giovedì, marzo 15, 2007

Buy or Die!!! Gli inviti all'ascolto di Gianni



Bayside: The Walking Wounded (Victory Records/Venus 2007)
Voto: 10


Li avevamo lasciati con le voci rotte dall’emozione e le chitarre “unplugged” poggiate sulle ginocchia. Chitarre che andavano a formare, con i loro malinconici accordi, un disco dal vivo che sprigionava decibel di dolore e pathos. “Acoustic” rappresentava il modo migliore per dire addio all’amico John “Beatz” Holoan (batterista della band tragicamente scomparso in un incidente con il loro tour van), e in un certo senso lasciava aperte le porte ad un eventuale riunione per riprendere il corso della loro breve carriera. Ebbene, il malessere ed il coraggio, nonchè la volontà unita alla rabbia ed alla determinazione, hanno portato il gruppo di Long Island ad un grandioso ritorno. Il disco in questione ha inizialmente spiazzato il sottoscritto, abituato all’ incredibile immediatezza dei loro precedenti lavori. “The Walking Wounded” è un disco raffinato, maturo, poliedrico, ricco di momenti molto intensi. Ce ne si accorge immediatamente ascoltando la opening track, con il suo rock energico che non disdegna di abbracciare sentori folk e si adorna di poderosi guitar solo, come mai non se ne erano sentiti dai nostri beniamini. Se alcune tracce possiedono ancora il marchio di fabbrica Bayside, ovvero quell’attitudine diretta che li ha resi famosi (ascoltare “Dear Your Holiness” e ”Thankfully” per credere), altre prendono sentieri non privi di soluzioni ricercate e sempre coadiuvate dalla giusta carica emozionale (“They’re Not Horses, They’re Unicorns” e la deliziosa “A Rite Of Passage” su tutte). Come sempre il valore aggiunto della band, ça va sans dire, è rappresentato dalla voce ma soprattutto dai testi di Anthony Ranieri. Parole in cui ci si potrebbe ritrovare ognuno di noi, grazie ad una complessa semplicità semantica che accappona la pelle e lascia senza fiato. Non è cosa facile descrivere e mettere su sei corde in poco meno di 45 minuti l’universo problematico di un venticinquenne, la spersonalizzazione delle nostre vite, la dolce crudeltà delle donne di cui ci innamoriamo, la precarietà di un mondo che ci fa vivere sul filo del rasoio (“Carry on, with the guise of a sheep in a storm”), le ebbre notti che ci accarezzano di sogni per qualche ora, le proprie debolezze e la tremenda fatica nel doverle sempre dissimulare (“You could play all day and tell your friends that everything's alright. The truth is that your heart collapsed two years ago tonight”). I Bayside sono uno dei pochi gruppi che riescono a farlo e suonarlo, senza nessuna etichetta e con un sound talmente particolare da fare gola a tutta la schiera di “fake bands” progettate a tavolino, piene nel conto corrente ma vuote nell’anima.
Ad avercene di gruppi così…
Gianni

Myspace: www.myspace.com/bayside

Nessun commento: