giovedì, gennaio 31, 2008

Gli Haiku in Libertà di Gianni

L’Haiku è un breve componimento poetico composto da tre versi, derivante dall’antica tradizione letteraria giapponese. Esso segue delle precise regole: infatti il primo verso possiede 5 sillabe, il secondo ne conta 7 ed il terzo ancora 5, per un totale di 17 sillabe. All'origine i contenuti dell'Haiku erano la natura, i sentimenti e le emozioni del poeta nei confronti della natura. Ma oggi si scrivono Haiku il cui contenuto può spaziare ovunque. Perché proprio l’Haiku? Perché penso che questi ermetici componimenti possano descrivere un sacco di emozioni nonostante il loro essere brevi e fatalmente ingabbiati negli schemi metrici. Non so il giapponese nè tantomeno sono capace di scrivere in giapponese, ma cerco lo stesso di tradurre quello che sento con la mia lingua, sebbene ai più puristi questa cosa possa sembrare eresia. Eretico perché mi esprimo in questo modo, mettendo i titoli ai miei componimenti quando gli Haiku di titoli non ne hanno. Li metto lo stesso, per dare più forza al mio sentire. Per liberarmi ancora un’ altra dagli schemi, anche se questi ultimi sono vellutati e splendidi come certi tramonti in primavera.
Prima di mettere in mostra qualche Haiku che ho composto nei pochi momenti di libertà che mi restano in questo periodo di grandi cambiamenti (restando con la viva speranza di scriverne molti altri), voglio citare delle frasi che ho trovato su un sito internet, frasi che mi hanno molto colpito:

“Cimentarsi con gli Haiku significa osservare il mondo con occhio attento. Costringe a liberarsi delle sovrastrutture, delle parole inutili e superflue, di tutti i concetti che contemporaneamente si affollano attorno ad un evento, ad una esperienza, ad una sensazione. Ci spinge a guardare e soprattutto a cogliere l'essenza di un accadimento di cui siamo testimoni, la sostanza di una esperienza, il centro di una emozione.
Una grande scuola di vita e di riflessione”
.

Buona lettura!
Il vostro Gianni



Attese


Resto sempre qui
aspettando segni,
profumi di te.

Noia


Canta un corvo:
il suo nero lamento
che segue il mio.

Amore

Ragione morta
spenta da un dolce
letale bacio

Liberazione


Ciò che tu mangi
anche se tu non lo sai,
È quello che sei.

venerdì, gennaio 25, 2008

Lo Zoo...Pinotto

Ieri la Rai ha trasmesso la votazione al Senato per la fiducia al Governo Prodi. E' stato uno spreco enorme di denaro per i diritti, poichè i vertici delle reti pubbliche, probabilmente, non si erano accorti che il tutto stava già andando in onda su National Geographic. Sempre sottolineando, ovviamente, tutto il rispetto possibile per le altre razze di animali.


lunedì, gennaio 21, 2008

SpRatzi di comicità...Pinotto

Numero pazzesco di comicità e ironia ieri in Piazza San Pietro. Incredibile anche il numero degli spettatori, 200 mila, quasi un record.
«Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». Parole di Papa Ratzinger.
E qua la gente avrebbe dovuto sbellicarsi. Dalle immagini viste al tg, però, forse non tutti l'hanno capita al volo. Vabbè, glielo spiegano all'autore della gag e ridono a scoppio ritardato domenica prossima. Tanto si vedevano bandiere e stendardi dell'associazione Cervello Lento o CL, come preferite, per cui non è gravissimo che non l'abbiano capita.
Comunque, per spiegarla, il lavoro non è massacrante; basta abbinare su Google il nome Papa Ratzinger ad un argomento a scelta tra quelli trattati dal Pontefice, così si può scoprire la sua tolleranza e il rispetto delle idee altrui. Iniziamo...
Diritti umani: Papa Ratzinger ha denunciato la logica del «relativismo morale» che domina ormai l'Onu e gli altri organismi internazionali. "C'è un rifiuto - ha detto il Pontefice - a riconoscere la centralità della «legge morale naturale» e della difesa della «dignità dell'uomo». Le regole internazionali - si è lamentato - si basano solo su una ragione politica e non etica, e ciò porta ad «amari risultati».
Matrimonio: L'alto valore del matrimonio", "ridicolizzato" dai mezzi di stampa, portatori di una cultura che nega i valori. Così Papa Benedetto XVI nel discorso rivolto al nuovo ambasciatore dell'Uruguay presso la Santa Sede. Riferendosi anche ai pacs, il Papa ha sottolineato come il matrimonio sia una unione prevista solo tra "uomo e donna", che i media invece denigrano "favorendo così l'egoismo e il disorientamento invece della generosità e del sacrificio necessari per mantenere vitale questa autentica cellula primaria della comunità umana"
Scienza: «Non è la scienza che redime l'uomo, ma l'amore, umano e divino». "La scienza atea minaccia per l'umanità." "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto."
Marxismo: «Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Ma l'uomo non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli»
Omosessualità: «ad evitare la confusione tra il matrimonio e altre unioni basate su un amore debole. Solo l'amore tra uomo e donna è capace di costruire una società casa di tutti gli uomini».
Proprio in questi giorni, si era diffuso il dato di un calo di 400 mila presenze nell'anno 2007 a San Pietro rispetto a quello precedente. Il Papa, però, ha ribadito seccato che è tutta una mossa studiata, il suo tipo di comicità è per un pubblico di nicchia e lui quel branco populista non lo vuole più vedere. Che vadano a Zelig quei caproni. Hasta la tolleranza siempre.
Questa, secondo me, gliel'ho rubata perchè era pronta per l'Angelus di domenica prossima.

