesfall: Magnetic North (Trustkill 2007)
Voto: 9



Torniamo un pochino indietro nel tempo. E’ passato quasi un lustro da quando il buon Bedo mi mise tra le mani quel gran capolavoro chiamato “The Satellite Years”. Quel disco mi ha emozionato, l’ho amato alla follia, con le orecchie e con il cuore, e tuttora gli attribuisco un gran valore sia artistico che affettivo. Due anni dopo fu partorito “A Types”, un full-lenght di discutibile qualità, vuoi per le melodie a tratti (fin troppo) ripetitive, vuoi per le linee vocali (fin troppo) pulite, vuoi per la struttura (fin troppo) scontata di alcuni brani. Il futuro degli Hopesfall sembrava così assumere i grigi contorni di una band che avrebbe avuto poco da dire e da dare a critica e fans, ma per fortuna tutto questo è stato scongiurato da “Magnetic North”. Un lavoro audace e sopraffino, profondo e grintoso. I cinque musicisti del North Carolina hanno deciso di comune accordo di togliersi di dosso ogni possibile etichetta, per andare ad esplorare più territori sonori possibili. C’è davvero di tutto. Ci sono sentori di alternative rock, grunge, metal, pop, senza però scordarsi di quel post-core emozionale da cui sono partiti e che li ha resi famosi. “Rx Contender The Pretender” dà il miglior inizio alle danze, ha la stessa nervosità che puoi trovare nei dischi dei Glassjaw, ti schiaffeggia con quelle esplosioni di rabbia che tanto ricordano “The Satellite Years”. “Swamp Kittens” sorprende per le molteplici soluzioni e per gli incantevoli bridges. Le tracce “Cubic Zirconians Are Forever” e “East of 1989; Battle Of The Bay” sono i momenti più soft di questo aeroso excursus sonoro, ma meritano particolare attenzione per le preziose ed avvolgenti trame strumentali di cui sono intessute. “Secondhand Surgery” ha quel classico ritornello che ti entra in testa e non si scolla più. Degni di nota anche i tre interludi della durata di circa un minuto ciascuno, davvero un ottimo collante che, unendo in maniera saggia le canzoni, dà ampio respiro e continuità al viaggio nel “Nord Magnetico”. L’impianto ritmico per tutta la durata del disco è da applausi a scena aperta. Mr. Jay Forrest sforna liriche intense e stavolta sembra sentirsi a proprio agio sia con le melodie che con gli impeti scream, mentre i due chitarristi Joshua Brigham e Dustin Nadler si intrecciano in arpeggi soavi e “spacey”, dilatando le atmosfere e cancellando i confini spazio-temporali. “Magnetic North” non può emulare gli antichi fasti sopraccitati, ma è comunque un disco da avere assolutamente, da assaporare in ogni suo singolo riff, in ogni singolo cambio di tempo. Chi mai può riuscire a trovare equilibrio e carisma su quel discrimine sottile che sta tra undergound e mainstream? Beh, cari amici, la risposta è una e una sola: gli Hopesfall!
Gianni

Website: www.hopesfall.com
Myspace: www.myspace.com/hopesfall

venerdì, giugno 15, 2007

Senza parole, Pinotto


Il co-autore di questo blog voleva tenerci nascosto il suo lavoro all'ippodromo.
Dopo ricerche spasmodiche e grazie all'aiuto di qualche paparazzo amico di Corona, tuttavia, siamo riusciti a scoprirlo...

