mercoledì, marzo 26, 2008
Casting!!!
Silvio Berlusconi, si sa, ha simpatie repubblicane. Da parecchi anni è legato da una stretta amicizia con George W.
Nonostante ciò, non si è fatto scappare questo video che supporta la campagna elettorale di Obama. E per di più, ne ha preso spunto.
Per cui, se avete dai 18 ai 30 anni e volete cantare insieme ad Apicella il nuovo inno del Partito della libertà, non dovete fare altro che candidarvi e passerete una giornata canora nella villa di Arcore.
P.S: il Cavaliere mi comunica in questo momento al telefono: "astenersi dal rispondere all'annuncio moraliste, vergini, comuniste, brutte, laureate e grasse"
Non pensate male lo scopo è quello di contrastare l'immagine fortissima ma diamentralmente opposta di Rosy Bindi del partito democratico.
mercoledì, marzo 19, 2008
DiscrimiNazione...Pinotto

Ieri sera, al cinema, ho visto Persepolis, un film d’animazione disegnato da Marjane Satrapi e di natura autobiografica.
La protagonista, nata e cresciuta in Iran, cerca di combattere, fin da bambina, per una migliore condizione femminile nel suo paese.
I regimi che detengono il potere, però, pur avvicendandosi tra loro, tengono in sempre peggior considerazione la parte femminile del proprio paese.
A tal proposito, mi stupiscono sempre quelle persone che si ergono a paladini/e di un eventuale miglioramento e prendono come modello il nostro sistema, sempre che di sistema si possa parlare.
Ad esempio, noi in Italia abbiamo tantissimo da esportare e da insegnare:
Per cominciare in politica:
Il Presidente della Repubblica è un uomo e lo è dalla fondazione, cioè da 60 anni.
Il Presidente del Consiglio è un uomo, lo sarà e per la storia vedi sopra.
Il Presidente del Senato è un uomo.
Quello della Camera è un uomo.
Volete imitare anche il nostro mitico e paritario sistema dell’informazione?
Il direttore del Tg1 come quello del Tg2,Tg3,Tg4,Tg5 e Studio Aperto sono uomini.
Il direttore del Corriere della Sera, di Repubblica, del Sole 24 ore, di Libero, del Giornale, del Messaggero sono uomini.
Chi conduce programmi di informazione ovvero Santoro, Mentana, Vespa, Lerner, Floris sono tutti uomini.
Economia:
La persona più ricca in Italia è un uomo e anche la seconda e la terza.
Il presidente della Fiat è un uomo.
Quello di Alitalia è un uomo.
E pure quelli di Enel, Eni e Telecom sono uomini.
Pensate che bello, lo erano anche quelli di Parmalat e Cirio.
Banche:
Il presidente di Banca Popolare di Milano, Unicredit, BNL, Banca Intesa provate a indovinare? Sono tutti uomini!
Nelle assicurazioni che sono più libere ci riscattiamo:
Il presidente di Allianz è uomo come d'altronde quelli di Sara assicurazioni, Generali, Toro e Genialloyd.
La religione da noi, però, è diversa.
Il Papa è un uomo.
Il suo portavoce è un uomo.
Il suo segretario è un uomo.
E, udite udite, tutti coloro che lo eleggono sono solo uomini.
E la discriminazione? È uomo? No quella anche in Italia è donna.
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venerdì, marzo 14, 2008
La tesi fa ancora più male...Pinotto
"Yes We Can" grida Veltroni per convincere al voto gli elettori prevenuti.
"Yes Weekend", ad aprile, gli risponderanno dal mare gli astenuti.
"La mia ex moglie è una vipera"
disse il Black Mamba.
Un ragazzino al prete:"Ho i calli alle mani perchè ci dò dentro tutte le sere."
"Ma padre li vedo anche a lei..."
"Figliolo, sono i segni del rosario per le troppe preghiere."
Il presidente di AN è per la castrazione chimica.
Il Fini giustifica i mezzi.
"Hei bella quanto vuoi?"
"100 la bocca, una rata del mutuo l'amooore."
Eh sì le banche sono proprio riuscite a fottere tutti, anche i più abili del settore.
A te che non te ne frega un cazzo
Di essere vegetariano
Discutine con calma con lo squalo
Lui come carne mangia l'essere umano.
"Yes Weekend", ad aprile, gli risponderanno dal mare gli astenuti.
"La mia ex moglie è una vipera"
disse il Black Mamba.
Un ragazzino al prete:"Ho i calli alle mani perchè ci dò dentro tutte le sere."
"Ma padre li vedo anche a lei..."
"Figliolo, sono i segni del rosario per le troppe preghiere."
Il presidente di AN è per la castrazione chimica.
Il Fini giustifica i mezzi.
"Hei bella quanto vuoi?"
"100 la bocca, una rata del mutuo l'amooore."
Eh sì le banche sono proprio riuscite a fottere tutti, anche i più abili del settore.
A te che non te ne frega un cazzo
Di essere vegetariano
Discutine con calma con lo squalo
Lui come carne mangia l'essere umano.
lunedì, marzo 10, 2008
La tesi fa male...Pinotto
La tesi nuoce gravemente alla salute. Non ci credete?Qua sotto riporto alcune fuoriuscite mentali nelle pause dagli articoli del codice penale, dalle leggi sulla privacy e dai codici di autoregolamentazione dei giornalisti.
"Stasera voglio strappare una risata"
disse Jack lo Squartatore
Il vicino di casa di Montecarlo di Lapo:
"Ma c'hai messo pochissimo a venire da Torino..."
"Sì ho fatto tutta una tirata"
"Ci vuole fede" gridò il Cavaliere alla piazza.
"Sempre sia lodato" rispose il direttore onorato.
Non piangere cara disse il marito
Te lo giuro vado da solo alle Antille
Ma guarda che non me frega un cazzo
Sto tagliando la cipolla imbecille
Fini al Berlusca:"Silvio se vince Obama io non ci parlo con un nero."
"Dov'è il problema?Ho fatto ministro dell'economia il mio fiscalista faccio ministro degli esteri il mio centrocampista(Seedorf)"
Ciarrapico:"Mai rinnegato il fascismo"
Fini:"Critico le sue parole revisioniste non Credo che sia il modo giusto di Obbedire al proprio partito nè la via per Combattere la sinistra."
"Stasera voglio strappare una risata"
disse Jack lo Squartatore
Il vicino di casa di Montecarlo di Lapo:
"Ma c'hai messo pochissimo a venire da Torino..."
"Sì ho fatto tutta una tirata"
"Ci vuole fede" gridò il Cavaliere alla piazza.
"Sempre sia lodato" rispose il direttore onorato.
Non piangere cara disse il marito
Te lo giuro vado da solo alle Antille
Ma guarda che non me frega un cazzo
Sto tagliando la cipolla imbecille
Fini al Berlusca:"Silvio se vince Obama io non ci parlo con un nero."
"Dov'è il problema?Ho fatto ministro dell'economia il mio fiscalista faccio ministro degli esteri il mio centrocampista(Seedorf)"
Ciarrapico:"Mai rinnegato il fascismo"
Fini:"Critico le sue parole revisioniste non Credo che sia il modo giusto di Obbedire al proprio partito nè la via per Combattere la sinistra."
giovedì, marzo 06, 2008
La confessione di Silvio Berlusconi

Tra tutte le catene di Sant’Antonio ricevute in otto anni di posta elettronica, credo che questa sia una delle più interessanti per cui piuttosto che intasare le caselle di tutti coloro che conosco ho reputato più opportuno riportarla qui sotto.
Berlusconi: 'Signor parroco, mi vorrei confessare
Parroco: 'Certo figliolo, qual'è il tuo nome?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi, padre.'
Parroco: 'Ah! Ah! Il presidente del Consiglio!?'
Berlusconi: 'Si, padre.'
Parroco: 'Ascolta, figliolo, credo che il tuo caso richieda una competenza superiore. E' meglio che tu ti rechi dal Vescovo.'
Così Berlusconi si presenta dal Vescovo, chiedendogli se può confessarlo.
Vescovo: 'Certo, come ti chiami?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi'
Vescovo: 'Il presidente del Consiglio? No, caro mio, non ti posso
confessare: il tuo è un caso difficile. E' meglio che tu vada in
Vaticano.'
Berlusconi va' dal Papa.
Berlusconi: 'Sua Santità, voglio confessarmi.'
Papa: 'Caro figlio mio, come ti chiami?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi'
Papa: 'Ahi! Ahi! Ahi! Figliolo! Il tuo caso è molto difficile per me.
Guarda qui, sul lato del Vaticano c'è una cappella. Al suo interno
troverai una croce. Il Signore ti potrà ascoltare.'
Berlusconi, giunto nella cappella, si rivolge alla Croce:
Berlusconi: 'Signore, voglio confessarmi.'
Gesù: 'Certo, figlio mio, come ti chiami?'
Berlusconi: 'Silvio Berlusconi.'
Gesù: 'Ma chi? Il Presidente del Consiglio?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'L'ex amico di Craxi ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'L'inventore dello scudo fiscale per far rientrare dalle isole
Cayman e da Montercarlo tutti i soldi che i tuoi amici hanno sottratto al fisco?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'L'amico dei Neo-Fascisti e Neo-Nazisti, particolare che si è
dimenticato di riferire al Congresso americano ?'
Berlusconi: 'Ehm... si, Signore.'
Gesù: 'Quello che ha abbassato dell'1% le tasse dirette e costretto
comuni/province/regioni ad aumentare le tasse locali del 45% per
tenere aperti asili, trasporti, servizi sociali essenziali ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha ricandidato 13 persone già condannate con
sentenza passata in giudicato?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha modificato la legge elettorale in modo che siano le segreterie di partito a scegliere gli eletti e non più I cittadini ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha omesso qualsiasi controllo sull'entrata in
vigore dell'Euro permettendo a negozianti e professionisti di raddoppiare i prezzi in barba a pensionati e lavoratori a reddito fisso ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha abolito la tassa di successione per i patrimoni
miliardari e subito dopo ha cointestato le sue aziende ai figli?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha quadruplicato il suo patrimonio personale e
salvato le sue aziende dalla bancarotta da quando è al governo e che dice che è entrato in politica gratis per il bene degli italiani?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha epurato dalla RAI i personaggi che non gradiva?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha fatto la Ex-Cirielli, la Cirami e la salva-Previti ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha fatto una voragine nei conti dello stato e ha
cambiato 3 volte ministro del tesoro ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha dato, a spese degli italiani, il contributo per
il decoder digitale per permettere al fratello di fare soldi con una
società che li produceva ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che depenalizzato il falso in bilancio ed ha introdotto la galera per chi masterizza I DVD ?'
Berlusconi: 'Si, signore.'
Gesù: 'Quello che ha permesso alla Francia di saccheggiare la BNL e si è fatto prendere a pesci in faccia quando ENEL ha tentato di acquisire una società francese ?'
Berlusconi: 'Ehm... sono sempre io, Signore.'
Gesù: 'Figlio mio, non hai bisogno di confessare. Tu devi solamente ringraziare.'
Berlusconi: 'Ringraziare???? E chi, Signore?'
Gesù: 'Gli antichi Romani, per avermi inchiodato qui. Altrimenti sarei sceso e t'avrei fatto un CULO COSI'!!!
NOTA: TUTTI gli ITALIANI che riceveranno questa comunicazione hanno l'obbligo CIVILE e MORALE di inoltrarla a 10 AMICI: non sia mai che qualche pirla lo voti di nuovo!
Aggiungerei una cosa: nella catena hanno scritto dieci persone, se qualcuno volesse esagerare credo che ci farebbe solo un grande favore.
lunedì, marzo 03, 2008
Un ricercatore senza voce...
Qualche giorno fa ho incontrato una persona davvero interessante, Edgardo Perindani.
Egli è un filosofo della scienza; da qualche anno si occupa di calcolo proporzionale.
In che senso mi sono chiesto all’istante? Egli, leggendo la Costituzione italiana ha trovato, negli articoli 56 e 57, degli errori matematici.
Riporto qui sotto le parti degli articoli in questione:
Art. 56: “…distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.”
Art. 57: “ si effettua in proporzione alla popolazione delle regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei resti più alti.”
La tesi sostenuta da Edgardo Perindani è che, seguendo i dettami costituzionali, si “capovolge completamente il senso proporzionale, trasformandolo in sproporzione ovvero minoritario. Distribuendo così più seggi a chi matematicamente non ne ha diritto. Come avviene, in peggio, con la legge elettorale n° 270 del 2005, questo falso proporzionale, in pratica falsificando i risultati, fa perdere meno chi perde.
Egli dà anche una spiegazione più dettagliata:”i resti più alti non vanno attribuiti a sé stanti, ma tutti i resti vanno considerati nel loro insieme con i valori interi e trasformati con una equivalenza matematica in numeri interi corrispondenti al numero dei seggi da attribuire, solo così si mantiene la proporzione.”
La critica della legge elettorale attuale, a suo parere, è universale, tuttavia le proposte per cambiarla latitano. “La legge Calderoni non è proporzionale come falsamente si crede, ma è minoritaria. In pratica, con l’errore dei maggiori resti, fa assegnare una parte dei seggi a chi non ne ha diritto”
Il suo metodo o metodo Perindani è esposto in cinque punti:
1) sommare i voti delle varie liste( si ottiene il numero totale dei votanti)
2) dividere il risultato per il numero dei seggi ( si ottiene il valore di ogni seggio)
3) dividere i voti di ogni singola lista per il valore di ogni seggio( si ottengono i valori minimi proporzionati)
4) dividere i valori minimi proporzionati di ogni lista per uno stesso fattore in modo tale che la somma della parte intera dei numeri che ne derivano sia uguale al numero dei seggi (si ottengono i valori interi proporzionati)
5) la parte intera di ognuno dei valori derivati corrisponde al numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista.
La parte rilevante della storia è che nessuna istituzione, nessun parlamentare o quotidiano a cui Edgardo Perindani ha scritto ha voluto approfondire ciò che lui ha elaborato. Io spero che, prima o poi, ci sia un’anima pia che si degni di poterlo ascoltare.
Egli è un filosofo della scienza; da qualche anno si occupa di calcolo proporzionale.
In che senso mi sono chiesto all’istante? Egli, leggendo la Costituzione italiana ha trovato, negli articoli 56 e 57, degli errori matematici.
Riporto qui sotto le parti degli articoli in questione:
Art. 56: “…distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.”
Art. 57: “ si effettua in proporzione alla popolazione delle regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei resti più alti.”
La tesi sostenuta da Edgardo Perindani è che, seguendo i dettami costituzionali, si “capovolge completamente il senso proporzionale, trasformandolo in sproporzione ovvero minoritario. Distribuendo così più seggi a chi matematicamente non ne ha diritto. Come avviene, in peggio, con la legge elettorale n° 270 del 2005, questo falso proporzionale, in pratica falsificando i risultati, fa perdere meno chi perde.
Egli dà anche una spiegazione più dettagliata:”i resti più alti non vanno attribuiti a sé stanti, ma tutti i resti vanno considerati nel loro insieme con i valori interi e trasformati con una equivalenza matematica in numeri interi corrispondenti al numero dei seggi da attribuire, solo così si mantiene la proporzione.”
La critica della legge elettorale attuale, a suo parere, è universale, tuttavia le proposte per cambiarla latitano. “La legge Calderoni non è proporzionale come falsamente si crede, ma è minoritaria. In pratica, con l’errore dei maggiori resti, fa assegnare una parte dei seggi a chi non ne ha diritto”
Il suo metodo o metodo Perindani è esposto in cinque punti:
1) sommare i voti delle varie liste( si ottiene il numero totale dei votanti)
2) dividere il risultato per il numero dei seggi ( si ottiene il valore di ogni seggio)
3) dividere i voti di ogni singola lista per il valore di ogni seggio( si ottengono i valori minimi proporzionati)
4) dividere i valori minimi proporzionati di ogni lista per uno stesso fattore in modo tale che la somma della parte intera dei numeri che ne derivano sia uguale al numero dei seggi (si ottengono i valori interi proporzionati)
5) la parte intera di ognuno dei valori derivati corrisponde al numero dei seggi da assegnare a ciascuna lista.
La parte rilevante della storia è che nessuna istituzione, nessun parlamentare o quotidiano a cui Edgardo Perindani ha scritto ha voluto approfondire ciò che lui ha elaborato. Io spero che, prima o poi, ci sia un’anima pia che si degni di poterlo ascoltare.
mercoledì, febbraio 27, 2008
Buy or Die!!! Gli nviti all'ascolto di Gianni

Baustelle: Amen (Warner 2007)
Voto: 10
E’ sempre difficile recensire un vero e proprio capolavoro discografico. Difficile perché si rischia sempre di precipitare nel pozzo delle proprie emotività. Difficile perché spesso a stento si riesce a raccontare una piacevole sorpresa in modo obiettivo. Proprio così, l’ultima fatica degli italianissimi Baustelle rappresenta una delle sorprese musicali più belle di questi ultimi anni. La maturità raggiunta con il precedente “La Malavita” è stata ora migliorata e surclassata da un gruppo di artisti a tuttotondo, capaci di fondere musica e poesia in maniera eccellente, con uno stile così eclettico e personale da far la pernacchia alle molte bands che compongono la rosa della loro blasonatissima e multinazionale etichetta discografica. Ma andiamo ora ad analizzare questo “Amen”. La genialità del gruppo di Montepulciano sembra schiudersi all’inizio del disco, dove sono poste ben due tracce fantasma che dovrebbero normalmente trovarsi alla fine dell’opera (le scoprirete mandando indietro il vostro lettore dal primo brano). La fusione di molti stili musicali come il pop, la New Wave, la tradizione della musica leggera e cantautoriale dei Sessanta e dei Settanta, il fertile rock dal gusto ricercato e qualche richiamo all’elettronica sono ormai diventati il loro inconfondibile marchio di fabbrica. Ciò che però più stupisce e balza all’orecchio è però la struttura lirica delle canzoni, ovvero l’estrema abilità e vis poetica di Francesco Bianconi nel raccontare con sconsolata e sarcastica ironia la decadenza del mondo occidentale in cui viviamo, la nostra vita quotidiana dominata dall’incertezza, dai pregiudizi e dal pericoloso tedio. E così “Colombo” diventa uno scorcio tristemente realistico delle vittime americane della “logica spietata del profitto”. “Charlie fa surf” è una grigia polaroid scattata nel mezzo del cammino di nostra annoiata adolescenza. “L’aeroplano”, interpretata dalla bravissima Rachele Bastreghi, è “una canzone che fa sottofondo all’Indecifrabile” e ci fa riflettere sul senso effimero ed inconsistente delle nostre vite, perché in fondo, in questo mondo, “noi voliamo invano”. “Antropophagus”, il cui titolo richiama il capolavoro cinematografico di Joe D’Amato, mette in contrasto gli immigrati clandestini della Stazione Centrale di Milano, dipinti come zombie-cannibali, ai nouveaux riches meneghini gonfi di sushi e Corso Como, lasciando però il dubbio su chi siano i veri cannibali. Si spazia dalla spersonalizzazione tipicamente contemporanea della sessualità (“Dark Room”), all’amara nausea di stampo sartriano di una giovane precaria (“Il liberismo ha i giorni contati”), per arrivare a “Baudelaire”, intelligente monito allo studio di alcuni “cattivi” maestri, scapigliati e maledetti, che hanno rivoluzionato letteratura e cinema, e si sono assunti la grande responsabilità di farlo per noi.
Questi episodi, contornati da arrangiamenti di altissimo livello e da soluzioni strumentali sempre ben riuscite, fanno di “Amen” un disco da avere a tutti i costi, anzi, DA COMPRARE, perché certi gioielli non possono essere miseramente scaricati da eMule. Un lavoro che appassiona, che invita a guardarsi dentro e attorno, che emoziona come non mai (scagli la prima pietra quel becero che non si commuove dopo aver ascoltato “Alfredo”).
Complimenti meritatissimi ed inchino dovuto per i Baustelle!
Gianni
Website: www.baustelle.it
Myspace: www.myspace.com/baustellespace
mercoledì, febbraio 20, 2008
Hasta la vecchiaia Fidel...Pinotto
Fidel Castro in questi giorni si è ritirato dalla guida del suo Paese, Cuba.
Il leader maximo, come amava farsi chiamare, cede il timone dopo quasi 50 anni; di sicuro in questo lungo periodo non è rimasto in disparte nelle dinamiche della politica internazionale.
Castro iniziò nel 1956 la rivolta contro il governo Batista, uomo posto al potere dagli Stati Uniti. Il dato più suggestivo a riguardo è che, contro intere divisioni dell'esercito, partirono solamente in 80.
Solo dodici degli ottanta uomini, tra cui Ernesto "Che" Guevara, Raúl Castro e Camilo Cienfuegos, sopravvissero alla ritirata sulle montagne della Sierra Maestra.
Quattro anni dopo, nel 1960, recatosi alle Nazioni Unite per tenere un discorso, decise di tenere letteralmente inchiodato il suo pubblico per 4 ore e 29 minuti, cioè quello che è ancora il discorso più lungo mai pronunciato nella sede dell'Onu.
Non sazio di record, nel 1986, al terzo congresso del partito comunista a l'Avana, non ha chiuso bocca per 7 ore e 10 minuti.
Per fortuna, al termine, si è dimenticato di interrogare i presenti e fucilare gli impreparati, altrimenti il quarto congresso del partito si sarebbe svolto comodamente nel salotto di casa sua.
Tutta questa longevità al potere dimostra che ha veramente la pellaccia dura. Non tutti lo hanno amato per 50 anni.
Fidel Castro, infatti, rivendica di essere sopravvissuto a 634 attentati, la maggior parte organizzati dalla Cia statunitense. I modi, a suo dire, sono i più svariati: dalle pillole avvelenate, ai sigari tossivi, ai molluschi con esplosivo, alla tuta da sub alterata chimicamente, alla polvere per fargli cadere la barba e indebolire così la sua popolarità.
Nonostante la Cia, l'invasione degli esuli alla Baia dei porci appoggiata dagli Usa e quattro decenni e mezzo sanzioni economiche, Fidel Castro ha visto passare alla Casa Bianca dieci presidenti degli Stati Uniti e, secondo me, si è ritirato giusto in tempo per conservarsi e campare un giorno in più dell'amata famiglia Bush.
Il leader maximo, come amava farsi chiamare, cede il timone dopo quasi 50 anni; di sicuro in questo lungo periodo non è rimasto in disparte nelle dinamiche della politica internazionale.
Castro iniziò nel 1956 la rivolta contro il governo Batista, uomo posto al potere dagli Stati Uniti. Il dato più suggestivo a riguardo è che, contro intere divisioni dell'esercito, partirono solamente in 80.
Solo dodici degli ottanta uomini, tra cui Ernesto "Che" Guevara, Raúl Castro e Camilo Cienfuegos, sopravvissero alla ritirata sulle montagne della Sierra Maestra.
Quattro anni dopo, nel 1960, recatosi alle Nazioni Unite per tenere un discorso, decise di tenere letteralmente inchiodato il suo pubblico per 4 ore e 29 minuti, cioè quello che è ancora il discorso più lungo mai pronunciato nella sede dell'Onu.
Non sazio di record, nel 1986, al terzo congresso del partito comunista a l'Avana, non ha chiuso bocca per 7 ore e 10 minuti.
Per fortuna, al termine, si è dimenticato di interrogare i presenti e fucilare gli impreparati, altrimenti il quarto congresso del partito si sarebbe svolto comodamente nel salotto di casa sua.
Tutta questa longevità al potere dimostra che ha veramente la pellaccia dura. Non tutti lo hanno amato per 50 anni.
Fidel Castro, infatti, rivendica di essere sopravvissuto a 634 attentati, la maggior parte organizzati dalla Cia statunitense. I modi, a suo dire, sono i più svariati: dalle pillole avvelenate, ai sigari tossivi, ai molluschi con esplosivo, alla tuta da sub alterata chimicamente, alla polvere per fargli cadere la barba e indebolire così la sua popolarità.
Nonostante la Cia, l'invasione degli esuli alla Baia dei porci appoggiata dagli Usa e quattro decenni e mezzo sanzioni economiche, Fidel Castro ha visto passare alla Casa Bianca dieci presidenti degli Stati Uniti e, secondo me, si è ritirato giusto in tempo per conservarsi e campare un giorno in più dell'amata famiglia Bush.
lunedì, febbraio 04, 2008
Sosia Uips...
In questi giorni ho scoperto un sito internet, attraverso il quale, inserendo la foto dell'individuo, si possono ricavare le somiglianze con delle celebrità.
I risultati, alquanto discutibili, li ho messi qua sotto. Ci sono alcune, per non dire parecchie, stranezze, da cui si può facilmente dedurre che i fondatori non sono dei ricercatori dell'università di Harvard. Nonostante ciò alcune considerazioni sono degne di nota.
Sono dodici anni che conosco Giorgio e, ad averlo saputo prima che somigliava a Angelina Jolie, si poteva "approfondire"l'amicizia.
I due eroici fondatori di questo spazio virtuale somigliano entrambi ad Antoine de Saint-Exupery, autore del Piccolo Principe, poi le loro strade si dividono, uno finisce con Sarah Jessica Parker, l'altro con Martin Luther King e da qui si evince definitamente la parte più frivola e cazzona del sito.
L'ultima parola va spesa per lui, Giò, l'eroe dei due sessi, il sex simbole per tutta la famiglia. Secondo questa autorevole fonte, il nostro amico avrebbe il viso simile a Ethan Hawke e Jake Gyllenhaal, ma questo ci può stare, tuttavia anche, udite udite, a Monica Bellucci e Anna Kournikova. Io mollerei tutto e scapperei a Hollywood, almeno per lui le possibilità di sfondare sono doppie!







I risultati, alquanto discutibili, li ho messi qua sotto. Ci sono alcune, per non dire parecchie, stranezze, da cui si può facilmente dedurre che i fondatori non sono dei ricercatori dell'università di Harvard. Nonostante ciò alcune considerazioni sono degne di nota.
Sono dodici anni che conosco Giorgio e, ad averlo saputo prima che somigliava a Angelina Jolie, si poteva "approfondire"l'amicizia.
I due eroici fondatori di questo spazio virtuale somigliano entrambi ad Antoine de Saint-Exupery, autore del Piccolo Principe, poi le loro strade si dividono, uno finisce con Sarah Jessica Parker, l'altro con Martin Luther King e da qui si evince definitamente la parte più frivola e cazzona del sito.
L'ultima parola va spesa per lui, Giò, l'eroe dei due sessi, il sex simbole per tutta la famiglia. Secondo questa autorevole fonte, il nostro amico avrebbe il viso simile a Ethan Hawke e Jake Gyllenhaal, ma questo ci può stare, tuttavia anche, udite udite, a Monica Bellucci e Anna Kournikova. Io mollerei tutto e scapperei a Hollywood, almeno per lui le possibilità di sfondare sono doppie!
giovedì, gennaio 31, 2008
Gli Haiku in Libertà di Gianni
L’Haiku è un breve componimento poetico composto da tre versi, derivante dall’antica tradizione letteraria giapponese. Esso segue delle precise regole: infatti il primo verso possiede 5 sillabe, il secondo ne conta 7 ed il terzo ancora 5, per un totale di 17 sillabe. All'origine i contenuti dell'Haiku erano la natura, i sentimenti e le emozioni del poeta nei confronti della natura. Ma oggi si scrivono Haiku il cui contenuto può spaziare ovunque. Perché proprio l’Haiku? Perché penso che questi ermetici componimenti possano descrivere un sacco di emozioni nonostante il loro essere brevi e fatalmente ingabbiati negli schemi metrici. Non so il giapponese nè tantomeno sono capace di scrivere in giapponese, ma cerco lo stesso di tradurre quello che sento con la mia lingua, sebbene ai più puristi questa cosa possa sembrare eresia. Eretico perché mi esprimo in questo modo, mettendo i titoli ai miei componimenti quando gli Haiku di titoli non ne hanno. Li metto lo stesso, per dare più forza al mio sentire. Per liberarmi ancora un’ altra dagli schemi, anche se questi ultimi sono vellutati e splendidi come certi tramonti in primavera.
Prima di mettere in mostra qualche Haiku che ho composto nei pochi momenti di libertà che mi restano in questo periodo di grandi cambiamenti (restando con la viva speranza di scriverne molti altri), voglio citare delle frasi che ho trovato su un sito internet, frasi che mi hanno molto colpito:
“Cimentarsi con gli Haiku significa osservare il mondo con occhio attento. Costringe a liberarsi delle sovrastrutture, delle parole inutili e superflue, di tutti i concetti che contemporaneamente si affollano attorno ad un evento, ad una esperienza, ad una sensazione. Ci spinge a guardare e soprattutto a cogliere l'essenza di un accadimento di cui siamo testimoni, la sostanza di una esperienza, il centro di una emozione.
Una grande scuola di vita e di riflessione”.
Buona lettura!
Il vostro Gianni
Attese
Resto sempre qui
aspettando segni,
profumi di te.
Noia
Canta un corvo:
il suo nero lamento
che segue il mio.
Amore
Ragione morta
spenta da un dolce
letale bacio
Liberazione
Ciò che tu mangi
anche se tu non lo sai,
È quello che sei.
Prima di mettere in mostra qualche Haiku che ho composto nei pochi momenti di libertà che mi restano in questo periodo di grandi cambiamenti (restando con la viva speranza di scriverne molti altri), voglio citare delle frasi che ho trovato su un sito internet, frasi che mi hanno molto colpito:
“Cimentarsi con gli Haiku significa osservare il mondo con occhio attento. Costringe a liberarsi delle sovrastrutture, delle parole inutili e superflue, di tutti i concetti che contemporaneamente si affollano attorno ad un evento, ad una esperienza, ad una sensazione. Ci spinge a guardare e soprattutto a cogliere l'essenza di un accadimento di cui siamo testimoni, la sostanza di una esperienza, il centro di una emozione.
Una grande scuola di vita e di riflessione”.
Buona lettura!
Il vostro Gianni
Attese
Resto sempre qui
aspettando segni,
profumi di te.
Noia
Canta un corvo:
il suo nero lamento
che segue il mio.
Amore
Ragione morta
spenta da un dolce
letale bacio
Liberazione
Ciò che tu mangi
anche se tu non lo sai,
È quello che sei.
venerdì, gennaio 25, 2008
Lo Zoo...Pinotto
Ieri la Rai ha trasmesso la votazione al Senato per la fiducia al Governo Prodi. E' stato uno spreco enorme di denaro per i diritti, poichè i vertici delle reti pubbliche, probabilmente, non si erano accorti che il tutto stava già andando in onda su National Geographic. Sempre sottolineando, ovviamente, tutto il rispetto possibile per le altre razze di animali.
lunedì, gennaio 21, 2008
SpRatzi di comicità...Pinotto
Numero pazzesco di comicità e ironia ieri in Piazza San Pietro. Incredibile anche il numero degli spettatori, 200 mila, quasi un record.
«Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». Parole di Papa Ratzinger.
E qua la gente avrebbe dovuto sbellicarsi. Dalle immagini viste al tg, però, forse non tutti l'hanno capita al volo. Vabbè, glielo spiegano all'autore della gag e ridono a scoppio ritardato domenica prossima. Tanto si vedevano bandiere e stendardi dell'associazione Cervello Lento o CL, come preferite, per cui non è gravissimo che non l'abbiano capita.
Comunque, per spiegarla, il lavoro non è massacrante; basta abbinare su Google il nome Papa Ratzinger ad un argomento a scelta tra quelli trattati dal Pontefice, così si può scoprire la sua tolleranza e il rispetto delle idee altrui. Iniziamo...
Diritti umani: Papa Ratzinger ha denunciato la logica del «relativismo morale» che domina ormai l'Onu e gli altri organismi internazionali. "C'è un rifiuto - ha detto il Pontefice - a riconoscere la centralità della «legge morale naturale» e della difesa della «dignità dell'uomo». Le regole internazionali - si è lamentato - si basano solo su una ragione politica e non etica, e ciò porta ad «amari risultati».
Matrimonio: L'alto valore del matrimonio", "ridicolizzato" dai mezzi di stampa, portatori di una cultura che nega i valori. Così Papa Benedetto XVI nel discorso rivolto al nuovo ambasciatore dell'Uruguay presso la Santa Sede. Riferendosi anche ai pacs, il Papa ha sottolineato come il matrimonio sia una unione prevista solo tra "uomo e donna", che i media invece denigrano "favorendo così l'egoismo e il disorientamento invece della generosità e del sacrificio necessari per mantenere vitale questa autentica cellula primaria della comunità umana"
Scienza: «Non è la scienza che redime l'uomo, ma l'amore, umano e divino». "La scienza atea minaccia per l'umanità." "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto."
Marxismo: «Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Ma l'uomo non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli»
Omosessualità: «ad evitare la confusione tra il matrimonio e altre unioni basate su un amore debole. Solo l'amore tra uomo e donna è capace di costruire una società casa di tutti gli uomini».