giovedì, gennaio 17, 2008

Un'opinione in più...Pinotto

L'Italia è una Repubblica fondata sulle opinioni.
Oggi sull'autobus parlavano tutti del caso Mastella, ce ne fosse stato uno che aveva capito il motivo delle dimissioni e del casino accaduto.
E' tutto normale, tuttavia, se i giornali, le tv e i siti internet negli articoli e servizi al massimo usano termini come "Mastella dichiara", "Prodi ribatte", "Berlusconi commenta".
Oh in questo paese nel sistema di informazione una citazione non si trova mai qua è tutto un'opinione. Non a caso i dibattiti come Matrix potrebbero andare avanti per ore tanto la base per loro è inesistente. Le accuse dei magistrati vengono cestinate dagli autori in un attimo e ci si gioca tutto con la retorica tra i poltronissimi ovvero i nostri bravissimi gestori della cosa pubblica.
L'idea che hanno della giustizia i soggetti come Mastella mi ricorda molto la gestione del nascondino quando ero piccolo.
"Tana per te" diceva uno ma io ribattevo "non è vero, non mi hai visto era impossibile" e lui insisteva "sì eri dietro il cespuglio" e si andava avanti all'infinito. Ecco, con una spesa da parte dei contribuenti un pò più alta e dei personaggi 60 anni più anziani rivedo molto quelle situazioni nei discorsi e delle diatribe tra politici che alla fine la pensano tutti allo stesso modo. Cioè in parole povere, le loro in sostanza, se anche dovessero prenderne la maggior parte, l'ultimo libera tutti!
Poi dicono che i comici di oggi sono in crisi, eh grazie quando la concorrenza è questa. E' difficile, quasi impossibile superare un Ministro della Giustizia che ha la moglie ai domiciliari mezzo partito inquisito e pure lui in una situazione mica troppo buona. Se qualche cabarettista l'avesse raccontato avrebbero detto "guarda questi che per far ridere le sparano sempre grosse!"
Dulcis in fundo, siccome quando si parla di spararle grosse non si può non citarlo, ecco le dichiarazioni del Silvio che dice, attraverso le pagine del Giornale, che nel nuovo partito c'è spazio anche per Mastella e che ha apprezzato molto le parole dette dall'ex Ministro a Matrix e che lui ripete da 14 anni.
Tanto l'aveva detto Berlusconi che voleva un partito ampio e allora piano piano lo stanno accontentando. Vedrà che, col tempo, faranno tutti parte di questo cazzo di partito della libertà vigilata che ha fondato.

mercoledì, gennaio 16, 2008

lunedì, gennaio 14, 2008

mercoledì, gennaio 02, 2008

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

”In Berlin by the wall
You were five foot ten inches tall
It was very nice
Candlelight and dubonnet on ice”

(Lou Reed)