martedì, giugno 12, 2007

Marketting





Marketting, ovvero un termine che denota la prostituzione nelle interviste di mercato. Nessuna attività al giorno d'oggi si avvicina alla marchetta quanto l'intervista di gruppo su marche o prodotti di consumo. E come nel caso del lavoro di strada l'intervistato deve essere disponibile su tutto e pronto a qualunque cosa.
In che senso?Beh nel mio in questi casi:
Non usi il cellulare preferisci il telefono di casa, chiami solo col cellulare, mangi caramelle, mangi gelati, mangi le merendine mulino bianco che sono il tuo dolce preferito, compri la Gazzetta tutti i giorni con gli inserti utili ed economici da 9 euri e 90, non usi i mezzi Atm perchè sono sporchi per questo hai comprato lo scooter, hai l'abbonamento ai mezzi perchè sono comodi ed efficienti, bevi birra e ne conosci quasi tutte le marche, fai sport tutti i giorni conduci una vita sana e consumi Gatorade, ti piace così tanto che te ne fanno provare 8 tipi diversi alle 8 e 15 di mattina roba da correre la Stramilano a gattoni, pur essendo un ragazzo usi collanine, anelli al pollice, braccialetti che cambi ogni giorno, quando entri nei negozi di abbigliamento noti solo la Puma, per questa volta, altre volte noti solo Nike, Adidas o Le Coq Sportif...
Insomma, in pieno stile marchetta, la finzione svolge il ruolo della protagonista.
Il tutto per ben 10 euri di buoni benzina all'ora, a volte mi viene il dubbio che, fingere per fingere, varebbe la pena comprare una bella tuta da benzinaio, aspettare il primo pirla che fa 20 euro di benza alla macchina e scappare coi soldi.
Almeno, così, i ruoli che dovrei recitare sono solo 2, ladro e centometrista; le altre 100 personalità diverse che ti richiedono nelle interviste, potrei lasciarle a casa.

martedì, giugno 05, 2007

Numeri di un viaggio epico, Rock im Park 2007

10. I protagonisti dell'Odissea moderna.

9. Quelli che avevano i documenti giusti per varcare il confine svizzero. Quello rimanente vi starete chiedendo?Beh chiedete a Ronny...

8. di sera ovvero l'orario di chiusura del valico del San Gottardo che ci ha regalato una bella escursione in montagna in piena notte...

7. Le lettere che compongono il commento comune a seguito della multa presa in Austria nel viaggio d'andata dell'ammontare di 120 euri!!!A voi l'interpretazione del commento...

6. Sono le consonanti e le vocali che creano la parola magica Toi Toi, quell'oggetto mistico horror trash fetish che comparirà nei miei incubi per i prossimi tre mesi...

5. Le persone che avrebbero dovuto dormire nella tenda/bungalow di Ronny se un grandissimo figlio di troia, che spero sia finito di testa in un Toi Toi, non gliela avesse rubata...

4. Incredibile ma vero, le ore che sono state necessarie per trovare l'auto parcheggiata 4 giorni prima. Ore passate tra circonvallazioni norimberghese, sciure che non sapevano l'inglese, benzinai bastardi che davano informazioni sbagliate ma soprattutto tanto tanto asfalto percorso in quel labirinto di merda che risponde al nome di Nurberg...

3. Se la memoria non mi inganna sono i concerti visti a gruppo unito e cioè Muse, Smashing Pumpkins e Slayer; non a caso il nostro soprannome è diventato Lost im Park...

2. L'ora del mattino in cui i nostri eroi hanno raggiunto la loro città di provenienza...

1. Uno cinque zero ovvero 150. Il magico numero di salviette contenute in una scatola acquistata per soli 49 cents al supermarket. Questi oggetti dai poteri soprannaturali per molti hanno sostituito la doccia per l'intera durata della vacanza...

0. le canzoni che Nicolò non sapeva a memoria, momenti di panico quando sia Matthew Bellamy che Billy Corgan stavano per fare figure tragiche scordandosi parti dei loro testi ma per loro fortuna è bastato osservare il labiale del nostro musiconniscente per salvare la faccia...

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

Don’t you know that we can never die? We are stars…
(Billy Corgan)