Proprio in questi giorni, si era diffuso il dato di un calo di 400 mila presenze nell'anno 2007 a San Pietro rispetto a quello precedente. Il Papa, però, ha ribadito seccato che è tutta una mossa studiata, il suo tipo di comicità è per un pubblico di nicchia e lui quel branco populista non lo vuole più vedere. Che vadano a Zelig quei caproni. Hasta la tolleranza siempre.
Questa, secondo me, gliel'ho rubata perchè era pronta per l'Angelus di domenica prossima.
«Come professore, per così dire, emerito, che ha incontrato tanti studenti nella sua vita vi incoraggio tutti, cari universitari, ad essere sempre rispettosi delle opinioni altrui e a ricercare, con spirito libero e responsabile, la verità e il bene». Parole di Papa Ratzinger.
E qua la gente avrebbe dovuto sbellicarsi. Dalle immagini viste al tg, però, forse non tutti l'hanno capita al volo. Vabbè, glielo spiegano all'autore della gag e ridono a scoppio ritardato domenica prossima. Tanto si vedevano bandiere e stendardi dell'associazione Cervello Lento o CL, come preferite, per cui non è gravissimo che non l'abbiano capita.
Comunque, per spiegarla, il lavoro non è massacrante; basta abbinare su Google il nome Papa Ratzinger ad un argomento a scelta tra quelli trattati dal Pontefice, così si può scoprire la sua tolleranza e il rispetto delle idee altrui. Iniziamo...
Diritti umani: Papa Ratzinger ha denunciato la logica del «relativismo morale» che domina ormai l'Onu e gli altri organismi internazionali. "C'è un rifiuto - ha detto il Pontefice - a riconoscere la centralità della «legge morale naturale» e della difesa della «dignità dell'uomo». Le regole internazionali - si è lamentato - si basano solo su una ragione politica e non etica, e ciò porta ad «amari risultati».
Matrimonio: L'alto valore del matrimonio", "ridicolizzato" dai mezzi di stampa, portatori di una cultura che nega i valori. Così Papa Benedetto XVI nel discorso rivolto al nuovo ambasciatore dell'Uruguay presso la Santa Sede. Riferendosi anche ai pacs, il Papa ha sottolineato come il matrimonio sia una unione prevista solo tra "uomo e donna", che i media invece denigrano "favorendo così l'egoismo e il disorientamento invece della generosità e del sacrificio necessari per mantenere vitale questa autentica cellula primaria della comunità umana"
Scienza: «Non è la scienza che redime l'uomo, ma l'amore, umano e divino». "La scienza atea minaccia per l'umanità." "Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto."
Marxismo: «Credeva che, una volta messa a posto l'economia, tutto sarebbe stato a posto. Ma l'uomo non è solo il prodotto di condizioni economiche e non è possibile risanarlo solamente dall'esterno creando condizioni economiche favorevoli»
Omosessualità: «ad evitare la confusione tra il matrimonio e altre unioni basate su un amore debole. Solo l'amore tra uomo e donna è capace di costruire una società casa di tutti gli uomini».
Proprio in questi giorni, si era diffuso il dato di un calo di 400 mila presenze nell'anno 2007 a San Pietro rispetto a quello precedente. Il Papa, però, ha ribadito seccato che è tutta una mossa studiata, il suo tipo di comicità è per un pubblico di nicchia e lui quel branco populista non lo vuole più vedere. Che vadano a Zelig quei caproni. Hasta la tolleranza siempre.
Questa, secondo me, gliel'ho rubata perchè era pronta per l'Angelus di domenica prossima.
giovedì, gennaio 17, 2008
Un'opinione in più...Pinotto
L'Italia è una Repubblica fondata sulle opinioni.
Oggi sull'autobus parlavano tutti del caso Mastella, ce ne fosse stato uno che aveva capito il motivo delle dimissioni e del casino accaduto.
E' tutto normale, tuttavia, se i giornali, le tv e i siti internet negli articoli e servizi al massimo usano termini come "Mastella dichiara", "Prodi ribatte", "Berlusconi commenta".
Oh in questo paese nel sistema di informazione una citazione non si trova mai qua è tutto un'opinione. Non a caso i dibattiti come Matrix potrebbero andare avanti per ore tanto la base per loro è inesistente. Le accuse dei magistrati vengono cestinate dagli autori in un attimo e ci si gioca tutto con la retorica tra i poltronissimi ovvero i nostri bravissimi gestori della cosa pubblica.
L'idea che hanno della giustizia i soggetti come Mastella mi ricorda molto la gestione del nascondino quando ero piccolo.
"Tana per te" diceva uno ma io ribattevo "non è vero, non mi hai visto era impossibile" e lui insisteva "sì eri dietro il cespuglio" e si andava avanti all'infinito. Ecco, con una spesa da parte dei contribuenti un pò più alta e dei personaggi 60 anni più anziani rivedo molto quelle situazioni nei discorsi e delle diatribe tra politici che alla fine la pensano tutti allo stesso modo. Cioè in parole povere, le loro in sostanza, se anche dovessero prenderne la maggior parte, l'ultimo libera tutti!
Poi dicono che i comici di oggi sono in crisi, eh grazie quando la concorrenza è questa. E' difficile, quasi impossibile superare un Ministro della Giustizia che ha la moglie ai domiciliari mezzo partito inquisito e pure lui in una situazione mica troppo buona. Se qualche cabarettista l'avesse raccontato avrebbero detto "guarda questi che per far ridere le sparano sempre grosse!"
Dulcis in fundo, siccome quando si parla di spararle grosse non si può non citarlo, ecco le dichiarazioni del Silvio che dice, attraverso le pagine del Giornale, che nel nuovo partito c'è spazio anche per Mastella e che ha apprezzato molto le parole dette dall'ex Ministro a Matrix e che lui ripete da 14 anni.
Tanto l'aveva detto Berlusconi che voleva un partito ampio e allora piano piano lo stanno accontentando. Vedrà che, col tempo, faranno tutti parte di questo cazzo di partito della libertà vigilata che ha fondato.
Oggi sull'autobus parlavano tutti del caso Mastella, ce ne fosse stato uno che aveva capito il motivo delle dimissioni e del casino accaduto.
E' tutto normale, tuttavia, se i giornali, le tv e i siti internet negli articoli e servizi al massimo usano termini come "Mastella dichiara", "Prodi ribatte", "Berlusconi commenta".
Oh in questo paese nel sistema di informazione una citazione non si trova mai qua è tutto un'opinione. Non a caso i dibattiti come Matrix potrebbero andare avanti per ore tanto la base per loro è inesistente. Le accuse dei magistrati vengono cestinate dagli autori in un attimo e ci si gioca tutto con la retorica tra i poltronissimi ovvero i nostri bravissimi gestori della cosa pubblica.
L'idea che hanno della giustizia i soggetti come Mastella mi ricorda molto la gestione del nascondino quando ero piccolo.
"Tana per te" diceva uno ma io ribattevo "non è vero, non mi hai visto era impossibile" e lui insisteva "sì eri dietro il cespuglio" e si andava avanti all'infinito. Ecco, con una spesa da parte dei contribuenti un pò più alta e dei personaggi 60 anni più anziani rivedo molto quelle situazioni nei discorsi e delle diatribe tra politici che alla fine la pensano tutti allo stesso modo. Cioè in parole povere, le loro in sostanza, se anche dovessero prenderne la maggior parte, l'ultimo libera tutti!
Poi dicono che i comici di oggi sono in crisi, eh grazie quando la concorrenza è questa. E' difficile, quasi impossibile superare un Ministro della Giustizia che ha la moglie ai domiciliari mezzo partito inquisito e pure lui in una situazione mica troppo buona. Se qualche cabarettista l'avesse raccontato avrebbero detto "guarda questi che per far ridere le sparano sempre grosse!"
Dulcis in fundo, siccome quando si parla di spararle grosse non si può non citarlo, ecco le dichiarazioni del Silvio che dice, attraverso le pagine del Giornale, che nel nuovo partito c'è spazio anche per Mastella e che ha apprezzato molto le parole dette dall'ex Ministro a Matrix e che lui ripete da 14 anni.