Ritornare alla solita realtà è un pò come riprendersi da una sbronza colossale, una sbronza da cui mai avresti voluto rinsavire. La magia di una città la si scopre solo vivendola da cittadino, ma sono convinto che vederla da turista mi abbia permesso di cogliere quello che i berlinesi non vedono, o non vogliono più vedere. Avere visitato una città che trasuda recenti memorie è uno shock che forse non si può descrivere con le parole. E così ti capita di camminare tra le strade di Friedrichsain e vedere una moltitudine di parchetti con i giochi per bambini, sorti dove un tempo sorgevano case e vivevano famiglie, realizzati per riempire il vuoto e la devastazione che le bombe hanno lasciato poco più di sessant’anni fa. Ma l’altra faccia della medaglia è cupa e fredda, gelida e tremendamente silenziosa. La torre dell’olocausto fa l’effetto di una lama piantata nel petto, ma non quanto l’installazione “Shalechet”, che ti invita a camminare piano e sentire le urla metalliche di migliaia di volti spaventati, trucidati nel nome di un popolo “eletto”, governato dall’odio, nell’assurda idea di una razza perfetta. E quando tutto sembra ritornare alla ragione dopo anni di illogico dolore, viene eretto un muro a dividere ancora gli animi, quasi quattro metri di vergogna che riportano l’irrazionalità delle ideologie. Quello che resta del muro sono dei settori poco estesi, o delle cornici da museo, dei pezzi di storia posti in vetrina nei centri commerciali. Un semplice tentativo, a quanto pare ben riuscito, per esorcizzare la bruttura di una città che è stata divisa per ventotto anni. Ora Berlino sembra unita più che mai, è un melting pot di culture diverse. L’integrazione turca nel bellissimo quartiere di Kreuzberg ne è la cartina al tornasole. Ogni suo block nasconde piacevoli sorprese, tutte da scoprire e assaporare. Berlino è il genio archittettonico concentrato nei suoi punti avanguardistici, un mix paradossale di vecchio e nuovo che lascia a bocca aperta. Berlino è la simpatia e la tenerezza di Knut, un cucciolone bianco panna che qui ha trovato dimora e amore. Berlino è la città dei prodotti biologici, attenta alla salute come al rispetto per l’ambiente. Berlino è un enorme orso con un grande cuore, un organo pulsante circondato dalle tante vene gonfie delle sue metropolitane. Berlino è una città folle, una città che non vuole riposarsi nemmeno per un secondo. L’energia la senti anche nell’aria fredda di dicembre. La notte sembra non aver significato se non termina alle dieci della mattina dopo, in barba ai lumi diurni che ne cancellano le ombre. Berlino è la carica esplosiva del Watergate e delle sue serate drum n bass, dove i bpm impazziti agitano persino le tranquille sponde del fiume Sprea. E’ l’ambiente familiare e di nicchia del 103, la curiosità di osservare i suoi strani frequentatori. E’ una capitale che ti permette di girare in metrò alle 7 di mattina da club a club in cerca di un fantomatico afterhour, in compagnia di due deliziose e simpatiche fanciulle romane. Berlino è una pils ghiacciata bevuta a litri con gli amici. Berlino è alternativa e trasgressiva, senza volerlo essere di proposito. E’ l’arte ribelle e anticonformista del Tacheles, racchiusa tra le mura di questo squat immenso, con il suo terrazzo dal belvedere mozzafiato. Berlino è il suo capodanno, una guerra in piena regola scatenata ai piedi della porta di Brandeburgo. Una guerra in cui anche le forze dell’ordine giocano a fare disordine. E’ una città ricca di bellezza, e le sue abitanti che la fanno brillare ne sono parte fondamentale. Berlino è il cumulo di vibrazioni dancehall e sapori di ganja dello Yaam, dove è possibile vedere grandi falò sulla spiaggia anche il primo giorno di gennaio. Berlino è una città da vivere senza remore, senza le stupide angosce di chi non vuole prendere la vita per le redini e cavalcarla al galoppo, di chi non vuole spremere il meglio da ogni singola frazione di secondo di questa troppo breve esistenza. E’ una città da prendere così, perché è solo in questo modo che va gustata. Aspettando le chiare luci dell’alba, che portano con sé i primi fiocchi di neve.
Gianni



Berlin VIII


Sul vasto crinale si staglia una ciminiera
in un giorno d'inverno, e regge il suo peso,
il cielo mentre si fa nero.
Come un gradino d'oro, l'orizzonte splende.
Più lontano alberi cui cadono foglie, e qualche casa,
recinti, capannoni, dove la Metropoli dilegua,
e un treno lungo che mugghia mentre va
sparendo sui binari ghiacciati.
Scuro, pietra su pietra, sorge un cimitero,
e i morti dalle fosse vi contemplano
il tramonto, che sa di vino buio.
Seduti contro la parete si tessono
cappelli di fuliggine sulle tempie ossute
e cantano una vecchia Marsigliese.
(Georg Heym)

mercoledì, dicembre 19, 2007

Festa di Natale al Boh!

Domani sera al Boh di via Stendhal ci si becca per farsi gli auguri di Natale, accorrete numerosi.
Per i presenti non ci sono problemi, per coloro che, in caso, non potessero venire c'è una sorpresa Natalizia. I due soggetti della foto qui sottopasseranno una notte d'amore con voi...ahh dimenticavo non c'è eccezione uomo donna, per cui, ragazzi, non venite a chiedere la versione femminile perchè, tra l'altro, vi assicuro quello di sinistra travestito da casalinga è ancora più brutto.
Io, in tutta sincerità, vi consiglio il Boh ma, si sa da statistiche attendibili, che il masochismo è presente nel 20 per cento della popolazione italiana per cui li tengo in stand by i due gigolò.

giovedì, dicembre 13, 2007

Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)

“Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio, di case intraviste da un treno.
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno.”