Sono tornato da poco dalla festosa Germania e mi servirebbero cent’anni di riposo, per poter recuperare tutte le energie spese. Di stelle ne abbiamo viste molte in questi giorni. Quelle che stanno in cielo, quelle che stanno su di un palco e per i fans hanno più autorità di qualsiasi primo ministro del pianeta, quelle che ho visto brillare negli occhi emozionati di persone come me, che si perdono nelle strofe dei loro eroi, e ne fanno preziosi focolai di riflessioni e pensieri. Ho scoperto che partecipare ad un festival di questa portata richiede molta più preparazione di quella che si pensa di avere all’inizio. Preparazione “spirituale”, non solo fisica. Bisogna saper vivere ogni singolo secondo ed assorbire tutta questa energia come una spugna, per non lasciarla più andare, per poterla portare tutta a casa. Ho notato che i miei soci di viaggio si sono rivelati i migliori soci di viaggio che io potessi avere, ma su questo avevo veramente pochi dubbi a riguardo. Ho capito che il popolo tedesco si può meritare l’oscar per il miglior devasto organizzato sulla faccia della terra. E questo popolo ama la musica, lo vedi dalle mille bocche che si aprono all’inizio di ogni ritornello, lo vedi dalle quasi centomila persone accorse in questo grande parco. 3 giorni sono tanti, troppi e troppo intensi per poterli descrivere tutti, e sinceramente ci sono momenti che in parte preferisco rimangano solo nel mio teschio e nel mio cuore. Ho piccoli frammenti però che vorrei dividere e condividere, piccoli scatti del primissimo giorno, il più intenso.
Gianni


Stelle

La gente di solito
per vedere le stelle
per vederle brillare
fa molta strada
si accampa dove può restare
vada come vada
il resto non è importante
perché se guardi le stelle
di forma piccola o gigante
le senti sulla pelle
che sian piccole o sian grosse
ti senti come loro
supernova e nane rosse
o come il sole fatto d’oro
trovi in esse la tua guida
e vivi nelle loro parole
ti prepari ad ogni sfida
prendi i soci della vita
i compagni di avventura
se la strada tua è in salita
loro tolgon la paura
ci si mette in riva al lago
si preparano le tende
scendon lacrime dal cielo
ma il coraggio non si perde
ci si avvia nel firmamento
tra la pioggia e la fanghiglia
poi si coglie in un momento
tra stupore e meraviglia
la bellezza delle note
vie che mai saranno vuote
quanta gente attorno e poi
quante stelle innanzi a noi
sono belle come dei
quanta gioia nel viavai
tante teste senza guai
che rifuggono la morte
grazie a un manico e sei corde
e le gocce vengon rotte
abbracciate dalla notte
si ritorna nelle tane
con il canto delle rane
ci si stanca nel cammino
chiudo gli occhi
è già mattino
con i segni sulla pelle
di una notte tra le stelle
(Nicolò Cascinu)

domenica, maggio 20, 2007

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni



Club Dogo: Vile Denaro (Virgin 2007)
Voto: 8


18 Maggio. il Cerbero meneghino ritorna con prepotenza sulla scena e ancora una volta lascia il segno, a dispetto della critica, dei detrattori e di tutti quei fan che storcevano il naso rispetto al loro passaggio su major. I cambiamenti li si possono notare ed analizzare, ma la Virgin non ha avuto alcun tipo di influenza in questi, se non a livello di distribuzione e promozione. La prima cosa che balza subito all’orecchio sono i beat (curati come sempre dal bravo Don Joe), diversi rispetto a quelli a cui ci hanno abituato nei lavori precedenti. La ricerca si sposta verso vibrazioni più recenti, che strizzano l’occhio alle sonorità oltreoceano (“M-I Bastard” ne è esempio lampante). I due poeti della strada Jake la Furia e Guè Pequeno sono sempre taglienti come rasoi. Ottimi gli intrecci, ottimo il loro flow. Per quanto riguarda i testi, possiamo dire che girano quasi tutti attorno al concept dell’album, il denaro, il sole nero attorno a cui gira la società. Le parole scorrono veloci e le rime dipingono la vera Milano, quella che sta dietro alla facciata di perbenismo e moralità, quella corrotta e invasa da nouveaux riches, quella dei Club Privè gonfi di prostitute, Vip e cocaina. C’è spazio per la politica ( magnifica la dedica alla Lega Nord di “Spaghetti Western”), per argomenti più soft (“Tornerò Da Re” oppure "Ora Che Ci Penso”), ma anche per momenti più introspettivi (“La Chiave” o “Dolce Paranoia”). Per tirare le somme di quanto detto, “Vile Denaro” rappresenta un buon ritorno, che non ha tradito le aspettative di chi li ha sempre seguiti (ogni riferimento ad altri rapper è tutt’altro che casuale!) ed ha le carte in regola per attirare molti più proseliti per tutto lo stivale. Onore al Dogo!
Gianni

Myspace: www.myspace.com/clubdogo

venerdì, maggio 18, 2007

Proporzioni

Per tutto il periodo in cui ho preparato l’esame di Sondaggi ho cercato di comprendere al meglio possibile il significato della parola proporzione. Poi, a conferma della tesi che quando si cerca qualcosa non la si trova ed essa ricompare solo quando non si ha più l’affanno della ricerca, qualche giorno fa, ad esame sostenuto da un pezzo, nel libro di Giancarlo De Cataldo, Nero come il cuore, ho trovato un esempio perfetto che potesse farmi comprendere a pieno il vocabolo:

Se noi potessimo ridurre la popolazione del mondo intero in un villaggio di 100 persone mantenendo le proporzioni di tutti i popoli esistenti al mondo, il villaggio sarebbe così composto:
ci sarebbero:
57 Asiatici
21 Europei
14 Americani(Nord, Centro e Sud America)
8 Africani
52 sarebbero donne
48 uomini
70 sarebbero non bianchi
30 sarebbero bianchi
70 sarebbero non cristiani
30 cristiani
89 sarebbero eterosessuali
11 sarebbero omosessuali
6 persone possiederebbero il 59 per cento della ricchezza del mondo intero e tutte e 6 sarebbero statunitensi
80 vivrebbero in case senza abitabilità
70 sarebbero analfabeti
50 soffrirebbero di malnutrizione
1 starebbe per morire
1 starebbe per nascere
1 possiederebbe un computer
1(sì, solo 1) avrebbe la laurea.
Se si considera il mondo da questa prospettiva, il bisogno di accettazione, comprensione ed educazione diventa evidente. Prendere in considerazione anche questo.
Se vi siete svegliati questa mattina con più salute che malattia siete più fortunati del milione di persone che non v
edranno la prossima settimana.
Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine dell’imprigionamento, l’agonia della tortura, i morsi della fame, siete più avanti di 500 milioni di abitanti di questo mondo. Se potete andare in chiesa senza la paura di essere minacciati, torturati o uccisi, siete più fortunati di 3 miliardi di persone di questo mondo. Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la testa e un posto per dormire siete più ricchi del 75 per cento degli abitanti del mondo. Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli da qualche parte siete fra l’8 per cento delle persone più benestanti al mondo. Se i vostri genitori sono ancora vivi e ancora sposati siete delle persone veramente rare.
Se avete ricevuto questo messaggio, consideratelo come una doppia benedizione, perché qualcuno ha pensato a voi e perché non siete fra i due miliardi di persone che non sanno leggere.

mercoledì, maggio 16, 2007

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere. Pinotto

Questo titolo è una citazione di Daniel Pennac e mi sembrava, nella forma, il modo sicuramente migliore di chiamare una rubrica in cui parlerò di libri ma allo stesso tempo, nel contenuto, una scelta forse eccessiva perchè,il modo in cui tratterò l'argomento, è molto più semplicistico di quanto il titolo voglia far credere.
Maggio
  • Premio "Correre alla Feltrinelli a comprarlo": Amsterdam di Ian McEwan.
  • Premio "Correre alla Feltrinelli a minacciare la cassiera per farsi ridare i soldi": Amnesie di un viaggiatore involontario di David Madsen.
  • Premio "Libro tutto d'un fiato. Se lo inizi scordati di fare altro": Jackfly di Nicola Scambia.
  • Premio "L' ho iniziato entusiasta l'ho finito a stento": Anversa di Roberto Bolano.

mercoledì, maggio 09, 2007

Finale Coppa Italia

La Roma ha ospitato l'Inter per la finale di Coppa Italia e ha trovato un modo molto particolare per dirle: Inter... Campione d'Italia.