Tanto l'aveva detto Berlusconi che voleva un partito ampio e allora piano piano lo stanno accontentando. Vedrà che, col tempo, faranno tutti parte di questo cazzo di partito della libertà vigilata che ha fondato.
mercoledì, gennaio 16, 2008
lunedì, gennaio 14, 2008
mercoledì, gennaio 02, 2008
Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)
”In Berlin by the wall
You were five foot ten inches tall
It was very nice
Candlelight and dubonnet on ice”
(Lou Reed)
Ritornare alla solita realtà è un pò come riprendersi da una sbronza colossale, una sbronza da cui mai avresti voluto rinsavire. La magia di una città la si scopre solo vivendola da cittadino, ma sono convinto che vederla da turista mi abbia permesso di cogliere quello che i berlinesi non vedono, o non vogliono più vedere. Avere visitato una città che trasuda recenti memorie è uno shock che forse non si può descrivere con le parole. E così ti capita di camminare tra le strade di Friedrichsain e vedere una moltitudine di parchetti con i giochi per bambini, sorti dove un tempo sorgevano case e vivevano famiglie, realizzati per riempire il vuoto e la devastazione che le bombe hanno lasciato poco più di sessant’anni fa. Ma l’altra faccia della medaglia è cupa e fredda, gelida e tremendamente silenziosa. La torre dell’olocausto fa l’effetto di una lama piantata nel petto, ma non quanto l’installazione “Shalechet”, che ti invita a camminare piano e sentire le urla metalliche di migliaia di volti spaventati, trucidati nel nome di un popolo “eletto”, governato dall’odio, nell’assurda idea di una razza perfetta. E quando tutto sembra ritornare alla ragione dopo anni di illogico dolore, viene eretto un muro a dividere ancora gli animi, quasi quattro metri di vergogna che riportano l’irrazionalità delle ideologie. Quello che resta del muro sono dei settori poco estesi, o delle cornici da museo, dei pezzi di storia posti in vetrina nei centri commerciali. Un semplice tentativo, a quanto pare ben riuscito, per esorcizzare la bruttura di una città che è stata divisa per ventotto anni. Ora Berlino sembra unita più che mai, è un melting pot di culture diverse. L’integrazione turca nel bellissimo quartiere di Kreuzberg ne è la cartina al tornasole. Ogni suo block nasconde piacevoli sorprese, tutte da scoprire e assaporare. Berlino è il genio archittettonico concentrato nei suoi punti avanguardistici, un mix paradossale di vecchio e nuovo che lascia a bocca aperta. Berlino è la simpatia e la tenerezza di Knut, un cucciolone bianco panna che qui ha trovato dimora e amore. Berlino è la città dei prodotti biologici, attenta alla salute come al rispetto per l’ambiente. Berlino è un enorme orso con un grande cuore, un organo pulsante circondato dalle tante vene gonfie delle sue metropolitane. Berlino è una città folle, una città che non vuole riposarsi nemmeno per un secondo. L’energia la senti anche nell’aria fredda di dicembre. La notte sembra non aver significato se non termina alle dieci della mattina dopo, in barba ai lumi diurni che ne cancellano le ombre. Berlino è la carica esplosiva del Watergate e delle sue serate drum n bass, dove i bpm impazziti agitano persino le tranquille sponde del fiume Sprea. E’ l’ambiente familiare e di nicchia del 103, la curiosità di osservare i suoi strani frequentatori. E’ una capitale che ti permette di girare in metrò alle 7 di mattina da club a club in cerca di un fantomatico afterhour, in compagnia di due deliziose e simpatiche fanciulle romane. Berlino è una pils ghiacciata bevuta a litri con gli amici. Berlino è alternativa e trasgressiva, senza volerlo essere di proposito. E’ l’arte ribelle e anticonformista del Tacheles, racchiusa tra le mura di questo squat immenso, con il suo terrazzo dal belvedere mozzafiato. Berlino è il suo capodanno, una guerra in piena regola scatenata ai piedi della porta di Brandeburgo. Una guerra in cui anche le forze dell’ordine giocano a fare disordine. E’ una città ricca di bellezza, e le sue abitanti che la fanno brillare ne sono parte fondamentale. Berlino è il cumulo di vibrazioni dancehall e sapori di ganja dello Yaam, dove è possibile vedere grandi falò sulla spiaggia anche il primo giorno di gennaio. Berlino è una città da vivere senza remore, senza le stupide angosce di chi non vuole prendere la vita per le redini e cavalcarla al galoppo, di chi non vuole spremere il meglio da ogni singola frazione di secondo di questa troppo breve esistenza. E’ una città da prendere così, perché è solo in questo modo che va gustata. Aspettando le chiare luci dell’alba, che portano con sé i primi fiocchi di neve.
Gianni
Berlin VIII
Sul vasto crinale si staglia una ciminiera
in un giorno d'inverno, e regge il suo peso,
il cielo mentre si fa nero.
Come un gradino d'oro, l'orizzonte splende.
Più lontano alberi cui cadono foglie, e qualche casa,
recinti, capannoni, dove la Metropoli dilegua,
e un treno lungo che mugghia mentre va
sparendo sui binari ghiacciati.
Scuro, pietra su pietra, sorge un cimitero,
e i morti dalle fosse vi contemplano
il tramonto, che sa di vino buio.
Seduti contro la parete si tessono
cappelli di fuliggine sulle tempie ossute
e cantano una vecchia Marsigliese.
(Georg Heym)
You were five foot ten inches tall
It was very nice
Candlelight and dubonnet on ice”
(Lou Reed)
Ritornare alla solita realtà è un pò come riprendersi da una sbronza colossale, una sbronza da cui mai avresti voluto rinsavire. La magia di una città la si scopre solo vivendola da cittadino, ma sono convinto che vederla da turista mi abbia permesso di cogliere quello che i berlinesi non vedono, o non vogliono più vedere. Avere visitato una città che trasuda recenti memorie è uno shock che forse non si può descrivere con le parole. E così ti capita di camminare tra le strade di Friedrichsain e vedere una moltitudine di parchetti con i giochi per bambini, sorti dove un tempo sorgevano case e vivevano famiglie, realizzati per riempire il vuoto e la devastazione che le bombe hanno lasciato poco più di sessant’anni fa. Ma l’altra faccia della medaglia è cupa e fredda, gelida e tremendamente silenziosa. La torre dell’olocausto fa l’effetto di una lama piantata nel petto, ma non quanto l’installazione “Shalechet”, che ti invita a camminare piano e sentire le urla metalliche di migliaia di volti spaventati, trucidati nel nome di un popolo “eletto”, governato dall’odio, nell’assurda idea di una razza perfetta. E quando tutto sembra ritornare alla ragione dopo anni di illogico dolore, viene eretto un muro a dividere ancora gli animi, quasi quattro metri di vergogna che riportano l’irrazionalità delle ideologie. Quello che resta del muro sono dei settori poco estesi, o delle cornici da museo, dei pezzi di storia posti in vetrina nei centri commerciali. Un semplice tentativo, a quanto pare ben riuscito, per esorcizzare la bruttura di una città che è stata divisa per ventotto anni. Ora Berlino sembra unita più che mai, è un melting pot di culture diverse. L’integrazione turca nel bellissimo quartiere di Kreuzberg ne è la cartina al tornasole. Ogni suo block nasconde piacevoli sorprese, tutte da scoprire e assaporare. Berlino è il genio archittettonico concentrato nei suoi punti avanguardistici, un mix paradossale di vecchio e nuovo che lascia a bocca aperta. Berlino è la simpatia e la tenerezza di Knut, un cucciolone bianco panna che qui ha trovato dimora e amore. Berlino è la città dei prodotti biologici, attenta alla salute come al rispetto per l’ambiente. Berlino è un enorme orso con un grande cuore, un organo pulsante circondato dalle tante vene gonfie delle sue metropolitane. Berlino è una città folle, una città che non vuole riposarsi nemmeno per un secondo. L’energia la senti anche nell’aria fredda di dicembre. La notte sembra non aver significato se non termina alle dieci della mattina dopo, in barba ai lumi diurni che ne cancellano le ombre. Berlino è la carica esplosiva del Watergate e delle sue serate drum n bass, dove i bpm impazziti agitano persino le tranquille sponde del fiume Sprea. E’ l’ambiente familiare e di nicchia del 103, la curiosità di osservare i suoi strani frequentatori. E’ una capitale che ti permette di girare in metrò alle 7 di mattina da club a club in cerca di un fantomatico afterhour, in compagnia di due deliziose e simpatiche fanciulle romane. Berlino è una pils ghiacciata bevuta a litri con gli amici. Berlino è alternativa e trasgressiva, senza volerlo essere di proposito. E’ l’arte ribelle e anticonformista del Tacheles, racchiusa tra le mura di questo squat immenso, con il suo terrazzo dal belvedere mozzafiato. Berlino è il suo capodanno, una guerra in piena regola scatenata ai piedi della porta di Brandeburgo. Una guerra in cui anche le forze dell’ordine giocano a fare disordine. E’ una città ricca di bellezza, e le sue abitanti che la fanno brillare ne sono parte fondamentale. Berlino è il cumulo di vibrazioni dancehall e sapori di ganja dello Yaam, dove è possibile vedere grandi falò sulla spiaggia anche il primo giorno di gennaio. Berlino è una città da vivere senza remore, senza le stupide angosce di chi non vuole prendere la vita per le redini e cavalcarla al galoppo, di chi non vuole spremere il meglio da ogni singola frazione di secondo di questa troppo breve esistenza. E’ una città da prendere così, perché è solo in questo modo che va gustata. Aspettando le chiare luci dell’alba, che portano con sé i primi fiocchi di neve.