(Francesco Guccini)


Sono le 12:45 quando le gambe indolenzite del sottoscritto toccano il suolo della Caput Mundi. Ogni volta che ritorno in questa città eterna sento un piccolo brivido partire dai lombi e fare gradualmente free climbing lungo la cervicale. Perché qui ho vissuto i miei primi tre anni di vita. Perché anch’io sono stato un pò allattato dalla lupa. Perché i pochi ma profondi ricordi del mio incipit di adolescenza sono ambientati qui, e li custodisco tutti con cupida gelosia. Mentre cammino con Roberto, mentre consumo un pasto frugale, mentre mi accingo a prendere il taxi destinazione riunione in zona Eur, sono invaso da riflessioni e pensieri dubbiosi. La causa è una e una sola, ovvero la lettura cannibalesca dell’ultima fatica di Fabio Volo aka il guru inconsapevole delle mie sempiterne pare esistenziali. Venderei l’anima anche solo per un briciolo della sua freschezza narrativa, della sua capacità di parlarti come se conoscesse le giuste leve della tua emotività. Roma odora di primavera il dodici dicembre. E’ incredibile come uno sciopero aggressivo talvolta regali la dolcezza di strade libere dal traffico. E puoi ascoltare, se tendi l’orecchio agli antichi monumenti che ti sfrecciano davanti, il rumore maestoso di ciò che essi furono un tempo. Puoi osservare la pesante eredità di una gloriosa civiltà, se rivolgi gli occhi agli sguardi dei passanti, al loro rapido camminare che solca grandi piazze e costeggia lunghe file di cipressi. La riunione ha il sapore di cordialità ed il profumo di caffè. Breve ma molto intensa. Professionalmente appassionata. Oggi il tempo pare avere un’apertura alare di sei metri e vola veloce come il taxi che, noncurante della scarsità di carburante, mi rifionda dritto alla stazione Termini. L’aipod mi ubriaca con la voce di Tom Waits, mi prende per mano e mi guida dalla metropolitana verso piazza Bologna. In mezzo alla gente, ci sono solo il vento e Arianna che mi attendono. Seduti davanti a un piccolo bar, mentre inietto l’ennesima dose di caffeina al cervelletto, Arianna mi parla della sua vita universitaria e non. E’ una ragazza molto bella e seducente, e credo sia in gran parte consapevole del fascino magnetico che esercita sugli uomini. Mi confida delle sue piccole ansie “accademiche”, e nelle sue perifrasi rivedo il Nicolò di un lustro addietro. Mi accenna alle sue “eresie” sentimentali, e in lei quasi vedo il Nicolò di adesso. Mi racconta dei suoi studi di filosofia, mentre si arrotola una sigaretta e giochicchia con l’anello che decora il suo labbro inferiore. Si discute del Messico e si passeggia sottoterra. Bei ricordi spuntano nel cranio come i funghi a San Josè dopo l’acquazzone. Resta il tempo di un veloce saluto allo stridere delle ruote d’acciaio sui binari del metrò, ed eccomi salire nel buio su di un altro vagone, a sporcare d’inchiostro un cumulo di pagine bianche. Poco più di trenta minuti consumati con piacere. Lasso di tempo che mesi addietro ero solito maledire, ma che ora torno ad apprezzare. Mi fa se non altro capire che certe complicità si possono ancora coltivare, nonostante il destino sia un serial killer, che uccide sempre senza un movente. Nonostante le nostre diversità. Nonostante le distanze, la vita e le sue molteplici incombenze.
Gianni



Roma

Roma, ne l'aer tuo lancio l'anima altera volante:
accogli, o Roma, e avvolgi l'anima mia di luce.

Non curïoso a te de le cose piccole io vengo:
chi le farfalle cerca sotto l'arco di Tito?

Che importa a me se l'irto spettral vinattier di Stradella
mesce in Montecitorio celie allobroghe e ambagi?

e se il lungi operoso tessitor di Biella s'impiglia,
ragno attirante in vano, dentro le reti sue?

Cingimi, o Roma, d'azzurro, di sole m'illumina, o Roma:
raggia divino il sole pe' larghi azzurri tuoi.

Ei benedice al fosco Vaticano, al bel Quirinale,
al vecchio Capitolio santo fra le ruine;

e tu da i sette colli protendi, o Roma, le braccia
a l'amor che diffuso splende per l'aure chete.

Oh talamo grande, solitudini de la Campagna!
e tu Soratte grigio, testimone in eterno!

Monti d'Alba, cantate sorridenti l'epitalamio;
Tuscolo verde, canta; canta, irrigua Tivoli;

mentr'io da 'l Gianicolo ammiro l'imagin de l'urbe,
nave immensa lanciata vèr' l'impero del mondo.

O nave che attingi con la poppa l'alto infinito,
varca a' misterïosi liti l'anima mia.