venerdì, maggio 04, 2007

Notizie dal mondo, Pinotto

  1. Bush ha posto il veto al ritiro delle truppe dall’Iraq deciso da Camera e Senato per aprile 2008 con queste parole: «Fissare una scadenza per il ritiro è fissare una scadenza per il fallimento e ciò sarebbe irresponsabile». «I Membri della Camera dei rappresentanti e del Senato hanno adottato un progetto di legge che fa prevalere le opinioni dei politici sul giudizio dei nostri comandanti militari. Così, qualche minuto fa, ho opposto il mio veto». Com’è che faceva la canzone:”Pinocchio ma dove vai?Pinocchio che cosa fai?Pinocchio la fantasia è solo una bugia!”…Burattino. Per favore qualcuno spezzi i fili e tolga questa marionetta dalla testa della più potente nazione del pianeta.
  2. Il presidente del consiglio, Romano Prodi, ha detto di averci ripensato, rispetto a dieci anni fa ,e di essere ora favorevole alle quote rosa che migliorerebbero la posizione delle donne. Il suo portavoce Siriana ha aggiunto che è necessario pensare anche alle quote rosa-azzurre per non scordarsi dei trans…
  3. La Chiesa è seccata perchè i comici portano attacchi terroristici nei suoi confronti, ma io mi chiedo: la Chiesa può farsi i cazzi nostri tutto l’anno e noi non si può obiettare nulla. Ora che qualcuno ha provato a dire qualcosa a lei, subito gli si dà del terrorista. A me, dall’atteggiamento, più che la Cupola del Vaticano mi sembra la cupola di una città qualche regione più a sud…
  4. La Franzoni si lamenta che è stata condannata, Taormina si lamenta che non è più il suo avvocatoe non l'ha potuta difendere ma ci dovremmo lamentare noi. Una volta i bambini c’avevano il mago Zurlì in tv tutto il pomeriggio, ora c’è la Franzoni. Secondo me queste nuove generazioni non cresceranno mica tanto bene…
  5. Mario Giordano, direttore di Studio aperto e giornalista de Il Giornale ha pubblicato con la casa editrice Mondadori un libro: “Senti chi parla. Viaggio nell'Italia che predica bene e razzola male”, son rimasto delusissimo dal volume; vista l’eterogeneità dei suoi datori di lavoro(uno in realtà) pensavo fosse un’autobiografia.
  6. I telegiornali hanno mostrato numerosi servizi sul ritorno alle foto seminuda di Elisabetta Canalis sul mensile Max dopo 5 anni, io però, in questo lasso di tempo, devo essermi perso i numeri in cui si era rivestita…
  7. Claudia Gerini dal palco del concerto del primo maggio ha detto: "Scaricare musica è illegale, è un danno agli artisti" e "Se scaricate film nessuno va più al cinema". Poteva continuare dicendo: non trombate se no rischiate di fare figli, non andate allo stadio se no rischiate di essere menati e non scrivere bigliettini che magari li scambiano per pizzini e vi fate ingiustamente 30 anni di galera.
  8. Berlusconi, dopo la semifinale col Manchester e il raggiungimento della finale contro il Liverpool(Reds è il soprannome in Inghilterra per il colore di maglia), ha lasciato una dichiarazione:”Cazzo per un'analisi effettuata dai miei sondaggisti di fiducia secondo un calcolo di probabilità, con i "rossi" in qualunque campo, porca troia, mi consenta, non dovrei più perdere".

mercoledì, maggio 02, 2007

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

“Nessuno mi pettina bene come il vento”
(Alda Merini)