Gianni
Berlin VIII
Sul vasto crinale si staglia una ciminiera
in un giorno d'inverno, e regge il suo peso,
il cielo mentre si fa nero.
Come un gradino d'oro, l'orizzonte splende.
Più lontano alberi cui cadono foglie, e qualche casa,
recinti, capannoni, dove la Metropoli dilegua,
e un treno lungo che mugghia mentre va
sparendo sui binari ghiacciati.
Scuro, pietra su pietra, sorge un cimitero,
e i morti dalle fosse vi contemplano
il tramonto, che sa di vino buio.
Seduti contro la parete si tessono
cappelli di fuliggine sulle tempie ossute
e cantano una vecchia Marsigliese.
(Georg Heym)
mercoledì, dicembre 19, 2007
Festa di Natale al Boh!
Domani sera al Boh di via Stendhal ci si becca per farsi gli auguri di Natale, accorrete numerosi.
Per i presenti non ci sono problemi, per coloro che, in caso, non potessero venire c'è una sorpresa Natalizia. I due soggetti della foto qui sotto
passeranno una notte d'amore con voi...ahh dimenticavo non c'è eccezione uomo donna, per cui, ragazzi, non venite a chiedere la versione femminile perchè, tra l'altro, vi assicuro quello di sinistra travestito da casalinga è ancora più brutto.
Io, in tutta sincerità, vi consiglio il Boh ma, si sa da statistiche attendibili, che il masochismo è presente nel 20 per cento della popolazione italiana per cui li tengo in stand by i due gigolò.
Per i presenti non ci sono problemi, per coloro che, in caso, non potessero venire c'è una sorpresa Natalizia. I due soggetti della foto qui sotto
passeranno una notte d'amore con voi...ahh dimenticavo non c'è eccezione uomo donna, per cui, ragazzi, non venite a chiedere la versione femminile perchè, tra l'altro, vi assicuro quello di sinistra travestito da casalinga è ancora più brutto.Io, in tutta sincerità, vi consiglio il Boh ma, si sa da statistiche attendibili, che il masochismo è presente nel 20 per cento della popolazione italiana per cui li tengo in stand by i due gigolò.
giovedì, dicembre 13, 2007
Potere alla Parola (rubrica a cura del vostro Gianni)
“Restano i sogni senza tempo, le impressioni di un momento,
le luci nel buio, di case intraviste da un treno.
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno.”
(Francesco Guccini)
Sono le 12:45 quando le gambe indolenzite del sottoscritto toccano il suolo della Caput Mundi. Ogni volta che ritorno in questa città eterna sento un piccolo brivido partire dai lombi e fare gradualmente free climbing lungo la cervicale. Perché qui ho vissuto i miei primi tre anni di vita. Perché anch’io sono stato un pò allattato dalla lupa. Perché i pochi ma profondi ricordi del mio incipit di adolescenza sono ambientati qui, e li custodisco tutti con cupida gelosia. Mentre cammino con Roberto, mentre consumo un pasto frugale, mentre mi accingo a prendere il taxi destinazione riunione in zona Eur, sono invaso da riflessioni e pensieri dubbiosi. La causa è una e una sola, ovvero la lettura cannibalesca dell’ultima fatica di Fabio Volo aka il guru inconsapevole delle mie sempiterne pare esistenziali. Venderei l’anima anche solo per un briciolo della sua freschezza narrativa, della sua capacità di parlarti come se conoscesse le giuste leve della tua emotività. Roma odora di primavera il dodici dicembre. E’ incredibile come uno sciopero aggressivo talvolta regali la dolcezza di strade libere dal traffico. E puoi ascoltare, se tendi l’orecchio agli antichi monumenti che ti sfrecciano davanti, il rumore maestoso di ciò che essi furono un tempo. Puoi osservare la pesante eredità di una gloriosa civiltà, se rivolgi gli occhi agli sguardi dei passanti, al loro rapido camminare che solca grandi piazze e costeggia lunghe file di cipressi. La riunione ha il sapore di cordialità ed il profumo di caffè. Breve ma molto intensa. Professionalmente appassionata. Oggi il tempo pare avere un’apertura alare di sei metri e vola veloce come il taxi che, noncurante della scarsità di carburante, mi rifionda dritto alla stazione Termini. L’aipod mi ubriaca con la voce di Tom Waits, mi prende per mano e mi guida dalla metropolitana verso piazza Bologna. In mezzo alla gente, ci sono solo il vento e Arianna che mi attendono. Seduti davanti a un piccolo bar, mentre inietto l’ennesima dose di caffeina al cervelletto, Arianna mi parla della sua vita universitaria e non. E’ una ragazza molto bella e seducente, e credo sia in gran parte consapevole del fascino magnetico che esercita sugli uomini. Mi confida delle sue piccole ansie “accademiche”, e nelle sue perifrasi rivedo il Nicolò di un lustro addietro. Mi accenna alle sue “eresie” sentimentali, e in lei quasi vedo il Nicolò di adesso. Mi racconta dei suoi studi di filosofia, mentre si arrotola una sigaretta e giochicchia con l’anello che decora il suo labbro inferiore. Si discute del Messico e si passeggia sottoterra. Bei ricordi spuntano nel cranio come i funghi a San Josè dopo l’acquazzone. Resta il tempo di un veloce saluto allo stridere delle ruote d’acciaio sui binari del metrò, ed eccomi salire nel buio su di un altro vagone, a sporcare d’inchiostro un cumulo di pagine bianche. Poco più di trenta minuti consumati con piacere. Lasso di tempo che mesi addietro ero solito maledire, ma che ora torno ad apprezzare. Mi fa se non altro capire che certe complicità si possono ancora coltivare, nonostante il destino sia un serial killer, che uccide sempre senza un movente. Nonostante le nostre diversità. Nonostante le distanze, la vita e le sue molteplici incombenze.
Gianni
Roma
Roma, ne l'aer tuo lancio l'anima altera volante:
accogli, o Roma, e avvolgi l'anima mia di luce.
Non curïoso a te de le cose piccole io vengo:
chi le farfalle cerca sotto l'arco di Tito?
Che importa a me se l'irto spettral vinattier di Stradella
mesce in Montecitorio celie allobroghe e ambagi?
e se il lungi operoso tessitor di Biella s'impiglia,
ragno attirante in vano, dentro le reti sue?
Cingimi, o Roma, d'azzurro, di sole m'illumina, o Roma:
raggia divino il sole pe' larghi azzurri tuoi.
Ei benedice al fosco Vaticano, al bel Quirinale,
al vecchio Capitolio santo fra le ruine;
e tu da i sette colli protendi, o Roma, le braccia
a l'amor che diffuso splende per l'aure chete.
Oh talamo grande, solitudini de la Campagna!
e tu Soratte grigio, testimone in eterno!
Monti d'Alba, cantate sorridenti l'epitalamio;
Tuscolo verde, canta; canta, irrigua Tivoli;
mentr'io da 'l Gianicolo ammiro l'imagin de l'urbe,
nave immensa lanciata vèr' l'impero del mondo.
O nave che attingi con la poppa l'alto infinito,
varca a' misterïosi liti l'anima mia.
Ne' crepuscoli a sera di gemmeo candore fulgenti
tranquillamente lunghi su la Flaminia via,
l'ora suprema calando con tacita ala mi sfiori
la fronte, e ignoto io passi ne la serena pace;
passi a i concilii de l'ombre, rivegga li spiriti magni
de i padri conversanti lungh'esso il fiume sacro.
(Giosuè Carducci)
le luci nel buio, di case intraviste da un treno.
Siamo qualcosa che non resta, frasi vuote nella testa, e il cuore di simboli pieno.”