Ne' crepuscoli a sera di gemmeo candore fulgenti
tranquillamente lunghi su la Flaminia via,

l'ora suprema calando con tacita ala mi sfiori
la fronte, e ignoto io passi ne la serena pace;

passi a i concilii de l'ombre, rivegga li spiriti magni
de i padri conversanti lungh'esso il fiume sacro.
(Giosuè Carducci)

martedì, dicembre 11, 2007

Pezze...Pinotto

Ieri sera avevo già sentito la notizia per radio, oggi ne ho avuto la conferma dal sito del tg5. Hanno aperto un conto per le vittime della fabbrica di Torino.Articolo Tg5
E' scandaloso che nel nostro paese si cerchi sempre di mettere una pezza più che cercare una soluzione definitiva oltre che giustizia.
Sarebbe opportuno raccogliere anche milioni di euro per quelle famiglie per pagare loro uno studio legale con i controcoglioni che ottenga dalla Thyssen un risarcimento che spetta a persone che non verranno mai ripagate abbastanza per la perdita che hanno subito. Non è di certo la generosità dei cittadini italiani che deve sopperire al cervello mononeurone di dirigenti e responsabili della fabbrica.
Non si può sempre insabbiare tutto, comprare il silenzio e le voglie di rivalsa di famiglie disperate con una raccolta fondi, un contentino per evitare brutte figure.
Certa gente ha il criceto nel cervello con la ruotina che gira per cui ciclicamente ha bisogno degli stessi problemi verso i quali non si trova mai una soluzione.
Si discute per mesi di legge elettorale, di modello tedesco, francese di nomi nuovi di partiti che cambiano slogan perchè non avendo idee non hanno nient'altro da cambiare e come al solito tutto resta nelle mani degli individui singoli.
In Italia ci sono circa 60 milioni di persone, vogliamo pensare che almeno 200 mila donerà almeno 3 euro, per stare bassi; ecco, con quei 600 mila euro tutto verrà messo a tacere. Naturalmente fino al prossimo caso mediatico che ci occuperà le coscienze per 48/72 ore.

lunedì, dicembre 10, 2007

I regimi non finiscono mai...Pinotto

Hanno censurato di nuovo Luttazzi chiudendo la sua trasmissione. Il video qua sotto mostra il motivo della chiusura o almeno quello per cui vogliono farci credere sia avvenuta la cacciata dell'autore/presentatore.

Altri video che meritano:






venerdì, novembre 30, 2007

Uno su tre ce la fa...




Avevano interpretato insieme, anni fa, con grande successo un remake de Il buono(a sinistra nella foto), il brutto (al centro) e il cattivo (a destra).
Sfortunatamente non sono riusciti a sfondare tutti e tre.
Solo uno è riuscito a entrare nel dorato e luccicante mondo di Hollywood, con un'immedesimazione nella parte assegnata da far rabbrividire anche il Dustin Hoffman de "Il Laureato".
Tutto questo non fa altro che spalancargli le porte dello star system. Ora i copioni fioriranno come i tulipani nelle campagne olandesi.
Tuttavia, il quasi sicuro futuro candidato all'Oscar, ha dichiarato con grande generosità: "anche ora che sono tra i fortunati non mi dimenticherò degli amici con cui ho diviso stanze di ostello che neanche il commisario Rex(il cane) ci avrebbe dormito perchè, quando mi trasferirò a Los Angeles, avrò sicuramente bisogno di loro, un maggiordomo e un autista servono sempre..."

mercoledì, novembre 21, 2007

Le notizie che non ti aspetti...Pinotto

Creano da un giorno all'altro un nuovo partito dalle ceneri di uno che già esisteva(Forza Italia).
Così, una persona normale pensa: "vabbè è la solita vaccata per recuperare qualche voto e mantenere salde le poltrone".
Invece giri per piazza San Babila, il luogo che ha visto nascere il Partito della Libertà, e trovi un volantino, probabilmente un residuo della manifestazione del weekend scorso.
Lo mostro il volantino per far capire il mio stupore:

Appena vista la foto ti coglie quel misto di stupore e incredulità tuttavia pensi, però hanno assoldato veramente le nuove leve, le nuove generazioni.
Questo partito partirà realmente dal basso dalla gente, ha reclutato nelle università e dai ragazzi vuole ricominciare per creare una nuova classe politica.
Lo stupore è dovuto al fatto che per anni ti eri fatto idee politiche su certe persone che poi puff da un giorno all'altro vengono stravolte ma la coerenza si sa è la virtù degli stupidi.
Comunque quel senso di stranezza permane e un volantino che può essere un gioco, uno scherzo, non può confermare una voce.
Così pensi: "cosa meglio di un giornale?". Ti rechi il più rapidamente possibile in un'edicola e già il cuore ti batti a mille per far tacere quella voce che dentro ti suggerisce:"ma no è tutto uno scherzo, non è vero".
Poi compri il quotidiano, il più Libero e indipendente tra i quotidiani, quello che sai ha insita la verità all'interno delle sue pagine macchiate dall'illustre incostro di penne cresciute all'insegna di un giornalismo di inchiesta, al servizio della gente e contro il servilismo verso la classe politica.
Sai che di quel giornale di puoi fidare, sai che una volta sbirciata la prima pagina tutti quei dubbi e quelle angosce taceranno per sempre.
Così lo prendi, senza guardare nè sbirciare lo paghi rapidamente, poi lo apri in un sol colpo e...

venerdì, novembre 16, 2007

Sei lettere sostantivo femminile...