Sono tutti pronti. Come ogni anno, si ripete il rituale di gioia e di protesta che invade il centro di Gotham City. Le note vibrano potenti dai muri di casse che si stagliano sopra i camion e i furgoni. Vengono distribuiti flyer. Politicamente appassionati e non. Un grido si alza e investe tutta la folla: “MAY DAY, MAY DAY!”. Signore e signori, che si dia inizio alle danze. Le danze di chi ogni giorno balla, ma su di un filo di seta. Un equilibrio precario, voluto da un sistema che esige repentina flessibilità da una società che non è pronta a soddisfarne le richieste. E le persone che sono venute qui lo sanno bene. Una miriade di eterni stagisti, insegnanti, collaboratori “a progetto”, studenti preoccupati del loro futuro e così via. Questa è la nuova orda d’oro, la massa critica che raramente viene ascoltata. Ma oggi è un giorno diverso. Oggi si fanno sentire, non importa con che slogan o con quale musica. Vedo accanto all’impegno un divertimento senza freni. Mi stacco dal gruppo di amici incontrati all’inizio e abbandono la techno-trance. Mi abbandono ai mille volti sorridenti che incrocio per la strada, accompagnato solo da una birra ghiacciata. Sto camminando da solo ma è come se non lo fossi. Il vento si insinua nei capelli e nelle fenditure della camicia, dando sollievo a tratti. Il senso di comunità che pervade il mio corpo è un sentimento che raramente mi capita di provare, e oggi ne ho piene le vene. Sono parte della grossa arteria pulsante che scorre verso il Duomo. Anello di una enorme catena di solidarietà. Magnifico il carro dello Spazio Petardo, magnifica la loro oriunda canzone dedicata alla nostra Madunina. Non ho portato la macchina fotografica, ma con gli occhi sto scattando ricordi di altissima qualità. E’ bello ogni tanto incontrare Bref. Le poche volte che ci sono uscito assieme, mi sono sempre sentito a mio agio. E’ bello raccontarsi della propria vita a vicenda. Dei miei continui lassismi, del suo continuo cercare. Di Berlino, e della vita in Tedeschia. E’ bello sapere con sorpresa che suo fratello minore proprio questo giorno suona in un gruppo che volevo sentire dal vivo. Guardo i musicisti che si alternano sull’improvvisato palco e sento un leggero senso di invidia. Guardo con sorpresa la persona che è fatta della stessa sostanza di cui sono fatti i miei sogni. E’ bello notare che il mondo è piccolo, ma accorgersi che lo è troppo non è affatto rassicurante. Sembra che io debba sempre fare i conti con il mio tormento, fare i conti con me stesso. Perché le frasi che si pronunciano devono essere sempre frasi di circostanza? Perché non ci si riesce una volta, ad aprirsi un pochino? Mi intimorisce quando non ho risposte pronte. O quando non voglio proprio accettarle. Quando la quantità di domande vela con un drappo di velluto scuro la realtà dei fatti, proprio come la notte stende il suo manto su piazza Cairoli. Cammino verso casa, uso i piedi per non rompere la magia della giornata. Una bellissima giornata. Lupus in fabula, la modalità shuffle del mio aipod mi invita ad ascoltare la voce di Chris Martin, come volesse farmi impersonare nelle parole di quella canzone, farmi riflettere ancora un pò. O forse è solamente suggestione. Chi lo può mai sapere…
Gianni

Shiver

So I look in your direction,
But you pay me no attention, do you?
I know you don't listen to me,
'Cause you say you see straight through me, don't you?

But on and on, from the moment I wake,
'Till the moment I sleep,
I'll be there by your side,
Just you try and stop me.
I'll be waiting in line,
Just to see if you care.

Did you want me to change?
Well I changed for good.
And I want you to know,
That you'll always get your way.
I wanted to say...

Don't you shiver,
Shiver,
Sing it loud and clear,
I'll always be waiting for you.

So you know how much I need 'ya,
But you never even see me, do you?
And is this my final chance of getting you?

But on and on, from the moment I wake,
'Till the moment I sleep,
I'll be there by your side,
Just you try and stop me.
I'll be waiting in line,
Just to see if you care.

Did you want me to change?
Well I changed for good.
And I want you to know,
That you'll always get your way.
I wanted to say...

Don't you shiver,
Don't you shiver,
Sing it loud and clear,
I'll always be waiting for you.

Yeah I'll always be waiting for you,
Yeah I'll always be waiting for you,
Yeah I'll always be waiting for you,
For you,
I will always be waiting.

And it's you I see,
But you don't see me.
And it's you I hear,
So loud and so clear.
I sing it loud and clear.
And I'll always be waiting for you.