(Francesco Guccini)
Sono le 12:45 quando le gambe indolenzite del sottoscritto toccano il suolo della Caput Mundi. Ogni volta che ritorno in questa città eterna sento un piccolo brivido partire dai lombi e fare gradualmente free climbing lungo la cervicale. Perché qui ho vissuto i miei primi tre anni di vita. Perché anch’io sono stato un pò allattato dalla lupa. Perché i pochi ma profondi ricordi del mio incipit di adolescenza sono ambientati qui, e li custodisco tutti con cupida gelosia. Mentre cammino con Roberto, mentre consumo un pasto frugale, mentre mi accingo a prendere il taxi destinazione riunione in zona Eur, sono invaso da riflessioni e pensieri dubbiosi. La causa è una e una sola, ovvero la lettura cannibalesca dell’ultima fatica di Fabio Volo aka il guru inconsapevole delle mie sempiterne pare esistenziali. Venderei l’anima anche solo per un briciolo della sua freschezza narrativa, della sua capacità di parlarti come se conoscesse le giuste leve della tua emotività. Roma odora di primavera il dodici dicembre. E’ incredibile come uno sciopero aggressivo talvolta regali la dolcezza di strade libere dal traffico. E puoi ascoltare, se tendi l’orecchio agli antichi monumenti che ti sfrecciano davanti, il rumore maestoso di ciò che essi furono un tempo. Puoi osservare la pesante eredità di una gloriosa civiltà, se rivolgi gli occhi agli sguardi dei passanti, al loro rapido camminare che solca grandi piazze e costeggia lunghe file di cipressi. La riunione ha il sapore di cordialità ed il profumo di caffè. Breve ma molto intensa. Professionalmente appassionata. Oggi il tempo pare avere un’apertura alare di sei metri e vola veloce come il taxi che, noncurante della scarsità di carburante, mi rifionda dritto alla stazione Termini. L’aipod mi ubriaca con la voce di Tom Waits, mi prende per mano e mi guida dalla metropolitana verso piazza Bologna. In mezzo alla gente, ci sono solo il vento e Arianna che mi attendono. Seduti davanti a un piccolo bar, mentre inietto l’ennesima dose di caffeina al cervelletto, Arianna mi parla della sua vita universitaria e non. E’ una ragazza molto bella e seducente, e credo sia in gran parte consapevole del fascino magnetico che esercita sugli uomini. Mi confida delle sue piccole ansie “accademiche”, e nelle sue perifrasi rivedo il Nicolò di un lustro addietro. Mi accenna alle sue “eresie” sentimentali, e in lei quasi vedo il Nicolò di adesso. Mi racconta dei suoi studi di filosofia, mentre si arrotola una sigaretta e giochicchia con l’anello che decora il suo labbro inferiore. Si discute del Messico e si passeggia sottoterra. Bei ricordi spuntano nel cranio come i funghi a San Josè dopo l’acquazzone. Resta il tempo di un veloce saluto allo stridere delle ruote d’acciaio sui binari del metrò, ed eccomi salire nel buio su di un altro vagone, a sporcare d’inchiostro un cumulo di pagine bianche. Poco più di trenta minuti consumati con piacere. Lasso di tempo che mesi addietro ero solito maledire, ma che ora torno ad apprezzare. Mi fa se non altro capire che certe complicità si possono ancora coltivare, nonostante il destino sia un serial killer, che uccide sempre senza un movente. Nonostante le nostre diversità. Nonostante le distanze, la vita e le sue molteplici incombenze.
Gianni
Roma
Roma, ne l'aer tuo lancio l'anima altera volante:
accogli, o Roma, e avvolgi l'anima mia di luce.
Non curïoso a te de le cose piccole io vengo:
chi le farfalle cerca sotto l'arco di Tito?
Che importa a me se l'irto spettral vinattier di Stradella
mesce in Montecitorio celie allobroghe e ambagi?
e se il lungi operoso tessitor di Biella s'impiglia,
ragno attirante in vano, dentro le reti sue?
Cingimi, o Roma, d'azzurro, di sole m'illumina, o Roma:
raggia divino il sole pe' larghi azzurri tuoi.
Ei benedice al fosco Vaticano, al bel Quirinale,
al vecchio Capitolio santo fra le ruine;
e tu da i sette colli protendi, o Roma, le braccia
a l'amor che diffuso splende per l'aure chete.
Oh talamo grande, solitudini de la Campagna!
e tu Soratte grigio, testimone in eterno!
Monti d'Alba, cantate sorridenti l'epitalamio;
Tuscolo verde, canta; canta, irrigua Tivoli;
mentr'io da 'l Gianicolo ammiro l'imagin de l'urbe,
nave immensa lanciata vèr' l'impero del mondo.
O nave che attingi con la poppa l'alto infinito,
varca a' misterïosi liti l'anima mia.
Ne' crepuscoli a sera di gemmeo candore fulgenti
tranquillamente lunghi su la Flaminia via,
l'ora suprema calando con tacita ala mi sfiori
la fronte, e ignoto io passi ne la serena pace;
passi a i concilii de l'ombre, rivegga li spiriti magni
de i padri conversanti lungh'esso il fiume sacro.
(Giosuè Carducci)
martedì, dicembre 11, 2007
Pezze...Pinotto
Ieri sera avevo già sentito la notizia per radio, oggi ne ho avuto la conferma dal sito del tg5. Hanno aperto un conto per le vittime della fabbrica di Torino.Articolo Tg5
E' scandaloso che nel nostro paese si cerchi sempre di mettere una pezza più che cercare una soluzione definitiva oltre che giustizia.
Sarebbe opportuno raccogliere anche milioni di euro per quelle famiglie per pagare loro uno studio legale con i controcoglioni che ottenga dalla Thyssen un risarcimento che spetta a persone che non verranno mai ripagate abbastanza per la perdita che hanno subito. Non è di certo la generosità dei cittadini italiani che deve sopperire al cervello mononeurone di dirigenti e responsabili della fabbrica.
Non si può sempre insabbiare tutto, comprare il silenzio e le voglie di rivalsa di famiglie disperate con una raccolta fondi, un contentino per evitare brutte figure.
Certa gente ha il criceto nel cervello con la ruotina che gira per cui ciclicamente ha bisogno degli stessi problemi verso i quali non si trova mai una soluzione.
Si discute per mesi di legge elettorale, di modello tedesco, francese di nomi nuovi di partiti che cambiano slogan perchè non avendo idee non hanno nient'altro da cambiare e come al solito tutto resta nelle mani degli individui singoli.
In Italia ci sono circa 60 milioni di persone, vogliamo pensare che almeno 200 mila donerà almeno 3 euro, per stare bassi; ecco, con quei 600 mila euro tutto verrà messo a tacere. Naturalmente fino al prossimo caso mediatico che ci occuperà le coscienze per 48/72 ore.
E' scandaloso che nel nostro paese si cerchi sempre di mettere una pezza più che cercare una soluzione definitiva oltre che giustizia.
Sarebbe opportuno raccogliere anche milioni di euro per quelle famiglie per pagare loro uno studio legale con i controcoglioni che ottenga dalla Thyssen un risarcimento che spetta a persone che non verranno mai ripagate abbastanza per la perdita che hanno subito. Non è di certo la generosità dei cittadini italiani che deve sopperire al cervello mononeurone di dirigenti e responsabili della fabbrica.
Non si può sempre insabbiare tutto, comprare il silenzio e le voglie di rivalsa di famiglie disperate con una raccolta fondi, un contentino per evitare brutte figure.
Certa gente ha il criceto nel cervello con la ruotina che gira per cui ciclicamente ha bisogno degli stessi problemi verso i quali non si trova mai una soluzione.
Si discute per mesi di legge elettorale, di modello tedesco, francese di nomi nuovi di partiti che cambiano slogan perchè non avendo idee non hanno nient'altro da cambiare e come al solito tutto resta nelle mani degli individui singoli.
In Italia ci sono circa 60 milioni di persone, vogliamo pensare che almeno 200 mila donerà almeno 3 euro, per stare bassi; ecco, con quei 600 mila euro tutto verrà messo a tacere. Naturalmente fino al prossimo caso mediatico che ci occuperà le coscienze per 48/72 ore.
lunedì, dicembre 10, 2007
I regimi non finiscono mai...Pinotto
Hanno censurato di nuovo Luttazzi chiudendo la sua trasmissione. Il video qua sotto mostra il motivo della chiusura o almeno quello per cui vogliono farci credere sia avvenuta la cacciata dell'autore/presentatore.
Altri video che meritano:
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