Stasera ho visto la puntata di Annozero in cui si discuteva del caso recente di Gabriele Sandri e, in generale, dell'argomento polizia/forze dell'ordine.
Io, a causa dell'incazzattura e del nervoso, darei una ricostruzione errata dei fatti. Lascio ai link che riporterò più sotto una ricostruzione molto più oggettiva e utile a capire determinate problematiche che qualcuno(in realtà molti)non vuole trattare.
Il primo è un blog di una mamma che ha perso il figlio per asfissia. In realtà, molto probabilmente, è stato soffocato dalla forze dell'ordine.
Questa donna persegue un obiettivo da anni con una tenacia che se fosse presente almeno all'un per cento in una figura istituzionale, l'Italia avrebbe risolto metà dei suoi casini.
Il blog della mamma di Federico
Il secondo sito riguarda un altro genitore presente in trasmissione, il padre di Carlo Giuliani.
Sentire in televisione il nome di Carlo Giuliani mi procura ancora, dopo sei anni, la pelle d'oca. E' inutile spiegare cosa mi ha suscitato la vista di un sito internet tanto chiarificatore come questo:
un pò di verità su Carlo
non proprio uno sparo in aria rimbalzato su estintori e sassi
il sito per Carlo Giuliani: sito ufficiale comitato piazza carlo giuliani.
Non riesco tuttora a capire come si fa a nascondere, a insabbiare, a mistificare in questo modo?Come si fa ad essere padri e lasciare una persona che ha provato i tuoi stessi sentimenti in uno stato di precarietà sulle disgrazie accadutegli?
Molto spesso si dice che dall'Italia ci sia una fuga di cervelli, io credo che più che di fuga bisogna parlare di mancanza perchè la perdita da parte di alcune persone di sensibilità, di umanità di fronte a certe situazioni è disarmante.
Muore un ragazzo e la reazione è a fotocopia.
Politico di destra: la sinistra attacca indegnamente la polizia, si poteva gestire meglio il caso(se la sinistra è al governo).
Politico di sinistra: la destra non sa fare altro che difendere la polizia, dall'alto la gestione è stata disdicevole(se al governo c'era la destra).
Immagino il sollievo di tutti questi genitori che alla fine avendo sofferto la perdita più dolorosa non attendono che un risarcimento morale equivalente a un granello di sabbia.
Ma si sa in Italia quei termini dal significato molto simile che stavano nel vocabolario tra veritismo e verme sono scomparsi del tutto.

domenica, novembre 11, 2007

Potere alla Parola...In Libertà! (sempre a cura del vostro Gianni)

"Non amo che le rose che non colsi. Non amo che le cose che potevano essere e non sono state...”
(Guido Gozzano)


Niente- di più bello- di quello- che si brama- perché si conosce già- quello che si ha- ma non si conosce mai- quello che si ama- e il cuore- si sfama- di ricordi- di molti se- di molti ma- di molti forse- ma non di perché- in quanto- le domande- non sempre ottengono risposta- come la passione- non ottiene mai il perdono- verità pasoliniana- che non sta lontana- ma mi è vicina- e mi rende- consapevole- mi distoglie- dalle favole- in cui- mi immergo- nella sacra quiete- della sera- quando- la foschia- mette un manto- all’atmosfera- e la copre- di silenzio- la rende amara- più dell’assenzio- e vien difficile- guarire- gli spasmi del cervello- dormire- coi fantasmi dell’inverno- in questo periodo- la città- si ovatta- Nicolò- è messo a mollo- in una gabbia- di latta- va avanti- ma obtortocollo- si guarda indietro- cercando di resistere- al gelo- che stringe- la sua morsa- rallenta- la rincorsa- e ghiaccia i pensieri- schiaccia gli emisferi- fino a quando- cristallizza- il presente- nel suo passato- e viene in mente- il ricordo- già un pò sfocato- del Danubio- del suo rumore- e del mio stupore- nel veder- quella bellezza- looking at- those little waves- hearing all- the magyar noise- il fiume blu- che divide in due- la città- come divide- la coscienza- e non ha pietà- né riconoscenza- perché questa coscienza- per risentirsi integra- ancora per un po’- è creditrice- di una piccola parte- incastrata tra le porte- di quell’ultima metrò- quante volte- ci si incastra- tra le scelte- e non si conosce- la scelta buona- ma bisogna scegliere- perché- come disse Gesù- non si può servire- Dio e Mammona- purtroppo- e lo si sa- da tanto- la serenità- ha un prezzo molto alto- alto come le sponde- del Danubio- che lambiscono- le nostre fragilità- il nostro sentirsi- grandi e piccoli- degni delle nostre- piccole sventure- del nostro cercare- tra le mille angolature- dell’inciampare- nelle nostre paure- del riconoscere le nostre miserie- di resuscitare dalle macerie- e non ci resta- che errare pensanti- sfidando il niente- lontano dalla gente- e lanciare- la moneta- ed affidare al caso- il nostro fato- sapendo- che il bivio- ci è stato mostrato- e porta- a due strade diverse- una- porta alla felicità- e richiede certezza- l’altra- porta all’amore- e richiede inquietudine ed insicurezza-
Gianni