So I look in your direction,
But you pay me no attention.
And you know how much I need you,
But you never even see me.
(Coldplay)

domenica, aprile 15, 2007

Potere alla Parola...In Libertà! (sempre a cura del vostro Gianni)

“You can’t always get what you want”
(Mick Jagger, Keith Richards)


Ci risiamo- un'altra volta- la- primavera- bussa- alla mia porta- il freddo siderale- non esiste più- mentre- raccolgo energie- e medicine- per non patire- i malanni delle- cose nell’aria- ma la stagione è così- take it- or leave it- frastornato- respiro- a fatica- fazzoletto in mano- cammino- e faccio- girotondi di quartieri- per dare- senso- alla- lunghezza- della sera- alla- lancetta- che corre in- slow motion- proprio- come la- mia voglia- di affrontarmi- la mia non voglia- di moderarmi- mi avvolge- nei piaceri effimeri- intrugli liquorosi- che scaldano- la gola- assieme a ghiaccio- e coca cola- il tabacco- si colora- di verde- quel verde- che fu caro- a Re Salomone- e mentre- si forma la foschia- dando- qualche boccata- la pupilla- si dilata- e si aprono- le porte- della falsa illuminazione- la distorta- percezione- rende la mente- un labirinto- ma Dedalo- sembra non aver- progettato l’uscita- costringendomi- a vagare- divagare- errare ramingo- troppo a lungo- e cercare- nel buio- una piccola fiaccola- ma- la vita è breve- soprattutto- a Milano- e ci induce- a brusche virate- nel traffico- per portar la prua- nei mille luoghi- di nightlife- per farsi trovare- sempre- in movimento- uno statico dinamismo- del momento- che mette i brividi- ci circondiamo- di persone- procacciamo relazioni- per nascondere- il fatto che- in realtà- siamo tutti- molto soli- e non ci resta altro- per- curare- questo male- che ridere- e scherzare- bere- e dimenticare- baciare- ma senza amore- perché- il male d’amore- non è- male di miele- e le ferite d’amore- si curano- con limone e sale- ci fanno- soffrire- ci fanno dannare- ne si sa abbastanza- in merito- alla questione- e quanto darei- per gestire meglio- questi giorni- passati- a maledire- la mia timidezza- a fantasticare con dolcezza- su di un nome- a tendere l’orecchio- per carpire- quelle parole- a cercare l’ebano- di quei capelli- in ogni donna- senza neppure volerlo- diventi- il mio supplizio- la mia Waterloo- senza armistizio- ormai le conosci- quelle mie- occhiate clandestine- e perdonami- se quel che faccio- è imprigionarti in poche rime- poiché non libero il mio coraggio- ti contengo- in qualche strofa- come tu- contieni me- in questa- onirica cella- e mi costringi- a viverti- in quelle mezz’ore- solo trenta minuti- e il resto- ormai- non conta più
Gianni


30 MINUTES

There are times that I should try
To roll the dice and play with fate
Pretend this guy is not bled dry
And move the pawns before’s too late

These are times I face the willow
The hidden truth beneath my screams
That twists my head around the pillow
And slips into my inner dreams

30 drinks sipped on the moon
30 cigs burnt through the noon
30 minutes left to see you
Like there’s nothing else to do

All by my side, can’t stem your tide
I’m open wide, but wanna hide
I freeze my mind, to leave me be
But I won’t find what’s wrong with me

30 tears dropped in my beer
30 bendings set to steer
30 minutes left to love you
Like there’s nothing more to do
(Nicolò Cascinu)

venerdì, aprile 13, 2007

Bigliettopoli

Cari frequentatori/amanti di questo blog, auguratevi e sperate insieme a noi che mai possa accadere uno scandalo bigliettopoli che mai un professore arrivi a trovare quei così utili e desiderabili supporti cartacei che con tanta cura i creatori di questo spazio virtuale portano con loro in ogni sfida che l'universo accademico pone di fronte a loro perchè
se...
Bonnie e Clyde sanno rubare
Rocco Siffredi e Selen sanno trombare
Schumacher e Alonso sanno guidare
Galeazzi e Bud Spencer sanno mangiare
Carmine e Agostino Abbagnale sanno remare
Freddie Mercury e Matthew Bellamy sanno cantare
Naomi Campbell e Kate Moss sanno sfilare
Rambo e Terminator sanno sparare
De Niro e Al Pacino sanno recitare
beh....................................................
Gianni e Pinotto sanno copiare