Solo e pensoso


Solo e pensoso i più deserti campi
vo mesurando a passi tardi e lenti,
e gli occhi porto per fuggire intenti
ove vestigio uman l'arena stampi.
Altro schermo non trovo che mi scampi
dal manifesto accorger de le genti,
perché negli atti d'alegrezza spenti
di fuor si legge com'io dentro avampi:
sì ch'io mi credo omai che monti et piagge
e fiumi et selve sappian di che tempre
sia la mia vita, ch'è celata altrui
Ma pur sì aspre vie né sì selvagge
cercar non so ch'Amor non venga sempre
ragionando con meco, et io co llui.
(Francesco Petrarca)

venerdì, novembre 09, 2007

La paura fa 90(minuti).Pinotto


Vi mostriamo la foto di un uomo distrutto, la foto è in bianconero come l'anima calcistica dello sventurato.
Il sangue fa capire che non regge più la tensione come una volta, non ha più quel supporto dall'alto che gli garantiva partite tranquille sul divano di casa.
Ha sfortunatamente scoperto la trepidazione, il batticuore. Con l'Inter, a proposito di cuore, le malelingue sussurrano che i battiti, nelle fasi finali, erano arrivati a 300 al minuto e le gambe gli tremavano come neache a Elvis quando cantava Jailhouse Rock.
Ma il quesito è: "Da dove gli viene tutta questa paura?"
La risposta è apparantemente molto semplice, dal numero dei giocatori che compongono la sua squadra. Sì, perchè con la riduzione a seguito di calciopoli da 14 a 11 cioè con l'esclusione di arbitro e guardalinee le cose per la Juventus si sono fatte un pochino più complicate.
Così, anche il nostro trepidante amico tifoso, inizia ad avere un pò di strizza, ben conscio della mancanza dei poteri di Moggi; dei quali il più frequente era il daltonismo contagioso, in pratica Moggi toccava la terna arbitrale e questi inspiegabilmente smettevano di vedere a colori evidenziando con la vista solo il bianco e il nero.
Io, da tifoso di calcio, mi auguro che qualche favore arbitrale domencia venga fatto ancora alla Juventus perchè a causa delle condizioni incresciose di Mirko si sa che l'amicizia viene prima della fede calcistica.


In questo testo c'è una bugia colossale chiunque riesca a indovinarla vince una notte a casa di Lapo Elkann vestito da Homer Simpson con Lapo che vi insegue travestito da Spider Pork e una sopresa fantastica:cosa vi vorrà fare?

martedì, novembre 06, 2007

NON FACCIAMOCI PIGLIARE PER IL CULO!!!

5 X 1000 = 1

La settimana prossima la Commissione Bilancio del Senato discuterà l'emendamento per ridurre il tetto del 5 x mille a 100 milioni di euro, pari all'1 per mille. Il Governo aveva garantito la reintroduzione del 5 per mille e l'innalzamento del tetto a 400 milioni di euro. Ma questo emendamento smentirebbe le promesse. Se passasse, sarebbe una vera umiliazione nei confronti di coloro che credono e hanno scelto il mondo No profit. Scrivi ai senatori membri della Commissione Bilancio del Senato che la prossima settimana discuteranno sul destino del Terzo settore, aderisci anche tu alla campagna 'Alziamo il tetto'.

http://web.vita.it/ap/alziamoiltetto/

Gianni e Pinotto

sabato, novembre 03, 2007

Corrono i milanesi, Pinotto

Provate a piantare i piedi e fermarvi a Milano in un giorno lavorativo e in un orario che non sia la pausa pranzo e vi accorgerete del significato delle parole di Battisti “come può uno scoglio arginare il mare?”. Corrono tutti in questa me…tropoli che ci circonda. Non vengono risparmiati nemmeno i bambini all’uscita della scuola sono attaccati alle turbomamme che con la mano li trascinano verso tempi record sui 60 metri che se i ragazzini li ripetono ai giochi della gioventù passano 5 giorni ai test antidoping. La sorpresa che non ti aspetti è veder correre gli over 65 che entrano con lo sconto al cinema e a teatro ma ti sorprendi a cronometrare i tempi che fanno ancora sulla tratta esselunga-casa/casa-esselunga, a volte vedi il ragazzo che magari allunga la mano per farli attraversare ma loro nulla una botta secca accompagnata da un levatidaicoglioni e via con questo sidecar mezzo uomo e mezzo carrellino della spesa.
Il passaggio successivo riguarda però il cibo tutti questi maratoneti d’asfalto questa tribù di Mennea dopo le fatiche podistiche torna a casa e si nutre, ma quanto si nutre! Subentra un circolo vizioso per cui non sai se corrono perché hanno mangiato troppo e mangiano troppo perché corrono. I supermercati si sono indebitati, cosa che uno pensa per fare ordini nuovi di cose che poi la gente non comprerà? no chiaramente, per comprare carrelli nuovi più grossi e più capienti. Circa vent’anni fa quando il peso ancora me lo permetteva mia madre mi poggiava sul seggiolino rosso del carrello ora com'è ‘sta storia che io al supermarket ci vedo le madri con “bambascioni” di trentenni sulla sediolina rossa?
La coda alle casse è un altro campanello d’allarme, la piccola ancora di salvezza della signorina col cartello davanti max 10 pezzi vedeva davanti a sé qualche anno fa serpentine di persone che partivano dal banco macelleria in fondo. Ora la signorina è nonna e accoglie solo operai in pausa pranzo che prendono un panino, una scatola di prosciutto, un formaggio, un brick di tavernello, una birra, un pacchetto di cicche, una rivista v.m.18 e un caffè borghetti cosa che anche loro ci stanno dentro per un pelo. Gli altri hanno dimenticato questa possibilità anzi si sussurra che apriranno una cassa oltre i 1000 pezzi sotto forte spinte delle casalinghe che avendo ottenuto più di 10 milioni di punti fidaty ora detengono il 51% delle azioni esselunga cosa che uno si è fatto 13 anni di scuola 5 di università e 2 di master per un totale di 200 mila euro per lavorarenelmarketingdiunadellepiùimportantiaziendedidstribuzionealdettaglio
italiane e invece bastava far spendere la stessa cifra alla madre per contare qualcosa in più. Ora come farà a non poter più pronunciare quella stupenda frase agli amici ma dover dire sonoilsottopostodiunachehacompratoyogurtdieteticicibopercanie4saltiinpadellaper20anni
eoraprendeledecisioniinaziendaalpostomio?
Credo che questo problema verrà risolto dall’analista a 50 euro l’ora oppure anche lui come milioni di milanesi sceglierà di correre perché la verità nonché la soluzione al dilemma della corsa é che qui tutti non corrono, scappano; ovvero cercano di lasciarsi dietro tutti i miliardi di problemi che da tempo sembrano inseguirli il mutuo, le vacanze, le rate della macchina, il corso di pianoforte della figlia, le ripetizioni di matematica a 40 euro l’ora, il capo bastardo, il sottoposto bastardo, la segretaria stupida, il computer che s’inceppa, l’extracomunitario, il comunista, i rom, il terrorista e fin qua tutto ok perché i soggetti citati sono lenti ma il vero cruccio dei milanesi subentra quando il problema da lasciarsi alle spalle è keniota ebbene lì sono cazzi poiché quando vi raggiunge(e vi prende, vi prende) vi accorgerete che sono cazzi veramente non perché sono più di uno ma perché è semplicemente il vostro per 2.

mercoledì, ottobre 24, 2007

Le apparenze ingannano

Questo è un video veramente formativo che ripete un concetto molto importante:
- diffidare sempre delle apparenze perchè possono ingannarci. Vabbè, comunque dopo aver visto il filmato vi verrà naturale diffidare di tutto!

venerdì, ottobre 19, 2007

Il nuovo (vecchio) Ronaldinho...

Ronaldinho, uno dei calciatori più forti al mondo, si cimenta periodicamente in imprese col pallone, sotto potente spinta dello sponsor col Baff. Una delle più clamorose e discusse fu quella delle 4 traverse consecutive con la palla che gli tornava pure indietro.
Ebbene ora la multinazionale che gli fornisce scarpe e soldi per comprarsi le ville ha deciso che sarebbe dovuto riuscire in una nuova impresa, fare canestro in un campo da basket col piede e con un pallone da calcio.
Tuttavia, in questo caso, qualcuno ha storto il naso perchè non rappresenta esattamente una novità miei cari americani mangiaschifezze coi piedi a ferro da stiro.
Negli anni '80 all'Inter giocava Beccalossi, il giocatore che nel vocabolario potete trovare alla voce genio e sregolatezza, a cui però quest'impresa riusciva spesso in allenamento.
Ormai più che cinquantenne l'ex nerazzurro si è preso d'invidia ha pensato:"perchè io devo umiliarmi con delle pubblicità su canali regionali dicendo <> parlando di salami mentre uno prende 20 milioni di euro per scopiazzarmi?"
Così ci ha riprovato e dove si è recato per tentare il miracolo? Al palazzetto del Collegio San Carlo!
C'è un video realizzato da Gazzetta.it che racconta il tentativo, metto il link qua sotto così tutti gli ex sancarlini potranno ammirare la loro ex scuola ma soprattutto non potranno perdere un intermezzo stupendo con intervista al nostalgico nerazzurro Don Domenico!
Video Beccalossi/Ronaldinho al San Carlo